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Coronavirus: domani riaperture diverse in varie regioni

13 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: domani riaperture diverse in varie regioni

Librerie e cartolerie ancora chiuse in alcune zone d’Italia. In Campania, restrizioni per i negozi di abbigliamento per bambini.

Chi applicherà l’ultimo Dpcm alla lettera, chi solo in parte, chi quasi per niente. Sarà una ripartenza a macchia di leopardo quella prevista da domani in Italia dopo settimane di chiusura quasi totale delle attività produttive e commerciali a causa dell’epidemia di coronavirus. L’elenco completo stilato da Giuseppe Conte nel decreto presentato la sera del Venerdì Santo e riferito a chi da domani 14 aprile può riprendere l’attività non interesserà tutte le regioni: alcune hanno deciso delle misure più restrittive e, quindi, dove da una parte si ricomincia, in altre bisognerà ancora attendere.

La prima Regione ad imporre le proprie regole è stata la Lombardia. Il governatore Attilio Fontana ha deciso in controtendenza con quanto disposto dal Dpcm, di mantenere chiuse fino al 3 maggio librerie e cartolerie, rinviando chi ha bisogno di un libro o di un quaderno a fare questi acquisti al supermercato. Fontana ha detto sì all’apertura dei negozi di abbigliamento per bambini – prevista dal decreto Conte – ma solo nel rispetto delle distanze interpersonali e delle altre misure di sicurezza.

La Lombardia ha dato il «la» ed il Piemonte ha subito raccolto il suggerimento in modo ancora più ferreo, confermando tutte le restrizioni in vigore fino al 3 maggio. Significa che nel territorio piemontese restano chiuse non solo librerie e cartolerie ma anche i negozi di abbigliamento per bambini, Tutto resta così com’è. L’unica concessione del presidente Alberto Cirio riguarda la possibilità di vendita con consegna a domicilio per tutte le categorie merceologiche. Domani, martedì, Cirio deciderà insieme al Politecnico di Torino ed ai rappresentanti dei vari settori produttivi come e quando riaprire le fabbriche. Rimane tutto in bilico, dunque.

Non si tira indietro nemmeno il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che ha trovato una via di mezzo tra le restrizioni imposte in Lombardia e in Piemonte: chiusura di cartolerie e librerie ed apertura dei negozi di abbigliamento per bambini solo la mattina, dal martedì al venerdì dalle 8 alle 14. Nella settimana del 1° maggio (che quest’anno cade di venerdì), l’apertura di questi esercizi sarà consentita solo il martedì e il giovedì con gli stessi orari.

In Campania, inoltre, rimane sospesa l’attività dei cantieri su committenza privata, ad eccezione degli interventi urgenti e strettamente necessari a garantire la sicurezza o la funzionalità degli edifici, il loro adeguamento a destinazione sanitaria durante l’emergenza, la manutenzione per garantire i servizi essenziali o la messa in sicurezza dei cantieri.

In Emilia Romagna, Stefano Bonaccini ha firmato il provvedimento che proroga tutte le restrizioni fino al 3 maggio, con alcune norme diverse per le province di Piacenza e Rimini, al capoluogo di Medicina e alla frazione di Ganzanigo: «A differenza di quanto sancito dal Decreto della Presidenza del Consiglio del 10 aprile – si legge nell’ordinanza del governatore –  restano sospese le attività di commercio al dettaglio di carta, cartone e articoli di cartoleria, di libri, di vestiti per bambini e neonati. Consentite invece silvicoltura e utilizzo aree forestali e cura e manutenzione del paesaggio, con esclusione delle attività di realizzazione, così come sancito dal Governo per tutto il territorio nazionale. Nella provincia di Rimini è confermato anche il piano di riorganizzazione della mobilità viaria, con l’obiettivo di rafforzare i controlli sugli spostamenti».

Librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini e neonati «sono invece di nuovo consentite nel resto del territorio regionale, alla pari del resto del Paese». Infine, in vista delle festività del 25 aprile e del 1° maggio, Bonaccini ha deciso di riaprire i supermercati la domenica per evitare un flusso di persone esagerato durante la settimana.

Nel Lazio, invece, Nicola Zingaretti segue le indicazioni del Governo ma precisa che «nelle librerie si potrà entrare soltanto indossando guanti e mascherine». Il Comune di Celleno, in provincia di Viterbo, viene inoltre dichiarato «zona rossa» fino al 24 aprile 2020. Scattati, dunque, il divieto di allontanamento dal territorio del Comune, il divieto di accesso fatta eccezione per il rientro a domicilio o alla residenza di coloro che fossero attualmente fuori dal Comune, la sospensione delle attività degli uffici pubblici fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità e la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i residenti anche ove le stesse attività si svolgano fuori dal territorio comunale.


note

Autore immagine: Canva.com


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