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Cosa mi spetta con il 67% di invalidità

14 Aprile 2020 | Autore:
Cosa mi spetta con il 67% di invalidità

Invalidità superiore ai due terzi: agevolazioni e prestazioni economiche spettanti al lavoratore, assegno d’invalidità, esenzione ticket, categorie protette.

Il lavoratore al quale è riconosciuta un’invalidità pari al 67% ha diritto a molteplici agevolazioni. Bisogna però fare attenzione alla tipologia d’invalidità riconosciuta, se civile/generica, oppure specifica.

Innanzitutto, che cos’è l’invalidità? Con questo termine si intende la riduzione della capacità lavorativa della persona, o della capacità di svolgere le funzioni ed i compiti propri dell’età, nel caso in cui l’interessato non sia in età lavorativa (cioè sia minorenne o abbia compiuto i 67 anni, attuale età pensionabile).

La riduzione della capacità lavorativa può poi essere generica, oppure specifica, cioè riferita all’esperienza, alle attitudini ed alle competenze dell’interessato. Nella valutazione dell’invalidità civile si prende quale riferimento la capacità lavorativa generica, mentre una valutazione maggiormente specifica è effettuata in relazione all’invalidità al lavoro, necessaria per l’assegno ordinario d’invalidità.

Quindi, per rispondere alla domanda “cosa mi spetta con il 67% di invalidità” bisogna necessariamente evidenziare che le agevolazioni e le prestazioni dovute dipendono dalla tipologia d’invalidità riconosciuta.

Le commissioni mediche preposte alla valutazione hanno infatti una composizione differente, oltre a doversi basare su parametri di valutazione della capacità lavorativa diversi. Se vuoi sapere come chiedere il riconoscimento dell’invalidità civile, puoi consultare la Guida alla domanda d’invalidità.

Ma procediamo con ordine e analizziamo i benefici spettanti al lavoratore con invalidità del 67%.

Assegno ordinario d’invalidità

Se il lavoratore è riconosciuto invalido in misura superiore ai 2/3, può aver diritto all’assegno ordinario d’invalidità riconosciuto dall’Inps. Attenzione, però: per il diritto all’assegno non basta l’invalidità civile del 67%.

È, invece, necessario il riconoscimento dell’invalidità al lavoro specifica, cioè in mansioni confacenti all’esperienza, alle attitudini ed alle competenze dell’interessato, in misura superiore ai 2/3 [1]. Questo requisito di invalidità non deve essere confuso con l’invalidità civile generica richiesta per la maggior parte delle prestazioni di assistenza, intesa come riduzione della capacità lavorativa generica dell’individuo.

L’assegno ordinario, difatti, non è una prestazione assistenziale, ma previdenziale: richiede infatti il versamento di 5 anni di contribuzione, di cui 3 accreditati nell’ultimo quinquennio.

La contribuzione deve risultare accreditata presso l’Assicurazione generale obbligatoria dell’Inps, la gestione Separata o determinati fondi sostitutivi (fondo pensione lavoratori dipendenti, artigiani, commercianti, coltivatori, fondo elettrici…). I dipendenti pubblici ne hanno diritto solo se, oltre ai contributi Inpdap, possiedono accrediti presso l’Assicurazione generale obbligatoria o presso i fondi o le gestioni per i quali sorge il diritto all’assegno.

L’assegno ordinario è calcolato in base ai contributi versati, come se si trattasse della pensione, ma senza maggiorazioni (come invece avviene per la pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa) e viene ridotto se il reddito supera di 4 volte il trattamento minimo (sussistono ancora, per questo trattamento, i limiti di cumulo col reddito da lavoro). L’assegno ordinario d’invalidità è compatibile con l’attività lavorativa, al contrario della pensione per assoluta e permanente inabilità a qualsiasi attività lavorativa.

Esenzione ticket per invalidità

Col 67% d’invalidità, possedendo quindi un’invalidità superiore ai due terzi, si ha anche diritto all’esenzione dal ticket sulle prestazioni specialistiche e di diagnosi strumentale [2]; in particolare, l’interessato ha diritto all’esenzione parziale pagamento ticket per visite specialistiche, esami ematochimici e diagnostica strumentale. Resta da pagare la quota fissa per la ricetta (a tal proposito è consigliabile rivolgersi direttamente alla propria Asl o alla Regione di residenza). ù

Scelta prioritaria della sede

In quanto lavoratore con invalidità superiore ai due terzi, chi ha un’invalidità riconosciuta del 67% ed è dipendente pubblico ha diritto di scelta prioritaria tra le sedi di lavoro disponibili. Attenzione, però: l’interessato deve essere anche in possesso di certificazione di riconoscimento di handicap ai sensi della legge 104, anche non grave.

Congedo per invalidità

In quanto lavoratore con invalidità civile oltre il 50% (dunque dal 51% in poi), l’invalido civile in misura pari al 67% può anche fruire di un congedo per cure relative all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a 30 giorni l’anno.

Il congedo è retribuito come le assenze per malattia, ma non rientra nel periodo massimo di conservazione del posto, quindi non determina il superamento del comporto; i costi del congedo sono, però, a carico del datore di lavoro, per cui la possibilità di ottenere queste assenze per invalidità va verificata all’interno del contratto collettivo di riferimento;

Categorie protette

L’invalido in misura pari al 67% ha la possibilità di usufruire del collocamento mirato [3]. Si tratta della possibilità di accedere ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, è necessario recarsi presso il proprio centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl.

Nel dettaglio, fanno parte delle categorie protette:

  • le persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali ed i portatori di handicap intellettivo, che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (dunque dal 46% in poi);
  • le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33% accertate dall’Inail;
  • le persone non vedenti;
  • le persone sordomute;
  • le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria, con riferimento alle tabelle di cui al testo unico in materia di pensioni di guerra.

L’invalido al 67% può, inoltre, essere incluso dall’azienda nelle quote di riserva relative alla legge sul collocamento obbligatorio, cioè nei posti che l’azienda deve per legge mettere a disposizione delle categorie protette. Sono infatti inclusi nelle quote di riserva, a prescindere dall’orario contrattuale, i lavoratori con invalidità pari o superiore al 60%. Il beneficio non è però riconosciuto se l’inabilità è stata causata da un inadempimento del datore di lavoro.

Protesi ed ausili

L’invalido al 67%, in quanto possiede un’invalidità superiore al 33,33%, ha diritto a protesi ed ausili eventualmente necessari in base alla patologia riconosciuta nel verbale di accertamento della commissione medica.

Parcheggi per disabili

La Commissione medica che ha riconosciuto l’invalidità del 67%, a prescindere dalla percentuale di riduzione della capacità lavorativa, può, infine, indicare sul verbale il diritto al contrassegno per usufruire dei parcheggi per disabili. Dipende ovviamente dalla tipologia di menomazione posseduta.


note

[1] Art.1 L. 222/1984.

[2] Art.6 DM 1/2/1991.

[3] L.68/1999.


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1 Commento

  1. buongiorno sono invalido 67×100 diagnosi cardiopatia ischemica ipertensiva vcc artrosi dmnid di che cosa posso usufruire grazie

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