Coronavirus: come ritirare una raccomandata

14 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: come ritirare una raccomandata

Che succede se il postino non trova il destinatario in ufficio o in azienda per la chiusura obbligatoria? Da quando decorre la compiuta giacenza?

L’emergenza coronavirus blocca fino al 30 aprile la compiuta giacenza delle raccomandate ed i termini di prescrizione e di decadenza relativi alle notifiche degli atti. Lo prevede il decreto Cura Italia. Utile, a questo punto, chiarire come ritirare una raccomandata finché resta in vigore lo stato di emergenza.

In pratica, fino alla fine di questo mese, il postino consegna lettere raccomandate o assicurate, pacchi o notifiche a mezzo posta dopo aver verificato che il destinatario o una persona abilitata al ritiro si trovi in casa. Diversamente dal solito, però, non richiede la firma per ricevuta ma certifica che qualcuno ha riposto alla sua chiamata e che il destinatario ritira la lettera o il plico. Il postino, infine, lascia nella cassetta della posta dell’abitazione o dell’ufficio la corrispondenza.

In questo modo, pertanto, l’operatore postale si assicurava che ci fosse qualcuno in casa, certificava la consegna ed evitava il contatto ravvicinato con il destinatario, poiché non veniva richiesta la firma.

Nel caso in cui al citofono non rispondeva nessuno perché momentaneamente assente. Durante la quarantena, ad esempio, può capitare che il destinatario sia andato in farmacia o a fare la spesa e che, abitando da solo, non ci sia nessuno in grado di ritirare una raccomandata. In questo caso, se il plico contiene un atto giudiziario c’è l’obbligo di inviare una raccomandata informativa in cui viene indicato l’ufficio postale presso cui è possibile effettuare il ritiro. Dopo 10 giorni dalla spedizione di questa raccomandata (o dalla data di ritiro del plico, se avviene prima), la legge ritiene eseguita la notifica.

Il problema si pone per chi proprio a causa delle misure di contenimento per il coronavirus non può andare in ufficio o in azienda perché chiusi per decreto. Come fa a sapere se nella cassetta della posta è finito un avviso riguardante una raccomandata o un atto giudiziario partiti prima del blocco delle attività ma arrivati quando il destinatario era già costretto a rimanere a casa? Il periodo di compiuta giacenza di 10 giorni resta comunque valido?

Il legislatore si è posto il problema: nel maxi emendamento al decreto Cura Italia che deve ricevere il via libera definitivo dal Parlamento, è previsto infatti che per i servizi di notificazione a mezzo posta, nel caso in cui la consegna non sia possibile, sarà comunque necessario inviare la raccomandata informativa. La compiuta giacenza, però, decorrerà dal 30 aprile 2020.

Da non dimenticare che per gli atti impositivi occorrerà attendere l’11 maggio, data in cui scade la sospensione del termine di impugnazione. E che la decadenza e la prescrizione delle raccomandate a/r partite in questo periodo sono sospese fino alla fine dello stato di emergenza.



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