L’esperto | Articoli

Iscrizione albo infermieri: ultime sentenze

19 Maggio 2020
Iscrizione albo infermieri: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: esercizio della professione di infermiere; obbligo d’iscrizione all’albo professionale degli infermieri; cancellazione dall’albo professionale.

Professione di infermiere

L’esercizio della libera professione infermieristica, svolta da soggetti in possesso di idoneo titolo di studio (diploma universitario abilitante) e di iscrizione all’albo professionale, non può subire discriminazioni ingiustificate.

Consiglio di Stato sez. III, 28/06/2016, n.2830

Rapporto di lavoro dipendente

Gli infermieri professionali, che non svolgono attività autonoma e libera, ma sono legati da un rapporto di lavoro dipendente, non sono tenuti alla iscrizione al relativo albo professionale, dovendo tale obbligo configurarsi solo nei confronti di coloro che esercitano la libera professione mediante contratti d’opera direttamente con il pubblico dei clienti.

T.A.R. Lecce, (Puglia) sez. II, 11/02/2010, n.546

L’albo degli infermieri professionali

Non commette il reato di esercizio abusivo della professione di infermiere chi, senza essere iscritto all’albo degli infermieri professionali, esercita tale attività esclusivamente alle dipendenze del S.s.n. o in una struttura privata, direttamente o indirettamente accreditata presso la p.a. L’iscrizione al collegio è infatti necessaria solo per gli infermieri che esercitano la libera professione mediante contratti d’opera direttamente con il pubblico dei clienti.

Tribunale Pisa, 21/05/2010, n.628

L’esercizio della libera professione

Va escluso che all’iscrizione all’albo professionale siano tenuti gli infermieri professionali che rivestano la qualifica di dipendenti di enti pubblici, poiché per essi l’art. 10 decreto del Capo Provvisorio dello stato 13 settembre 1946 n. 233 ha previsto la mera possibilità dell’iscrizione all’albo, “ limitatamente all’esercizio della libera professione”.

Consiglio di Stato sez. VI, 24/02/2011, n.1163

Esercizio abusivo di una professione

In tema di esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.), pur dovendosi ritenere che, di regola, con riguardo alle professioni sanitarie, l’iscrizione all’albo professionale, prevista come obbligatoria dall’art. 8 d.lg. C.p.S. 13 settembre 1946 n. 233, costituisca parte integrante dell’abilitazione la cui mancanza dà luogo alla configurabilità del reato, deve tuttavia escludersi che alla suddetta iscrizione – da intendersi come prevista, in realtà, per i soli esercenti la “libera professione” – siano tenuti gli operatori sanitari (nella specie, infermieri professionali) i quali rivestano la qualifica di dipendenti di enti pubblici, essendo, anzi, per costoro espressamente prevista dall’art. 10 del citato d.lg. C.p.S. n. 233 del 1946 la mera possibilità dell’iscrizione all’albo, “limitatamente all’esercizio della libera professione”, ove questo non sia loro vietato dagli ordinamenti dell’ente dal quale essi dipendono.

Cassazione penale sez. VI, 01/04/2003, n.28306

Professioni sanitarie infermieristiche: l’iscrizione all’albo

In tema di iscrizione all’albo professionale in materia di professioni sanitarie infemieristiche, ai sensi dell’art. 2 comma 3 della l. n. 43 del 2006, l’iscrizione all’albo – comune, nel caso, sia per gli infermieri del settore privato che per quelli dell’ambito pubblico – costituisce semplicemente una ‘condizione necessaria’ per l’esercizio della professione di infermiere che preesiste o può preesistere all’instaurazione del rapporto di lavoro, ponendosi quale presupposto necessario per chi voglia proporsi in tale ruolo, non potendo esercitare tale mestiere chi non sia iscritto al relativo albo ai sensi dell’art. 2,  co. 3, della legge n. 43/06.

Tribunale Salerno sez. lav., 10/10/2019, n.2119

Contratti d’opera direttamente con il pubblico dei clienti

L’obbligo d’iscrizione all’albo professionale degli infermieri non sussiste per gli infermieri professionali che non svolgono attività autonoma e libera, ma sono legati da un rapporto di lavoro dipendente anche con una struttura privata, direttamente o indirettamente accreditata presso la p.a., considerato che in tale caso non esplicano “attività professionale mediante contratti d’opera direttamente con il pubblico dei clienti”, non necessitano di una sorveglianza sulle tariffe applicate, in quanto percepiscono uno stipendio fisso, rispondono disciplinarmente al loro datore di lavoro al quale sono legati da rapporto gerarchico, devono incontrare – nello svolgimento delle loro funzioni – il gradimento e la piena soddisfazione della struttura sanitaria presso la quale lavorano, anche se quest’ultima non è pubblica ma è comunque accreditata e convenzionata con il S.s.n.

Cassazione penale sez. VI, 04/11/2008, n.6491

Diritto di un infermiere alla cancellazione dall’albo professionale

Spetta alla giurisdizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, ai sensi dell’art. 5 d.lg.C.p.S. 13 settembre 1946 n. 233, la controversia relativa alla sussistenza o meno del diritto di un infermiere alla cancellazione dall’albo professionale tenuto dal collegio Ipasvi (infermieri professionali assistenti sanitari vigilatrici d’infanzia) e alla giurisdizione ordinaria la controversia circa il diritto del medesimo collegio di esigere il contributo a carico degli iscritti relativo al periodo rispetto a cui è in discussione l’iscrizione, salva la pregiudizialità della controversia in punto di iscrizione rispetto a quella concernente il pagamento, comportante la sospensione di quest’ultima in attesa della definizione della prima.

(Nella specie l’interessata aveva adito il giudice di pace chiedendogli che, “accertata l’avvenuta rinuncia all’iscrizione, da parte dell’attrice, all’iscrizione al collegio Ipasvi di Pesaro”, dichiarasse inesigibile la somma in questione, pretesa mediante cartella esattoriale; accolta la domanda da parte del giudice di merito, la adita Corte di cassazione, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario sulla domanda di inesigibilità del contributo e quella della Commissione centrale, nei termini indicati nel riportato principio di diritto, e ha annullato, con rinvio ad altro giudice di pace, la sentenza impugnata, ritenendo fondato per quanto di ragione il ricorso sia rispetto alla domanda di competenza di altra giurisdizione, sia per quella esattamente proposta al giudice ordinario, dato che quest’ultima era stata decisa senza attendere la definizione dell’altra causa).

Cassazione civile sez. un., 19/04/2004, n.7376

Controversia relativa alla cancellazione dall’albo professionale

Spetta alla giurisdizione della Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, ai sensi dell’art. 5 d.lg.C.p.S. 13 settembre 1946 n. 233, la controversia relativa alla sussistenza o meno del diritto di un infermiere alla cancellazione dall’albo professionale tenuto dal collegio Ipasvi (infermieri professionali assistenti sanitari vigilatrici d’infanzia) e alla giurisdizione ordinaria la controversia circa il diritto del medesimo collegio di esigere il contributo a carico degli iscritti relativo al periodo rispetto a cui è in discussione l’iscrizione, salva la pregiudizialità della controversia in punto di iscrizione rispetto a quella concernente il pagamento, comportante la sospensione di quest’ultima in attesa della definizione della prima.

(Nella specie l’interessato aveva adito il giudice di pace chiedendogli che, “accertata l’avvenuta rinuncia all’iscrizione, da parte dell’attore, all’iscrizione al collegio Ipasvi di Pesaro”, dichiarasse inesigibile la somma in questione, pretesa mediante cartella esattoriale; accolta la domanda da parte del giudice di merito, la adita Corte di cassazione, disattese le deduzioni del collegio ricorrente circa la giurisdizione del giudice amministrativo e delle commissioni tributarie, ha dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario e quella della Commissione centrale, nei termini indicati nel riportato principio di diritto, e ha annullato, con rinvio ad altro giudice di pace, la sentenza impugnata, ritenendo fondato per quanto di ragione il ricorso sia rispetto alla domanda di competenza di altra giurisdizione, sia per quella esattamente proposta al giudice ordinario, dato che quest’ultima era stata decisa senza attendere la definizione dell’altra causa).

Cassazione civile sez. un., 19/11/1999, n.800


9 Commenti

  1. Ora come ora tutto il personale sanitario sta lottando per combattere questo maledetto Coronavirus… Dobbiamo ringraziare coloro che stanno lottando per noi e, in molti casi, hanno perso la vita per il Covid-19… Ma insomma, noi dobbiamo essere responsabili e rispettare tutte le norme igienico.sanitarie che ci hanno detto di seguire e adottare. Forse, così riusciremo a sconfiggere questo maledetto nemico invisibile

  2. Ho sentito parlare di infermiere di comunità. Ma non ho ben capito di cosa si tratta. Potreste spiegarmelo? Cioè dove lavorerà?

    1. Gli infermieri di comunità si occuperanno della presa in carico dei soggetti infettati dal Covid-19 ma anche dell‘assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, ai disabili ed alle persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità.L’art. 1 del Decreto, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale”, prevede che le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale possano “utilizzare forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, con infermieri che non si trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate, in numero non superiore a otto unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti”. Il testo prosegue enunciando che “Per le medesime finalità, a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti, attraverso assunzioni a tempo indeterminato” fino a 9.600 nuove unità

  3. Ho letto qualche giorno fa di un nuovo bando per medici e operatori sociosanitari. Si tratta di 1.500 posti. Mi confermate? avete qualche novità a riguardo? Informazioni che potreste fornirmi?

    1. La Protezione Civile ha pubblicato due nuovi bandi per reclutare un contingente di medici che andranno a integrare la task force già inviata sul territorio per fronteggiare l’emergenza Coronavirus e 1.500 operatori sociosanitari da destinare presso strutture sanitarie assistenziali, residenze per disabili e istituti penitenziari.I bandi sono già online sul sito del ministero della Salute ma i tempi per partecipare sono ristrettissimi, considerata l’urgenza di acquisire il personale: fino alle ore 16 del 23 aprile 2020 per i medici e fino alle ore 20 del 22 aprile 2020 per candidarsi all’Unità sociosanitaria. Le domande dovranno essere compilate online inserendo i dati nei form sulla pagina dedicata del sito ufficiale http://www.salute.gov.it/ dove sono anche riportati entrambi i bandi di selezione.Per gli operatori è previsto il rimborso delle spese di viaggio ed un “premio di solidarietà forfettario” per ciascuna giornata prestata, oltre al vitto ed all’alloggio in loco, il tutto a cura della Regione nella quale il sanitario presterà la sua attività e che dovrà procedere alla sistemazione e all’erogazione dei rimborsi e dei premi.

      In particolare, per gli operatori sociosanitari il bando prevede che:
      500 presteranno la propria attività presso le residenze sanitarie assistenziali, le case di riposo per anziani, le residenze sanitarie per disabili per un periodo consecutivo di 4 settimane;
      1000 presteranno la propria attività presso gli istituti penitenziari individuati dal Ministero della Giustizia, Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità per un periodo consecutivo fino al 31 luglio 2020, termine dello stato di emergenza.

  4. L’infermiere di comunità è gia presente i alcune regioni… serve per fronteggiare le esigenze di cura e di assistenza ai malati determinate dall’emergenza Coronavirus. Il Decreto Rilancio rafforza tutti i servizi infermieristici . Ci sarà l’assunzione di un numero massimo di 9.600 infermieri di comunità

    1. Esatto. A giudizio della Fnopi (Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche) ha dato “risultati eccellenti: riduzione del 20% dei ‘codici bianchi’ al Pronto soccorso, del 10% delle ospedalizzazioni, interventi più rapidi sul territorio con un taglio dei tempi di percorrenza dal 33 al 20%, maggior gradimento dei cittadini”.

  5. Io sono un infermiere di famiglia e sono responsabile delle cure domiciliari, affianco il medico di famiglia, ma c’è anche chi sta accanto al pediatra e allo specialista ambulatoriale per assistere il paziente a domicilio senza bisogno che questi si rechi in ospedale. Una comodità anche per aiutare la popolazione ed evitare di intasare il pronto soccorso.

    1. L’infermiere di famiglia? Può operare nel campo della prevenzione e dell’assistenza in questi termini:
      formazione sanitaria sull’alimentazione, il rischio delle dipendenze (fumo e alcol, ad esempio) e quello degli incidenti domestici;
      informazione sul rischio relativo al sorgere o al complicarsi di malattie anche croniche, valorizzando l’importanza di fare delle visite e degli esami di controllo e qualsiasi intervento necessario alla prevenzione;
      assistenza a domicilio in caso di bisogno, dalle terapie di riabilitazione alle cure post-intervento o post-ricovero.
      Nello specifico, l’infermiere di famiglia può eseguire a domicilio:
      medicazioni;
      terapie riabilitative per anziani con problemi di mobilità o per soggetti vittime di incidenti;
      supporto psicologico anche a familiari di pazienti con disabilità o con patologie croniche.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube