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Anzianità di servizio: ultime sentenze

7 Marzo 2022
Anzianità di servizio: ultime sentenze

Riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata dal personale assunto a tempo determinato; diritto del docente alla ricostruzione della carriera.

Lavoro in apprendistato e calcolo dell’anzianità di servizio

Non c’è alcuna diversità fra il rapporto di formazione e lavoro e quello di apprendistato, rilevante ai fini del calcolo dell’anzianità di servizio, trattandosi in entrambi i casi di contratti a causa mista, caratterizzati dall’obbligo gravante sul datore di lavoro di impartire al dipendente la formazione necessaria ad acquisire competenze tecniche che accrescano le sue abilità professionali. Pertanto nelle due fattispecie sono identiche le esigenze di valorizzazione del decorso del tempo e del concomitante incremento delle capacità lavorative, con conseguente incidenza dell’anzianità complessiva sul trattamento retributivo del lavoratore.

Corte appello Milano sez. lav., 06/12/2021, n.1234

Pregressi rapporti alle dipendenze di altri datori di lavoro

In tema di trattamento di fine rapporto, incombe sul lavoratore, ai fini della determinazione dell’anzianità di servizio, l’onere di provare l’esistenza di un unico rapporto lavorativo, pur a fronte della formale instaurazione, nel corso del tempo, di più rapporti con soggetti diversi.

Cassazione civile sez. lav., 26/11/2021, n.36927

Personale delle camere di commercio

In tema di personale delle Camere di commercio, il rapporto di lavoro subordinato a termine del Segretario generale, nominato ex art. 20, comma 3, lett-a), della l. n. 580 del 1993, non si pone in continuità giuridica rispetto al preesistente rapporto di pubblico impiego dirigenziale, sicché il riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata nell’ambito dell’amministrazione di provenienza può avvenire nei limiti in cui lo prevedano specifiche disposizioni; ai sensi dell’art. 27, comma 7, del c.c.n.l. area dirigenza 1998-2001 del comparto regioni-enti locali, norma applicabile anche ai Segretari generali non provenienti dalla dirigenza pubblica, tale riconoscimento è previsto nel solo caso di nomina “in sede diversa”, da intendersi quale passaggio di sede dalla nomina ricevuta ad altro incarico, conferito ai sensi dell’art. 20 cit., presso una diversa Camera di commercio.

Cassazione civile sez. lav., 16/11/2021, n.34554

Divieto di discriminazione tra dipendenti a termine e a tempo indeterminato

Il diritto al computo dell’intera anzianità di servizio anche per il periodo di vigenza di un rapporto di lavoro a tempo determinato (ad esempio quello non di ruolo prestato dall’insegnante ricorrente) può ritenersi un principio consolidato desumibile dalla normativa comunitaria che stabilisce la parità di trattamento tra personale assunto a tempo indeterminato e a termine.

Tribunale Cassino sez. lav., 10/11/2021, n.914

Scatti di retribuzione e prescrizione dell’anzianità di servizio

L’anzianità di servizio in ruolo degli insegnanti configura un mero fatto giuridico, come tale insuscettibile di una prescrizione distinta da quella dei diritti patrimoniali che su di essa si fondano, con la conseguenza che, nel caso in cui il docente, prescrittosi un primo scatto di retribuzione, agisca tempestivamente per ottenere l’attribuzione di scatti successivi, questi debbono essere liquidati nella misura ad essi corrispondente, e cioè come se quello precedente, maturato ma non più dovuto per effetto della prescrizione, fosse stato corrisposto, in quanto il datore di lavoro può opporre al lavoratore la prescrizione quinquennale dei crediti relativi ai singoli aumenti ma non la prescrizione dell’anzianità di servizio quale fattispecie costitutiva di crediti ancora non prescritti.

Cassazione civile sez. VI, 06/10/2021, n.27021

I criteri di computo del periodo di anzianità di servizio

I lavoratori a tempo determinato non possono essere trattati in modo meno favorevole dei lavoratori a tempo indeterminato comparabili per il solo fatto di avere un contratto o rapporto di lavoro a tempo determinato, a meno che non sussistano ragioni oggettive. I criteri del periodo di anzianità di servizio relativi a particolari condizioni di lavoro dovranno essere gli stessi sia per i lavoratori a tempo determinato sia per quelli a tempo indeterminato, eccetto quando criteri diversi in materia di periodo di anzianità siano giustificati da motivazioni oggettive.

Consiglio di Stato sez. VI, 02/08/2021, n.5706

Differenze retributive: riconoscimento

Va accolta la domanda di riconoscimento delle differenze retributive maturate laddove dall’istruttoria emerga la fondatezza giuridica ed economica dell’azione promossa (Nel caso di specie è stato riconosciuto il diritto della ricorrente alla collocazione nel livello stipendiale e alla corresponsione delle differenze retributive spettanti in relazione all’anzianità di servizio effettivamente maturata secondo le previsioni dei CCNL).

Tribunale Parma sez. lav., 28/06/2021, n.64

La tutela dell’anzianità di servizio

Posto che l’anzianità di servizio non costituisce un diritto che il lavoratore possa fare valere nei confronti del nuovo datore, essa deve essere assolutamente tutelata soltanto quanto il suo mancato riconoscimento comporterebbe un peggioramento del trattamento retributivo in precedenza goduto dal lavoratore trasferito mentre non può essere invocata per ottenere l’avveramento di aspettativa, anch’ove legittime sotto il cessionario.

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2021, n.17805

Comparto scuola: contratti a tempo determinato e ricostruzione dell’anzianità di servizio

Nel settore scolastico, in relazione alla domanda di riconoscimento degli scatti di anzianità maturati per effetto delle prestazioni di lavoro rese durante rapporti di lavoro a tempo determinato, sussiste il diritto del docente a vedersi riconosciuta per intero, a fini giuridici ed economici, l’anzianità di servizio maturata con i contratti a tempo determinato.

Corte appello Torino sez. lav., 22/06/2021, n.313

Criterio dell’anzianità di servizio prestato dal magistrato

Il criterio dell’anzianità del servizio prestato dal magistrato non può concorrere come titolo poziore sullo stesso piano del merito e dell’attitudine, disvelando viceversa una chiara valenza residuale.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 05/05/2021, n.5243

Dirigente e anzianità di servizio ultraquinquennale

Deve escludersi che l’elencazione degli ‘incarichi conferibili’, di cui al CCNL 8 giugno 2000, art. 27, c. 1, corrisponda – quanto agli ‘incarichi di natura professionale’ – ad un automatismo selettivo con riferimento alla posizione dei dirigenti che abbiano maturato un’anzianità di servizio ultraquinquennale, in quanto anche quest’ultimo dato (correlato all’esperienza di servizio e alla positiva valutazione, da parte degli organi di verifica, dell’attività svolta. La figura del dirigente equiparato, sia pur in possesso di un’anzianità di servizio ultraquinquennale, è specificatamente enucleata ed alla stessa è attribuita una retribuzione di posizione che la contrattazione collettiva determina in misura diversa da quella correlata alla titolarità di un incarico ex 27, comma 1, lett. c), Ccnl 8 giugno 2000.

Tribunale Tivoli sez. lav., 09/02/2021, n.837

Parziale riconoscimento dell’anzianità di servizio pre-ruolo

Qualora il docente abbia svolto il servizio pre-ruolo con i medesimi requisiti soggettivi del personale di ruolo, non sono ravvisabili ragioni oggettive idonee a giustificare una disparità di trattamento nel computo dell’anzianità professionale rispetto al personale assunto a tempo indeterminato. Ne consegue che l’art. 485, comma 1, d.lg. n. 297/1994 deve essere disapplicato nella parte in cui, escludendo la completa equiparazone dell’incidenza dei periodi di lavoro svolto a tempo determinato ai fini del computo della complessiva anzianità di servizio maturata, determina una irragionevole discriminazione rispetto ai pubblici dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato a parità di mansioni.

Va dunque dichiarato illegittimo il parziale riconoscimento dell’anzianità di servizio pre-ruolo con conseguente declaratoria del diritto del docente alla ricostruzione della carriera mediante integrale riconoscimento del servizio prestato con contratti di lavoro a tempo determinato.

Corte appello L’Aquila sez. lav., 14/03/2019, n.148

Passaggio di ruolo da un grado inferiore ad un grado superiore

Il quadro normativo definito dall’art. 83 D.P.R. n. 417 del 1974, al fine di garantire la parità di trattamento per il personale docente nell’ambito delle procedure di mobilità orizzontale, deve essere interpretato alla luce delle nuove previsioni di legge che consentono al docente, in ogni caso di passaggio di ruolo da un grado inferiore ad un grado superiore, e viceversa, a tutti gli effetti, giuridici ed economici, di conservare l’anzianità maturata nel ruolo precedente.

Di conseguenza, va dichiarato il diritto della docente al riconoscimento dell’anzianità di servizio calcolata secondo il sistema della “ricostruzione di carriera” in luogo di quello della “temporizzazione” con obbligo dell’amministrazione scolastica di adottare tutti gli atti necessari in virtù del suddetto riconoscimento.

Tribunale Siracusa sez. lav., 01/10/2019, n.1039

Riconoscimento anzianità servizio docenti a tempo determinato

In tema di riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti a tempo determinato poi definitivamente immessi nei ruoli dell’amministrazione scolastica, l’art. 485 del d.lgs. n. 297 del 1994 deve essere disapplicato, in quanto si pone in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nei casi in cui l’anzianità risultante dall’applicazione dei criteri dallo stesso indicati, unitamente a quello fissato dall’art. 489 dello stesso decreto, come integrato dall’art. 11, comma 14, della l. n. 124 del 1999, risulti essere inferiore a quella riconoscibile al docente comparabile assunto “ab origine” a tempo indeterminato; il giudice del merito, per accertare la sussistenza di tale discriminazione, dovrà comparare il trattamento riservato all’assunto a tempo determinato poi immesso in ruolo, con quello del docente ab origine a tempo indeterminato, senza valorizzare, pertanto, le interruzioni fra un rapporto e l’altro, né applicare la regola dell’equivalenza fissata dal richiamato art. 489, e, in caso di disapplicazione, computare l’anzianità da riconoscere ad ogni effetto al docente assunto a tempo determinato, poi immesso in ruolo, sulla base dei medesimi criteri che valgono per l’assunto a tempo indeterminato.

Cassazione civile sez. lav., 28/11/2019, n.31149

Riconoscimento dell’anzianità di servizio: le limitazioni delle disposizioni nazionali

Nel caso di specie sussistono tutti i presupposti individuati dalla giurisprudenza comunitaria per configurare il potere -dovere del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna in contrasto con quella Europea.

La disposizione (D.Lgs. n. 297/1994, art. 569) che limita il riconoscimento dell’anzianità di servizio del lavoratore a tempo determinato (servizio cd. preruolo) al momento della sua assunzione in ruolo va disapplicata nel senso di un (integrale) riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata dal personale assunto a tempo determinato al momento in cui, – per concorso o per scorrimento di graduatorie (a loro volta legate ai punteggi rinvenienti dal servizio prestato a tempo determinato), – detto personale venga assunto a tempo indeterminato (in ruolo).

Corte appello Bari sez. lav., 15/05/2017, n.1143

Personale scolastico assunto a tempo determinato

Anche in relazione alla disciplina posta dall’art. 485 D.Lgs. n. 297/1994, si pone l’esigenza di un (integrale) riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata dal personale assunto a tempo determinato al momento in cui, – per concorso o per scorrimento di graduatorie (a loro volta legate ai punteggi rinvenienti dal servizio prestato a tempo determinato), – detto personale venga assunto a tempo indeterminato (in ruolo). Né ricorrono “ragioni oggettive” che possano legittimare la (sia pur parziale) rideterminazione dell’anzianità di servizio (per il suo intero conservata a soli fini economici).

Corte appello Bari sez. lav., 12/05/2017, n.1216

Reiterazione dei contratti a termine

Anche ove si dovesse ravvisare l’abusiva reiterazione dei contratti di lavoro a tempo determinato, l’abuso si deve ritenere sanato con l’avvenuta “stabilizzazione” della ricorrente. Invero, per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola, è considerata misura sanzionatoria adeguata la stabilizzazione, comunque acquisita anche attraverso gli strumenti selettivi -concorsuali operanti anteriormente alla L. n. 107/2015.

Deve, conseguentemente essere negato il risarcimento del danno che l’appellante ha quantificato ai sensi dell’art. 32 L. n. 183/2010. E’ invece da accogliere la domanda di riconoscimento dell’anzianità di servizio maturata per effetto dei rapporti di lavoro a termine intercorsi con l’amministrazione scolastica e conseguente differenziale retributivo.

Corte appello Catanzaro sez. lav., 22/04/2017, n.552

Riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti: presupposti

La normativa che disciplina il riconoscimento dell’anzianità di servizio dei docenti prevede espressamente che si tratti di servizio prestato in scuole statali o pareggiate, e non in altre. In materia è pacifica la discrezionalità del legislatore di riconoscere o meno ai fini retributivi e di carriera precedenti esperienze lavorative né può valere in contrario la circostanza che la locale Provincia abbia considerato utile ai fini retributivi anche il periodo di servizio prestato prima del pareggiamento.

Consiglio di Stato sez. VI, 18/08/2010, n.5864

Istruzione pubblica: professori ed assistenti di Università

L’incarico quinquennale di Direttore della Struttura complessa “Malattie Cardiovascolari” riconosciuto ad un professore universitario associato va ricondotto nella fattispecie contemplata dall’art. 15 septies d.lg. 30 dicembre 1992 n. 502, con la conseguenza che va ritenuto operante il comma 4 della disposizione richiamata a tenore della quale “per il periodo di durata del contratto di cui al comma 1 i dipendenti di pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni con riconoscimento dell’anzianità di servizio”.

Consiglio di Stato sez. VI, 03/09/2009, n.5188

Riconoscimento dell’anzianità di servizio

Ai fini del riconoscimento dell’anzianità di servizio, l’art. 1 del d.l. 19 giugno 1970 n. 370, convertito nella l. 26 luglio 1970 n. 576, non contiene alcun riferimento che permetta di riconoscere il servizio prestato presso scuole legalmente riconosciute equiparandolo a quello svolto nelle scuole statali e pareggiate o parificate, trattandosi di situazioni giuridiche diversificate sotto vari profili.

Consiglio di Stato sez. VI, 19/10/2007, n.5444



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