Controlli su chi riceve aiuti e finanziamenti Coronavirus

13 Aprile 2020
Controlli su chi riceve aiuti e finanziamenti Coronavirus

Evitare che i soldi vadano a finire nelle mani degli evasori e della criminalità: il piano del magistrato Gratteri per verificare gli elenchi dei beneficiari.

Il rischio è che i soldi vadano a finire nelle mani sbagliate: quelle di chi non ha bisogno di aiuti e finanziamenti stanziati per l’emergenza Coronavirus o, peggio, quelle delle organizzazioni criminali che potrebbero approfittare delle nuove risorse e diventare ancora più forti. Ne è consapevole il procuratore antimafia di Catanzaro, Nicola Gratteri, che ha stabilito un piano di controlli su chi riceve aiuti e finanziamenti.

”Bisogna fare in fretta, c’è il pericolo che i soldi vadano in mano alle mafie, certamente”, ha detto il magistrato in un’intervista a Sky Tg24 riportata dall’Adnkronos.

“Per questo e per quanto riguarda i lavoratori in nero, ho parlato con l’Anci (l’Associazione nazionale dei comuni italiani), e per lo meno l’Anci calabrese è d’accordo: consegneranno gli elenchi ai prefetti, che li distribuiranno alle forze dell’ordine che li visioneranno per evitare che evasori totali, gente ricca che sulla carta risulta nullatenente, incassi questi soldi”. Non si tratterà solo delle persone fisiche e delle ditte individuali, ma anche delle società: “Per quanto riguarda le aziende, è necessario anche in questo caso questo tipo di controllo”, ha sottolineato Gratteri.

Quanto al metodo di effettuazione di questi controlli, Gratteri ha spiegato che “noi abbiamo le forze dell’ordine che sul territorio hanno un controllo capillare, abbastanza diffuso. Possiamo utilizzare questa grande conoscenza per interagire con chi deve distribuire questi soldi, con chi va a fare gli elenchi per vedere chi ha bisogno e chi no”.

“In paesi di 5000 abitanti – ha proseguito Gratteri – di cui ad esempio è piena la Calabria o la Sicilia, a una stazione dei carabinieri bastano 24 o al massimo 48 ore per controllare. In paesi più grandi ci sono le Compagnie, la Guardia di Finanza, la Questura”.

Perciò, ecco la procedura suggerita dal procuratore: “Intanto mandate questi soldi, nel contempo mandate questi elenchi alla Prefettura e in 48 ore si è in grado di stabilire chi è evasore totale e avrebbe la possibilità. Sarebbe una grande occasione di controllo, per far emergere il lavoro nero, finirla con questo sfruttamento che dura da secoli”.

Gratteri aggiunge che”questo è un momento importante, consideriamolo uno spartiacque, però è ovvio che per fare queste cose ci vuole volontà, coraggio, non è una cosa semplice. Sono molto vicino alle persone che hanno bisogno e ai poveri, soffro quando li vedo, ma al contempo mi arrabbio perché non è possibile che nel 2020 ancora succedano questi sfruttamenti, ma soprattutto perché non incominciamo a discutere anche il mercato. Non è possibile – ha spiegato – che le arance della Calabria vengano pagate trenta centesimi e poi al mercato di Milano costino due euro e cinquanta”, ha concluso.



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