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Impugnazione estratto di ruolo cartella non notificata

13 Aprile 2020
Impugnazione estratto di ruolo cartella non notificata

Senza notifica, cartelle e ruoli impugnabili: come fare quando ci si accorge di un debito dall’estratto dell’Agenzia Entrate Riscossione.

Quando un contribuente viene a conoscenza di una cartella esattoriale emessa nei suoi confronti non perché gliel’abbia consegnata il postino o l’ufficiale giudiziario ma dalla lettura dell’estratto di ruolo, può fare ricorso per ottenere la cancellazione del debito? È possibile annullare un debito di cui non si è mai avuta conoscenza e, quindi, possibilità di fare ricorso? Sulla questione dell’impugnazione dell’estratto di ruolo per cartella non notificata si è già espressa ampia giurisprudenza, prima tra tutti la Cassazione a Sezioni Unite [1]. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione per comprendere come può difendersi un cittadino, tenendo anche conto che, molto spesso, i difetti di notifica – uno dei tipici motivi di contestazione delle cartelle – nascondono una grossa insidia. Ne parleremo meglio qui di seguito. Ma procediamo con ordine.

Cos’è il difetto di notifica?

Per aver chiaro come funziona un procedimento amministrativo, anche quello di riscossione forzata dei tributi, devi pensare a una catena, dove ogni anello è saldamente fissato all’altro. Se uno solo di questi anelli dovesse rompersi, tutti quelli successivi (e non quelli precedenti), si staccherebbero e la catena si interromperebbe lì.

Quando la pubblica amministrazione mette in moto un iter di contestazione nei confronti del cittadino parte sempre da una prima verifica interna che non viene resa nota all’interessato e che si svolge all’interno degli uffici. Così, ad esempio, se non hai pagato il bollo auto o l’Irpef, rispettivamente la Regione o l’Agenzia delle Entrate effettuano dei controlli all’interno dei propri archivi informatici per accertare l’inadempienza. 

All’esito della stessa, si passa alla contestazione vera e propria che parte con un avviso di accertamento notificato al contribuente. Questo avviso segna anche l’inizio del procedimento di recupero del credito ed è il primo atto che viene reso noto al debitore. Se la notifica non dovesse andare a buon fine, tutti i successivi atti – al pari degli anelli della catena – sarebbero illegittimi.

Dopo l’avviso di accertamento, la palla passa all’agente della riscossione che notifica la cartella esattoriale. Se il precedente atto era stato, invece, un «avviso di accertamento immediatamente esecutivo» (atto di competenza dell’Agenzia delle Entrate), l’esattore si limita a notificare una semplice lettera di «presa in carico». 

Anche la notifica della cartella segna un nuovo anello della catena e l’eventuale difetto di notifica renderebbe nulli tutti i successivi passi dell’esecuzione forzata.

A seguito della cartella, si passa alle “misure forti”: di qui tutta una serie di intimazioni di pagamento, preavvisi di fermo e di ipoteca, pignoramenti. Anche questi ultimi vanno chiaramente notificati.

Ebbene, il difetto di notifica si verifica tutte le volte in cui uno di questi atti non viene spedito correttamente al luogo di residenza del destinatario o viene consegnato a persona non legittimata a riceverlo.

A tal fine, ricordiamo che il postino deve consegnare la raccomandata nelle mani del diretto destinatario o, in sua assenza, a persona di famiglia convivente maggiore di 14 anni o addetta alla casa non palesemente incapace (la convivenza può anche essere occasionale e non stabile). In mancanza o in caso di rifiuto a ricevere l’atto da parte di tali persone, il postino consegna la busta al portiere. In ultima analisi, in assenza anche di quest’ultimo, il portalettere riporta il plico all’ufficio postale ove rimane in giacenza per 30 giorni per il ritiro; contestualmente, invia al destinatario una seconda raccomandata informativa in cui lo invita a ritirare il plico. Al 31° giorno, l’atto viene rispedito al mittente con la dicitura “compiuta giacenza”. L’atto si considera, però, ugualmente notificato e, quindi, conosciuto.

Tutte le volte in cui il contribuente contesta il difetto di notifica, spetta al soggetto notificante – in questo caso la PA – dimostrare il contrario producendo l’originale dell’avviso di ricevimento sottoscritto dal destinatario (o da uno dei soggetti sopra elencati) oppure la seconda raccomandata informativa con l’avviso di giacenza.

Se, invece, l’amministrazione non è in grado di rispettare il procedimento notificatorio corretto, l’atto si considera nullo previo ovviamente ricorso al giudice. 

Quando una cartella esattoriale è nulla per difetto di notifica?

Alla luce di quanto appena detto, una cartella esattoriale è nulla tutte le volte in cui, dinanzi alla contestazione del contribuente, l’amministrazione non è in grado di dimostrare l’avvenuta notifica del cosiddetto “atto prodromico”, ossia dell’atto precedente ad essa: in altri termini, l’avviso di accertamento.

Allo stesso modo, una intimazione di pagamento è nulla se l’Esattore non dimostra che, prima di essa, ha notificato la cartella esattoriale. Così come un fermo amministrativo è nullo senza prima la notifica della cartella e del preavviso di fermo (quest’ultimo va notificato 30 giorni prima della misura); e lo stesso vale per l’iscrizione di una ipoteca.

Infine, anche il pignoramento è nullo se manca la prova della notifica della cartella esattoriale.

Cartella mai notificata e impugnazione estratto di ruolo

Potrebbe succedere che il contribuente venga a conoscenza di una cartella mai ricevuta chiedendo copia all’esattore dell’estratto di ruolo, un documento ove viene dettagliata la posizione debitoria di quest’ultimo. L’estratto indica gli estremi di tutte le cartelle – con i relativi importi, le causali e le date di notifica – che si assumono essere spediti al cittadino.

Succede spesso, però, che sull’estratto di ruolo compaiano dei debiti per cartelle mai correttamente notificate. Cosa fare in questi casi?

Le Sezioni Unite della Cassazione [1] hanno stabilito che, in assenza di valida notifica delle cartelle di pagamento di cui il contribuente sia venuto a conoscenza soltanto con la consegna dell’estratto di ruolo, sarà ammissibile l’impugnazione di quest’ultimo insieme con le cartelle non notificate. 

Spetterà al giudice tributario, poi, in caso di accoglimento del ricorso, annullare sia gli estratti di ruolo che le cartelle correlate. Tali considerazioni sono state ribadite di recente dalla Commissione Tributaria Provinciale di Salerno [2]

L’impugnazione dell’estratto di ruolo da parte del contribuente non ha termini di decadenza e può essere presentata in qualsiasi momento, proprio perché non può decorrere il classico termine di 60 giorni dalla notifica dell’atto (visto che una notifica non è mai avvenuta). 

Nel giudizio promosso dal contribuente di impugnazione dell’estratto di ruolo per difetto di notifica della cartella, spetterà all’esattore dimostrare la corretta consegna del plico che può avvenire solo con: 

  • l’originale dell’avviso di ricevimento della raccomandata, in caso di notifica a mezzo del servizio postale;
  • l’originale della relazione di notifica dell’ufficiale giudiziario, in caso di notifica a mani.

In assenza di tali prove, il giudizio volgerà a favore del contribuente che si vedrà annullare il debito.

L’insidia sul difetto di notifica 

C’è un errore che spesso si commette quando si contesta la notifica di una cartella. L’opposizione non può essere svolta contro la stessa cartella che si assume non essere mai pervenuta all’indirizzo di residenza del contribuente. Se, infatti, si dovesse presentare ricorso contro quest’ultima sarebbe come ammettere il ricevimento della stessa. Si dice, infatti, che il ricorso contro l’atto non correttamente notificato vale a sanare il difetto di notifica. 

Il ricorso, pertanto, va spiegato contro il successivo atto, conseguenza del primo; in tal caso, si sosterrà che l’atto prodromico non è mai pervenuto a destinazione e contro di esso non si è potuto esplicare una valida difesa dei propri diritti. 


note

[1] Cass. S.U. sent. n. 19704/2015.

[2] Ctp Salerno, sent. n. 2028/14/2019.


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