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Diritto di servitù: ultime sentenze

14 Aprile 2020
Diritto di servitù: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: diritto di servitù; lavori eseguiti dal proprietario del fondo servente; interventi eseguiti sul fondo servente; costituzione di una servitù; fondo servente da parte del proprietario del fondo dominante.

La servitù

Nell’ipotesi in cui sulla cosa comune viene consentito al condomino l’esercizio di un diritto che comporti un vantaggio ulteriore e diverso (l’utilitas del diritto romano) per il piano o per l’appartamento, che si ripercuote in una limitazione al diritto che gli altri hanno di usare e di godere a beneficio dei loro rispettivi piani o porzioni di piano, l’ampliamento della utilità corrispettivo alla imposizione del peso sulla cosa comune – costituendo questo un tipico peso imposto ad esclusivo vantaggio di un altro fondo – raffigura una vera e propria servitù, ai sensi dell’art. 1027 cod. civ.. Anche tale servitù richiede, comunque, una diretta e specifica espressione della volontà del proprietario del fondo servente in ordine all’assunzione dell’onus a favore di quello dominante, idonea ad assurgere a stipula di un contratto formale costitutivo del diritto di servitù.

Tribunale Roma sez. V, 03/09/2019, n.16884

Costituzione servitù

A differenza della fattispecie di cui all’art. 1029, comma 1, del c.c. – nella quale la servitù, sebbene costituita per un vantaggio futuro, viene ad esistenza immediatamente -, la convenzione di cui al secondo comma dell’art. 1029 c.c., diretta alla costituzione di una servitù a favore o a carico di un edificio da costruire, dà luogo alla costituzione di un rapporto obbligatorio suscettibile di tramutarsi in un rapporto di natura reale soltanto al momento in cui l’edificio è costruito; ne consegue che solo da questo momento inizia a decorrere il termine di prescrizione per non uso del diritto di servitù, e ciò anche nel sistema tavolare, dal momento che esso, a mente dell’art. 2 r.d. n. 499 del 1929, non può che avere ad oggetto diritti di natura reale.

Cassazione civile sez. II, 03/05/2018, n.10486

Le azioni a tutela della servitù 

Le azioni a tutela del diritto delle servitù possono essere di tre tipi: un’azione “negatoria servitutis”, un’azione di rivendica e un’azione “confessoria servitutis”. Con l’azione “negatoria servitutis” l’attore si dichiara proprietario e possessore del fondo e chiede al Giudice di riconoscere il proprio diritto e l’inesistenza di qualsivoglia pretesa eventualmente vantata da terzi. In questa ipotesi, l’attore ha l’onere di dimostrare di essere il possessore del fondo in forza di un titolo valido.

Con l’azione di rivendica, invece, l’attore fa valere il suo diritto di proprietà al fine di recuperare il possesso sulla cosa illegittimamente posseduta da terzi.  In questa ipotesi, sull’attore grava l’onere di dare piena prova del proprio diritto di proprietà, allegando il proprio titolo di acquisto e quello dei suoi danti causa, fino ad un acquisto a titolo originario.

Infine, con l’azione “confessoria servitutis” l‘attore si dichiara titolare del diritto di servitù sul fondo che pretende servente. In tale ultima ipotesi, l’attore che agisce in giudizio ha l’onere di provare l’esistenza della servitù che grava sul fondo servente.

Tribunale Parma sez. II, 08/07/2019, n.1020

La conservazione della servitù

La disposizione di cui all’art. 1069 c.c., nella parte in cui disciplina la esecuzione di opere sul fondo servente da parte del proprietario del fondo dominante, deve ritenersi in astratto applicabile anche all’ipotesi in cui i lavori sono stati eseguiti non dal proprietario del fondo dominante ma da quello del fondo servente.

In ogni caso, il presupposto indefettibile per l’applicazione dell’art. 1069 c.c. è costituito della necessità delle opere per la conservazione della servitù; né è consentito invertire, a tali fini, l’ordine delle circostanze, essendo ben possibile che degli interventi eseguiti sul fondo servente possa indirettamente, ed in via di fatto, avvantaggiarsi il titolare del fondo dominante, senza tuttavia che possa inferirsi, soltanto da tale dato, la riconducibilità delle opere a quelle che la legge (o il contratto) pone normalmente a carico del titolare del diritto di servitù e caratterizzate dalla necessità, o comunque (per ciò che concerne le previsioni contrattuali) della effettiva inerenza alla manutenzione.

Tribunale Napoli sez. IV, 29/07/2019, n.7554

Titolare di un diritto di servitù

Ove il soggetto che intenda usucapire la proprietà di un terreno sia titolare di un diritto di servitù sullo stesso, risulta idonea a tale scopo solo l’esplicazione di quelle attività corrispondenti all’esercizio delle residue forme di utilizzazione e disposizione che sono espressioni del diritto di proprietà, e non sono, invece, connaturate al diritto di servitù, né espressione non univoca di entrambi i diritti.

Tribunale Bari sez. III, 01/02/2018, n.523

Accertamento della domanda di servitù

L’accertamento della domanda di servitù di passaggio va rigettata quando viene vantata l’usucapione per uso ventennale con possesso conforme al diritto di servitù invocando l’applicazione dell’istituto dell’accessio possessionis, cumulando al proprio il possesso del dante causa (nella specie: la madre) ma ciò non può ritenersi valido posto che il titolo astrattamente idoneo, nel regime tavolare, a trasferire il diritto di servitù, dato che, nel contratto di compravendita della proprietà del fondo in tesi dominante, è contenuta una mera clausola di stile, generica per il diritto tavolare, in forza della quale il bene è venduto nello stato di fatto e di diritto e con eventuali servitù attive e passive, mentre l’intavolazione ha efficacia costitutiva del diritto reale e, con riguardo alla servitù, è necessaria e imprescindibile una descrizione precisa del contenuto e dell’estensione, con relativi confini e mappa (tranne che gravi sull’intera particella) del diritto da iscrivere.

Tribunale Udine sez. I, 29/08/2018, n.1047

Mantenimento dell’opera a distanza illegale

Al fine della determinazione del dies a quo per l’usucapione del diritto di servitù costituito dal mantenimento di una determinata opera a distanza illegale deve farsi riferimento non al momento di inizio della costruzione, bensì a quello nel quale questa sia venuta ad esistenza, mercè la realizzazione di elementi strutturali ed essenziali, idonei a rivelare anche al titolare del fondo servente l’esistenza di uno stato di fatto coincidente con l’esercizio di un diritto

Tribunale Massa, 20/06/2018, n.451

Costituzione di servitù: configurabilità e condizioni

In tema di servitù, lo schema previsto dall’art. 1027 c.c. non preclude in assoluto la costituzione di servitù aventi ad oggetto il parcheggio di un’autovettura su un immobile di proprietà altrui, a condizione che, in base all’esame del titolo, tale facoltà risulti essere stata attribuita a diretto vantaggio del fondo dominante, per la sua migliore utilizzazione, quale “utilitas” di carattere reale.

Cassazione civile sez. II, 18/03/2019, n.7561

Azione per accertamento o tutela di un diritto di servitù

Nel caso in cui colui che agisce per l’accertamento o la tutela di un proprio diritto di servitù prediale che assume violato, non trascriva la relativa domanda giudiziale, la sentenza che definisce tale giudizio non è opponibile, a norma del combinato disposto degli artt. 111, quarto comma, c.p.c. e 2653, n. 1, c.c., a chi acquista il fondo servente nel corso del processo ed abbia trascritto il suo titolo, senza che possa rilevare che a suo tempo sia stato regolarmente trascritto l’atto costitutivo della servitù, con la conseguenza che il terzo acquirente è legittimato a proporre contro la detta sentenza pronunciata in un giudizio, a cui è rimasto estraneo, l’opposizione di terzo ordinaria prevista dallo art. 404, primo comma, c.p.c.

Corte appello L’Aquila, 15/08/2019, n.1382

Limiti alla realizzazione di opere sul tratto di propria proprietà

Nel caso di stradella di collegamento attraversante più fondi che sia costruita secondo gli accordi tra i diversi proprietari dei terreni interessati per accedere alla via pubblica e sia rimasta in appartenenza frazionata degli stessi con diritto di servitù reciproca di passaggio, ciascuno dei detti proprietari può, in corrispondenza del tratto di strada di sua proprietà, realizzare opere, senza, tuttavia, porsi in contrasto con l’art. 1067 c.c., che vieta al proprietario del fondo dominante di fare innovazioni che tendano a diminuire l’esercizio della servitù o a renderlo più incomodo.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto illecite, ad opera di alcuni dei proprietari dei fondi, l’apposizione di un cancello e la realizzazione di una piscina sulla striscia di terreno di loro proprietà).

Cassazione civile sez. II, 07/06/2018, n.14820



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