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Prescrizione bollo auto: ultime sentenze

19 Maggio 2021
Prescrizione bollo auto: ultime sentenze

Avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica; termini di prescrizione del bollo auto; atti prodromici all’emissione della cartella di pagamento.

Prescrizione del bollo auto

I termini di prescrizione del bollo auto sono da determinarsi di tre anni in tre anni, sia nel caso che sia stato notificato entro i termini l’avviso di accertamento, e sia quando nei successivi tre anni sia stata notificata la cartella esattoriale.

I termini di prescrizione del bollo auto sono da determinarsi di tre anni in tre anni, sia nel caso che sia stato notificato entro i termini, l’avviso di accertamento, e sia quando nei successivi tre anni sia stata notificata la cartella esattoriale, atto interruttivo della prescrizione.

Il termine inizia a decorre dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui è dovuto il pagamento. Il dies a quo per il computo del periodo di prescrizione, per la cartella esattoriale, non può che decorrere dalla data di definitività dell’accertamento per mancata impugnazione, ossia dopo altri 3 anni dall’avviso e dopo 61 gg. consecutivi.

Comm. trib. reg. Bari, (Puglia) sez. I, 16/12/2019, n.3456

Impugnazione dell’avviso d’intimazione per mancato pagamento da parte del contribuente

In tema di tassa automobilistica, il contribuente che impugna un avviso d’intimazione per il mancato pagamento di una cartella di pagamento, asserendo l’intervenuta prescrizione per omessa notifica degli atti presupposti, non deve tener conto della data di notifica della cartella, ma della data di spedizione della stessa. Se quest’ultima risulta essere anteriore al termine ultimo utile per l’ente impositore, si verifica l’interruzione della prescrizione.

Comm. trib. prov.le Milano sez. V, 27/05/2019, n.2390

Pagamento tasse automobilistiche

La tassa automobilistica (c.d. bollo auto), prevista dall’art. 5 del D.L. n. 953 del 1982 convertito con la L. n. 53 del 1983, avendo natura di tassa sul possesso (ex art. 7 della L. n. 99 del 2009), gravante quindi sul possessore del mezzo, si prescrive entro il terzo anno successivo a quello in cui doveva avvenire il pagamento. Ai fini della prescrizione triennale del credito erariale, avente ad oggetto il pagamento della tassa di circolazione dei veicoli, il dies a quo inizia a decorrere non dalla data di scadenza del termine previsto per il pagamento della tassa, ma dall’inizio dell’anno successivo, in virtù della previsione di cui all’art. 2 del D.L. n. 2 del 1986 convertito nella L. n. 60 del 1986.

Commissione Tributaria regionale, SARDEGNA – Cagliari, Sezione 5, Sentenza, 18 giugno 2018, n. 522

Riscossione tasse automobilistiche

L’inutile decorso del termine per proporre opposizione, pur determinando la decadenza dall’impugnazione, non produce sugli atti impositivi effetti di ordine processuale, con la conseguente inapplicabilità della conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale ex art. 2953 c.c. Ciò posto, il credito tributario, nel caso di specie relativo all’imposta di bollo sugli autoveicoli, deve ritenersi estinto per intervenuta prescrizione qualora prima del compimento del successivo atto interruttivo (rappresentato dalla notifica dell’intimazione di pagamento impugnata) sia interamente maturato il termine di prescrizione triennale.

Commissione Tributaria provinciale|Napoli|Sezione 23|Sentenza|19 aprile 2018| n. 4014

Accertamento tasse automobilistiche

L’atto impositivo avente ad oggetto il pagamento della tassa di bollo sui veicoli si prescrive con il decorso del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento, così come previsto dall’art. 5 della L. 28 febbraio 1983, n. 53. Il decorso del termine di prescrizione triennale per la sua riscossione non è interrotto dalla sola iscrizione a ruolo del tributo da parte dell’Amministrazione finanziaria ma solo in forza di un atto che valga a costituire in mora il debitore. Il termine entro il quale l’ente impositore può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi di natura prescrizionale e non decadenziale.

Commissione Tributaria regionale, MOLISE – Campobasso, Sezione 2, Sentenza, 2 luglio 2018, n. 470

Intimazione di pagamento 

Gli atti prodromici all’emissione della cartella di pagamento, denominati atti d’intimazione di pagamento, hanno natura di avvisi di liquidazione del tributo ed in quanto tali sono autonomamente impugnabili, seppure unicamente per vizi propri.

Commissione Tributaria regionale, BASILICATA – Potenza, Sezione 2, Sentenza, 14 marzo 2019, n. 129

Pagamento del bollo e interruzione della prescrizione

Il termine entro il quale l’ente impositore può far valere l’obbligazione tributaria nascente dal pagamento del bollo è quindi di natura prescrizionale (e non decadenziale), in quanto risponde ad una esigenza che intende escludere che il debitore possa trovarsi in una situazione di incertezza in una materia ispirata al principio di legalità, al quale principio sono tenuti a uniformarsi sia l’ente impositore, che l’agente della riscossione.

In materia, invero, non può essere applicata la regola della differente decorrenza degli effetti della notificazione per il notificante e per il destinatario (cd. “postalizzazione”), che è applicabile solo agli atti processuali e non anche a quelli sostanziali. Ai fini dell’interruzione della prescrizione, l’ente impositore ha la possibilità di agire con la dovuta tempestività e, affinché l’atto produca i suoi effetti, è necessario che pervenga all’indirizzo del destinatario in tempo utile ovvero entro il 31 dicembre 2015.

Commissione Tributaria regionale, MOLISE – Campobasso, Sezione 2, Sentenza, 11 aprile 2018, n. 191

Il bollo auto si prescrive in tre anni

Il principio di carattere generale, secondo cui la scadenza del termine perentorio sancito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, produce soltanto l’effetto sostanziale dell’irretrattabilità del credito, ma non anche la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., si applica con riguardo a tutti gli atti di riscossione mediante ruolo e, pertanto, anche all’avviso di intimazione di pagamento di tassa automobilistica.

Cassazione civile sez. VI, 25/08/2017, n.20425



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26 Commenti

  1. Chi ha una disabilità ha diritto a diverse agevolazioni. Agevolazioni nel campo del lavoro (con la famosa “104” si può scegliere la sede aziendale più vicina a casa), nel campo della circolazione stradale (con il pass invalidi si può transitare nelle Ztl e lasciare l’auto sulle strisce gialle), dei servizi socio-assistenziali (sono previste forme di sostegno del reddito) e soprattutto in materia fiscale. È proprio infatti con il fisco che lo Stato riesce a compensare la condizione di handicap e le conseguenti difficoltà di natura economica che essa comporta. Io sono disabile: posso essere esente dal bollo auto?

    1. Chi è affetto da disabilità non è tenuto a versare il bollo auto, ma ciò solo a condizione che al richiedente sia stato riconosciuto lo stato di «portatore di handicap ai sensi della legge 104». Quindi lo stesso deve essere in possesso del certificato rilasciato dalla competente commissione Asl.
      In particolare il diritto spetta alle seguenti categorie:
      soggetto con un grave handicap certificato dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap presso l’Asl, con disabilità psichica e mentale del 100%;
      persone con una limitazione grave e permanente della capacità di deambulazione;
      disabili con ridotte o impedite capacità motorie: solo per questa categoria di disabili, le agevolazioni sono subordinate all’adattamento dell’auto alle limitate capacità del conducente beneficiario.
      A non pagare il bollo auto non è solo il disabile ma anche l’eventuale familiare che acquisti l’auto con la legge 104. Si deve trattare di i veicoli con i seguenti limiti di cilindrata previsti per l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata:

      2.000 centimetri cubici per le auto con motore a benzina
      2.800 centimetri cubici per quelle diesel.
      Per ottenere l’esenzione dal pagamento del bollo auto bisogna rivolgersi alla Regione che, di norma, richieste il certificato medico dell’Asl che riconosce i benefici della legge 104.
      La domanda di esenzione dal bollo auto va presentata non oltre 90 giorni prima della scadenza del termine per il versamento dell’imposta.
      La richiesta va presentata solo per il primo anno e vale anche per gli anni successivi.
      Nel caso in cui il disabile sia titolare di più veicoli, l’esenzione dal bollo auto spetta per uno solo di questi.
      Gli uffici che ricevono l’istanza trasmettono al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria i dati contenuti nella stessa (protocollo e data, codice fiscale del richiedente, targa e tipo di veicolo, eventuale codice fiscale del proprietario di cui il richiedente è fiscalmente a carico).

  2. Sarà anche vero che il bollo auto è ormai diventato una tassa sul possesso e non sulla circolazione, per cui va pagato alla Regione anche se il veicolo resta chiuso in garage; ma, in un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo a causa del coronavirus, più di un contribuente si è chiesto se è possibile sospendere i versamenti. La materia è in mano alle Regioni e la Lombardia è già venuta incontro ai propri cittadini prevedendo la proroga fino al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

  3. Il bollo auto, come noto, va corrisposto una volta all’anno. Il termine ultimo è il mese successivo a quello di immatricolazione del veicolo.In caso di mancato versamento del bollo auto, la macchina può ugualmente circolare: non si tratta, infatti, di una violazione del codice della strada ma di un inadempimento tributario. La polizia, quindi, non può fermare il conducente che non sia in regola con il bollo auto. Tuttavia, il contribuente-proprietario del mezzo riceverà (verosimilmente non prima dell’anno successivo) un avviso di accertamento da parte della Regione di appartenenza. Tale avviso gli darà 60 giorni di tempo per pagare. Dopodiché, l’atto diventa definitivo e non più impugnabile.
    Chi non versa le somme dovute per il bollo auto neanche a seguito della notifica dell’avviso di accertamento si vedrà notificare, negli anni a seguire, una cartella esattoriale. Di solito, a seguito di tale adempimento, ma non prima di 60 giorni, l’Agente della Riscossione mette in atto le procedure di riscossione coattiva. Il più delle volte, al mancato versamento del bollo auto consegue il fermo amministrativo, con il divieto di circolare. Questo non esclude, tuttavia, una contestuale procedura di esecuzione forzata come, ad esempio, il pignoramento del conto corrente o del quinto dello stipendio/pensione.

    1. L’omesso versamento del bollo auto non impedisce il trasferimento della proprietà della macchina. Difatti, l’obbligazione tributaria ricade solo su chi è proprietario del veicolo al momento della scadenza del pagamento.
      Le cose stanno, dunque, nel seguente modo:
      per tutti i bolli auto scaduti prima della vendita del veicolo risponde solo il venditore;
      per i bolli auto scaduti dopo la vendita, risponde solo l’acquirente.
      Quindi, anche dopo la cessione dell’auto, l’obbligo di corrispondere i vecchi bolli già scaduti resta unicamente in capo al cedente, mentre il cessionario è esonerato da qualsiasi responsabilità.Dunque, se anche l’acquirente dovesse accorgersi che, prima del trasferimento del veicolo, non è stata versata la tassa automobilistica, non ha alcun motivo di contestazione nei confronti del venditore, né può pretendere la risoluzione del contratto. Egli, infatti, non subisce alcuna conseguenza da tale inadempimento. Eventuali richieste di pagamento della Regione per la morosità del bollo auto lasciata dal venditore, rivolte erroneamente all’acquirente, potranno da questi essere contestate dimostrando la data effettiva del trasferimento della proprietà. A tal fine, bisogna contestare la richiesta entro 60 giorni dalla sua notifica. Si può procedere con un ricorso in autotutela, scrivendo direttamente alla Regione, tenendo tuttavia conto che tale ricorso non sospende i termini per rivolgersi al giudice; con la conseguenza che, in caso di mancata risposta o di diniego, bisognerà sempre esperire il ricorso giudiziale nei predetti 60 giorni dalla notifica.

  4. Sono proprietario di una macchina. Ad aprile 2020, scade il pagamento del bollo. La macchina viene venduta ad Aurelio a luglio del 2020. Per il bollo del 2020, l’unico debitore nei confronti della Regione resto io. Aurelio quindi non rischia alcun accertamento.

    1. Per stabilire con esattezza se le annualità del bollo auto sono dovute dal venditore o dall’acquirente si fa riferimento alla data di vendita risultante dal libretto di circolazione e non invece alla successiva trascrizione dell’atto al Pra. Potrebbe ben succedere che l’acquirente ometta di trascrivere il passaggio di proprietà al Pra nei 60 giorni come per legge. Stando così le cose, la Regione non è in grado di sapere della vendita e, quindi, continuerà a inviare la richiesta di pagamento del bollo al precedente proprietario. Quest’ultimo potrà opporsi dimostrando l’avvenuta vendita (leggi Quale prova della proprietà di un’auto?). Inoltre, per evitare che le richieste dell’amministrazione si ripetano anche negli anni successivi, il vecchio proprietario potrà far trascrivere la vendita a proprie spese presso il Pra o ricorrere al giudice di pace per far dichiarare la cosiddetta «perdita di possesso». Si tratta di una procedura molto rapida che potrebbe essere svolta anche senza avvocato ma che richiede la citazione in giudizio della controparte acquirente.

  5. Chi non ha pagato il bollo auto e si vede recapitare una cartella esattoriale dopo tre anni, può tirare un sospiro di sollievo: la cartella sarà nulla. Anche quando l’automobilista non ha impugnato l’atto con cui l’ente di riscossione aveva avanzato le sue pretese.

  6. Avere un veicolo a motore comporta delle spese non indifferenti: non soltanto si è costretti alla manutenzione ordinaria e straordinaria, ma anche a dover pagare annualmente l’assicurazione e il bollo auto.il pagamento del bollo, il quale rappresenta un obbligo per tutti coloro che posseggono una vettura. ma cosa rischio se non pago il bollo auto per dimenticanza?

    1. Se dimentichi di pagare il bollo auto, non temere: puoi sempre rimediare. Se non hai pagato in tempo, puoi metterti in regola nel termine di un anno: si parla in questo caso di ravvedimento operoso.Cosa rischio se non pago il bollo auto? Nulla di irreparabile: se ritardi a pagare il bollo la Regione di appartenenza ti chiederà di versare una piccola sovrattassa che si ottiene aggiungendo all’importo originario una somma calcolata in base ai giorni di ritardo, secondo lo schema seguente:
      entro quattordici giorni dalla scadenza, la sanzione è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
      da quindici a trenta giorni la multa è l’1,5% dell’importo originario, oltre agli interessi di mora pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo;
      da trentuno a novanta giorni la multa è l’1,67% dell’importo originario, oltre interessi di mora;
      da novantuno giorni ad un anno la multa è pari al 3,75% dell’importo originario, oltre interessi di mora.
      Se superi l’anno di ritardo, allora non si potrà più parlare di ravvedimento operoso e sarai costretto a pagare una multa pari al 30% dell’importo dovuto, oltre agli interessi moratori (0,5 per cento) da calcolare per ogni semestre di ritardo.

    2. Se non regolarizzi la tua posizione, la Regione può effettuare un accertamento e inviarti apposito avviso di pagamento. Il termine massimo per fare ciò è di tre anni: ed infatti, il pagamento del bollo auto si prescrive dopo tre anni che decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere pagata.Se viene notificata una cartella di pagamento, il bollo si prescrive dopo tre anni che decorrono a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cartella è stata consegnata.L’avviso di pagamento comporta che la somma dovuta venga iscritta a ruolo, e contestualmente comunicata all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che provvederà alla notifica della relativa cartella esattoriale per l’importo non versato. Il termine per la notifica della cartella è di due anni, in caso contrario si verifica la decadenza del bollo auto, per cui il contribuente non dovrebbe più corrispondere l’importo mai versato.Se, invece, la cartella esattoriale, inviata tramite raccomandata a.r. al contribuente, è ritualmente notificata in termine, entro sessanta giorni bisogna corrispondere quanto dovuto. Il mancato adempimento da parte del contribuente comporta che l’Agenzia della riscossione possa procedere con l’esecuzione forzata contro il debitore inadempiente, ad esempio mediante il pignoramento del conto corrente.

  7. Chi acquista un’auto nuova il tre maggio, avrà tempo fino al trentuno dello stesso mese per pagare; se l’immatricolazione avviene, invece, il giorno ventisei maggio, si avrà tempo fino al trenta giugno.

  8. Il decreto Milleproroghe appena approvato dal Parlamento porta qualche novità anche per chi ha un’auto a noleggio a lungo termine, cioè per chi prende una macchina in affitto per più di un anno.L’ultima manovra del Governo prevedeva il pagamento entro il primo semestre del 2020 del bollo auto da parte degli utilizzatori, vincolo che interessava anche i datori di lavoro nel caso delle auto aziendali. Ebbene, con il Milleproroghe la scadenza di tale pagamento slitta al 31 luglio.La proroga è giustificata dal fatto che le Regioni devono avere il tempo materiale di recuperare i dati dei cosiddetti utilizzatori. Dovrà essere l’Aci a fornirli dopo che, a sua volta, li avrà avuti dalla Motorizzazione civile. Parallelamente, le agenzie di noleggio potranno offrire il servizio di pagamento per conto dei clienti.

    1. Chi paga subito gli arretrati del bollo auto subisce una sanzione tanto più ridotta quanto inferiore è il ritardo. Nell’arco di un anno, infatti, può usufruire del ravvedimento operoso. A seconda se il pagamento avviene entro 14, 30 o 90 giorni, la sanzione varia dallo 0,1% fino all’1,67% dell’ammontare dell’imposta. Oltre il novantesimo giorno, la sanzione prevista sarà pari al 3,75%. In particolare:
      se paghi entro i primi 14 giorni, oggi si applica una sanzione sull’imposta pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Pertanto, se paghi al quattordicesimo giorno avrai una sanzione dell’1,4%;
      dal 15° al 30° giorno, la sanzione si riduce a 1/10; pertanto si paga una maggiorazione pari all’1,5%;
      dal 30° al 90° giorno la sanzione scende al 1,67%;
      dal 90° giorno a 1 anno la sanzione è pari al 3,75%.
      Se il ritardo è superiore a un anno, non si può più usufruire del ravvedimento operoso e si applica la multa vera e propria pari al 30% più un interesse dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo.Maggiori informazioni nell’articolo Bollo auto non pagato: conseguenze.A tali importi vanno poi aggiunti gli interessi.Chi non paga il bollo auto in tempo, quindi, pagherà le sanzioni in misura piena. Il vantaggio è, però, quello di confidare nella prescrizione: potrebbe, infatti, essere – e succede spesso – che la Regione si accorga dell’irregolarità solo in ritardo e che l’omesso versamento dell’imposta venga contestato solo quando ormai sono scaduti i termini massimi. In tal caso, si è completamente liberati dal debito.Male che va, invece, si riceve la cartella esattoriale che interrompe la prescrizione e ne fa ripartire da capo il calcolo. La cartella esattoriale implica il rischio di un fermo auto che, sicuramente è l’aspetto più pericoloso della morosità. Tuttavia, è possibile ottenere la dilazione di pagamento prima che ciò si verifichi o anche dopo (in tal caso, il fermo verrà sospeso dopo il versamento della prima rata per essere completamente cancellato a debito estinto).La rateazione implica ovviamente l’addebito di ulteriori interessi in capo all’automobilista che, tuttavia, potrà alleggerire il peso dell’esborso spalmandolo su più anni.Se la cartella esattoriale viene emessa dall’agente per la riscossione esattoriale si può ottenere una rateazione anche a 72 rate (6 anni) purché la singola rata non sia inferiore a 100 euro. La Regione priva di una propria disciplina deve riconoscere al debitore una rateazione fino a un massimo di 72 rate mensili, sempre che questi versi in una situazione di temporanea e obiettiva difficoltà.

  9. Chi si chiede entro quanto tempo la Regione può pretendere il pagamento del bollo auto non deve avere a riferimento solo il termine di prescrizione, ma anche quello di decadenza. Sebbene la differenza possa apparire un tecnicismo, in verità ci sono diversi aspetti pratici che consentono di percepire la distinzione tra i due casi. In generale, possiamo dire che sia la prescrizione che la decadenza del bollo auto attengono al rispetto di un limite temporale oltre il quale qualsiasi intimazione di pagamento notificata dalla pubblica amministrazione è illegittima e, al pari di questa, anche un eventuale fermo amministrativo dell’auto o, ancor di più, un pignoramento.

  10. Ho ricevuto un avviso di accertamento dopo 5 anni dalla scadenza del pagamento del bollo. Ciò nonostante non ho fatto opposizione. Mi viene poi notificata una cartella esattoriale e solo allora mi accorgo che il precedente atto era illegittimo. Ho scoperto che non potevo più contestare la precedente decadenza essendo ormai l’atto divenuto definitivo.

  11. Ho ricevuto riceve nel 2017 un avviso di accertamento per bollo auto non pagato del 2015. L’avviso ha rispettato il termine di decadenza. Senonché, dopo di esso, ho ricevuto una cartella esattoriale nel 2020. Non essendo stata rispettata la prescrizione la cartella è illegittima. Me lo ha detto un mio amico professionista.

  12. Il bollo auto è l’imposta che si prescrive nel minor tempo rispetto a tutte le altre. Si tratta di tre anni che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento doveva avvenire e non è stato eseguito. Quindi la prescrizione scade sempre il 31 dicembre. Ad esempio, il bollo auto non pagato nel 2018 si prescrive il 31 dicembre 2021, per cui tutte le richieste di pagamento intervenute dopo (ossia a partire dal 1° gennaio 2022) sono illegittime.

  13. Se hai ricevuto una richiesta di pagamento da parte della Regione potrai agire in due modi:
    presentare un ricorso entro 60 giorni alla Commissione tributaria provinciale. Il ricorso deve contenere la richiesta di reclamo-mediazione tributaria. Per 90 giorni tutte le azioni esecutive saranno sospese in attesa che la Regione si pronunci sulla tua istanza. In caso di silenzio potrai poi depositare il ricorso in Commissione;
    in alternativa, e per evitare i costi e i tempi del processo, puoi inviare una istanza in autotutela alla Regione chiedendo lo sgravio per avvenuta prescrizione. L’autotutela, al contrario del ricorso, può essere presentata anche a termini scaduti; tuttavia, non presenta grossi margini di successo visto che dall’altro lato c’è proprio l’ente interessato alla riscossione. Inoltre l’autotutela non interrompe i termini di per presentare ricorso al giudice. Sicché, se in prossimità del sessantesimo giorno non hai ricevuto risposta, ti conviene ugualmente avviare l’impugnazione giudiziale.

  14. chi acquista un’auto nei primi venti giorni di un mese è tenuto a pagarlo entro la fine dello stesso; questo, però, non significa che il bollo verrà pagato per il suo intero importo. Infatti, se, ad esempio, acquisti un’auto nuova in novembre, non potrai effettuare un pagamento completo con copertura di dodici mesi, poiché la scadenza di novembre non è prevista. Ciò che potrai pagare sarà l’importo del bollo fino al mese di agosto (che è uno dei tre mesi di scadenza). Quindi il bollo auto verrà frazionato e coprirà solamente dieci mesi, fino ad agosto dell’anno successivo (mese di immatricolazione incluso). Per ottenere l’importo effettivamente dovuto sarà sufficiente moltiplicare l’importo annuale per i mesi di copertura, il tutto diviso dodici (i mesi in un anno).

  15. Se non hai pagato il bollo auto, è possibile che ti venga notificata una cartella di pagamento in cui, oltre all’importo originario della tassa, sono addebitati gli interessi, le sanzioni (come viste sopra) e il compenso di riscossione. Dalla data di notifica della cartella di pagamento hai sessanta giorni di tempo per pagare, altrimenti l’Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere con l’esecuzione forzata oppure con una misura cautelare (fermo amministrativo dell’auto).

  16. In pratica, se ricevi la cartella di pagamento il 30 ottobre 2018, questa si prescriverà esattamente tre anni dopo, cioè il 30 ottobre 2021. Se successivamente alla cartella, l’Agenzia delle Entrate Riscossione notifica nuovi atti interruttivi della prescrizione, per esempio intimazioni di pagamento o preavvisi di fermo amministrativo, decorre un nuovo termine triennale.L’Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe, quindi, legittimamente procedere all’iscrizione di un fermo amministrativo, previa comunicazione di preavviso, solo se non sono decorsi più tre anni dall’ultimo atto notificato al contribuente per esigere il pagamento della tassa.

  17. Mi è stato recapitato un avviso di accertamento il 07/01/21 per un bollo non pagato nel 2017.
    Il fatto che l’avviso sia stato spedito il 29/12/2020 non conta, giusto? Dovrebbe far fede la data di ricezione dell’avviso stando a quanto scritto nell’articolo.
    Preciso che ho trovato la busta nella cassetta delle lettere, non ho firmato nulla e data di spedizione ed arrivo le ho verificate sul sito di poste italiane.

    Grazie

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