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Cosa succede se stampo soldi finti

14 Aprile 2020 | Autore:
Cosa succede se stampo soldi finti

Contraffazione, falsificazione, alterazione e manomissione di denaro. Che cosa accade quando si realizzano tali condotte? Limiti alla configurabilità della responsabilità penale.

Oggigiorno, è molto facile venire in possesso di soldi falsi: l’arte della contraffazione si è perfezionata e, a volte, soprattutto quando si va di fretta, non è facile riconoscere una banconota vera da una falsa.

I contesti in cui possono essere rifilate le classiche fregature sono tantissimi: mercatini, esercizi commerciali, associazioni sportive, farmacie e così via; forse, gli unici luoghi sicuri sono le banche e gli sportelli postali.

Ma che cosa accade se sei tu a consegnare a qualcuno una banconota falsa? Sei punibile penalmente? Ti sei mai chiesto: cosa succede se stampo soldi finti?

L’argomento è di particolare attualità: a causa della crisi economica la percentuale di falsificazione è aumentata e ha interpellato la stessa Commissione europea, la quale ha ravvisato la necessità di apportare delle modifiche alle caratteristiche della moneta unica.

La falsificazione di monete e banconote

La questione della falsificazione del denaro viene presa in seria considerazione dal codice penale che, in materia, ha introdotto delle prescrizioni importanti [1]: l’argomento è molto più articolato di quanto si possa pensare perché il legislatore considera rilevanti diverse condotte. Infatti, è prevista la pena congiunta della:

  1. reclusione da tre a dodici anni;
  2. multa da 516 a 3.098 euro;

per chi:

  • contraffà monete nazionali o estere aventi corso legale: la pena è ridotta se il denaro non ha ancora corso legale, ma è stato già individuato il momento della sua circolazione ufficiale;
  • altera in qualsiasi modo monete genuine: la pena della multa è ridotta nel caso in cui il valore dei soldi sia stato sminuito;
  • introduce nel territorio nazionale monete contraffatte o alterate, di intesa con il produttore o l’intermediario e, quindi, con i falsari;
  • acquista monete dal produttore o da un intermediario al fine di metterle in circolazione: se l’acquisto o la detenzione non sono realizzate di concerto con gli esecutori materiali della falsificazione la pena è ridotta da un terzo alla metà.

Una posizione del tutto particolare è quella del soggetto autorizzato a produrre denaro che, abusando dei mezzi e dei materiali a sua disposizione, genera più moneta di quanto prescritto: benchè, in tal caso, il denaro sia autentico, la condotta è punita con la stessa sanzione della falsificazione in quanto produce un danno evidente all’erario statale.

Elementi essenziali del reato di falsificazione

Se vogliamo dare una risposta alla tua domanda sulle conseguenze legali della stampa di soldi finti, dobbiamo prendere come punto di riferimento le indicazioni fornite dal codice penale e distinguere, anzitutto, la condotta della contraffazione da quella dell’alterazione; in secondo luogo, dobbiamo verificare se il semplice possesso di soldi falsi costituisce o meno reato.

Procediamo per gradi.

Contraffazione e alterazione di denaro: differenze

La contraffazione e l’alterazione di denaro producono le stesse conseguenze sul piano giuridico in quanto sono assoggettate alla medesima sanzione penale. Tuttavia, tali condotte sono differenti nei loro elementi strutturali; infatti:

  • la contraffazione: consiste nella creazione di nuove monete e banconote totalmente o parzialmente identiche a quelle originali e aventi corso legale. Secondo la Banca di Italia, le banconote maggiormente contraffatte sono quelle da 20 e 50 euro;
  • alterazione: corrisponde all’azione di chi interviene su monete già esistenti e ne modifica il contenuto o il valore.

Con riferimento al nostro caso di specie, la condotta di stampa di monete false rientra, quindi, nell’ipotesi di contraffazione: infatti, si crea dal nuovo denaro finto.

Dopo aver circoscritto l’ambito di applicazione della norma, occorre verificare se tale condotta può essere punita per la semplice detenzione di monete false o sono necessari dei requisiti ulteriori.

Detenzione di denaro falso: è reato?

Il comportamento che stiamo prendendo in considerazione è quello della stampa di soldi finti: abbiamo visto, in prima battuta, che si tratta di un’ipotesi di contraffazione.

Tuttavia, per capire se sei passibile di sanzioni penali dobbiamo operare un’ulteriore distinzione:

  1. contraffazione con il fine di mettere in circolazione i soldi;
  2. contraffazione senza il fine di immettere il denaro sul mercato.

La differenza non è di poco conto in quanto permette di separare la condotta punibile penalmente (la prima ipotesi) da quella non perseguibile (la seconda eventualità). Il reato di falsificazione, infatti, è un delitto contro la fede pubblica: consiste, in altri termini, in un’azione in grado di incidere negativamente sulla fiducia che ripongono i cittadini nelle istituzioni e nel valore del denaro.

Perchè si possa parlare di responsabilità penale è allora necessario il fine di falsificare (nelle sue diverse componenti), acquistare o detenere i soldi per ottenerne un beneficio economico, un guadagno, un profitto: insomma, è indispensabile che il soggetto agente intenda trarre godimento dalla situazione.

Ne deriva che quando le monete non sono messe sul mercato:

  • la fede pubblica non viene compromessa;
  • il falsario non ottiene alcun vantaggio.

La conferma della correttezza di questa interpretazione ci viene fornita da un’apposita disposizione del codice penale, quella relativa alla spendita di monete false ricevute in buona fede.

Il legislatore punisce con la pena della reclusione fino a sei mesi o della multa (fino a 1.032 euro) chi, dopo aver ricevuto senza colpa dei soldi contraffatti o alterati, li immette dolosamente sul mercato. In tal caso, il colpevole non si trova volontariamente nella situazione di possedere denaro finto (che gli viene consegnato a sua insaputa). Tuttavia, egli, dopo essersi reso conto degli elementi di falsità, sfrutta a suo vantaggio la sua posizione e compie il passo ulteriore richiesto dal legislatore: mette in circolazione la moneta falsificata.


note

[1] Artt. 453 e seguenti c.p.


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