Diritto e Fisco | Articoli

Come segnalare discariche abusive

31 Agosto 2020 | Autore:
Come segnalare discariche abusive

Danni ambientali, rifiuti, condotte poco civili: comportamenti che possono nuocere alla nostra salute e al nostro pianeta. Cosa possiamo fare per rimediare?

I nostri tempi si caratterizzano per un grande interesse della popolazione internazionale, soprattutto adolescente, per la tematica ambientale. Hai sicuramente sentito parlare di Greta Thunberg, la ragazza svedese di 17 anni che ha dato vita a una mobilitazione spontanea per la tutela del pianeta.

Sono alla portata di tutti le difficoltà che il nostro ecosistema sta attraversando in questi anni: inquinamento, disastri ambientali, deforestazione, specie animali in via di estinzione, gas tossici, buco nell’ozono.

Senza voler allargare troppo lo sguardo su questioni complesse e delicate, possiamo limitarci ad analizzare il nostro contesto nazionale. Da un decennio a questa parte, l’Italia affronta sistematicamente il problema dei rifiuti e del loro smaltimento. Molte città della penisola soffrono per la carenza di discariche ufficiali, per l’accumularsi di spazzatura lungo le strade, per una cattiva gestione della raccolta differenziata. Tale situazione, che unisce molte realtà dal nord al sud, degenera spesso in tensioni sociali e provoca rischi per la salute delle persone.

A queste difficoltà si affianca, poi, la problematica dei rifiuti tossici interrati in varie zone di Italia: pensa, ad esempio, alla terra dei fuochi e all’elevata percentuale di tumori che affligge le zone che la costeggiano.

Ecco perché, nel suo piccolo, ciascun cittadino è tenuto ad adottare delle condotte salubri, accorte e attente all’ambiente che lo circonda. Ogni individuo è chiamato a vigilare sul proprio comportamento e su quello degli altri. Per tale motivo, in questo articolo, intendiamo affrontare la questione di come segnalare discariche abusive.

Come è disciplinato il sistema di gestione dei rifiuti in Italia?

Nel nostro Paese, esiste una ricca normativa sulla gestione dei rifiuti nazionali, in buona parte frutto delle iniziative intraprese a livello europeo e riportate in apposite direttive.

Gli aspetti principali della legislazione in materia riguardano:

  • la classificazione dei rifiuti; a tal proposito si distinguono:
    • i rifiuti solidi urbani (rsu – ossia quelli che provengono dalle abitazioni);
    • i rifiuti speciali (rs – ossia quelli di tipo artigianale, agricolo, industriale e commerciale);
    • i rifiuti pericolosi (rp – ossia quelli in grado di nuocere gravemente alla salute dell’uomo, degli animali o delle piante; pensa, ad esempio, ai prodotti infiammabili o a quelli tossici);
  • le tipologie di inquinamento ambientale: una gestione poco attenta del fenomeno rischia di danneggiare irreparabilmente il sottosuolo, l’aria, il paesaggio, le acque superficiali, la vita della natura;
  • le modalità di eliminazione della spazzatura: si compongono di tre fasi essenziali, ossia raccolta e trasporto, trattamento e smaltimento vero e proprio.

Con specifico riguardo a tale ultimo aspetto, secondo quanto prescrive il nostro ordinamento giuridico, le istituzioni pubbliche e i privati cittadini devono osservare delle prescrizioni ben precise:

  • Stato e Regioni devono impegnarsi per ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti e per agevolare delle modalità alternative di recupero;
  • chiunque detiene rifiuti, di qualsiasi natura, non può abbandonarli, ma deve provvedere al loro smaltimento nelle forme e con le modalità previste dalla legge.

Un esempio virtuoso può essere quello della sostituzione delle tradizionali discariche con impianti di riciclo. Inoltre, è auspicabile un maggiore sviluppo della raccolta differenziata e delle isole ecologiche per i rifiuti ingombranti.

Discariche abusive: che cosa sono? 

Le disposizioni di legge [1] sanzionano pesantemente il produttore e il detentore di rifiuti che creano discariche abusive o abbandonano residui di qualsiasi natura sul suolo pubblico o privato. In particolare, a seconda della gravità della condotta posta in essere, si va dalla semplice sanzione pecuniaria alla pena dell’arresto. In ogni caso, può essere imposto al trasgressore l’obbligo di eliminare le conseguenze della propria condotta e di ripristinare la situazione precedente.

L’abbandono della spazzatura corrisponde, dunque, a un vero e proprio illecito ambientale. Quando tale comportamento si realizza con abitualità in un luogo determinato, non autorizzato dalle autorità, all’interno del quale vengono depositate grandi quantità di rifiuti, ci si trova di fronte a una vera e propria discarica abusiva.

Di tali luoghi si occupa anche il Codice dell’Ambiente [2] che, tra le altre cose, prende in considerazione l’attività non autorizzata di gestione di rifiuti. Tale disposizione si occupa nel dettaglio della condotta di imprese e titolari di enti che abbandonano rifiuti o li immettono nelle acque superficiali.

Chi sono i soggetti da interpellare in caso di discarica abusiva?

Individuare una discarica abusiva non è difficile. Si tratta di un luogo che presenta delle caratteristiche evidenti già a un primo sguardo (accumulo di rifiuti in grande quantità, degrado, abbandono, assenza di autorizzazioni istituzionali). Nella maggior parte dei casi, le discariche abusive si trovano in luoghi pubblici di transito (pensa al ciglio delle strade) oppure vicine a paesaggi collinari o montani.

Quando ci si accorge dell’esistenza di una discarica abusiva è una prassi, oltre che un dovere morale dell’individuo, procedere alla sua segnalazione alle autorità di competenza.

In tal caso, è possibile prendere come principale punto di riferimento i seguenti soggetti:

  • comando dei carabinieri per la tutela ambientale: il numero di telefono dedicato è il 1500 (completamente gratuito);
  • procura della repubblica competente per territorio: in questa ipotesi occorre fare uno specifico esposto;
  • associazioni di categoria: per fare alcuni esempi puoi pensare a legambiente, codacons, greenpeace, wwf;
  • vigili del fuoco;
  • polizia municipale;
  • protezione civile;
  • polizia ambientale.

Le modalità più rapide di contatto sono le linee telefoniche. Se utilizzi tali mezzi per segnalare gli illeciti ambientali riduci i tempi di attesa e consenti alle forze dell’ordine di intervenire tempestivamente. Tuttavia, puoi anche decidere di recarti personalmente nei luoghi in cui desideri presentare la notizia oppure mandare una comunicazione scritta con raccomandata A/R.


note

[1] D.Lgs. 05.02.1997 n. 22 “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio”

[2] D.Lgs. 03.04.2006 n. 152 “Norme in materia ambientale”


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube