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Verbale ai minorenni: chi paga la contravvenzione?

14 Aprile 2020
Verbale ai minorenni: chi paga la contravvenzione?

Se un giovane che non ha ancora compiuto diciotto anni prende una multa chi ne risponde: lui o i genitori?

I minori di 14 anni non rispondono dei reati commessi, né la responsabilità è dei genitori. La situazione cambia dopo il compimento del quattordicesimo anno d’età: da questo momento, infatti, le sanzioni penali si applicano anche a chi non ha ancora 18 anni, con l’unica differenza che sarà giudicato dal tribunale dei minorenni. 

Per quanto, invece, riguarda l’obbligo civilistico di risarcire i danni causati dai minori (sia che derivino da un reato che da un altro comportamento illecito) questo ricade sui genitori finché il giovane non diventa maggiorenne. Dopodiché, sarà lui a dover mettere mano al portafogli, anche se ancora non ha un lavoro (chiaramente, in caso di nullatenente, il creditore avrà ben poche armi a suo favore).

Che succede, invece, per quanto riguarda le sanzioni amministrative? In caso di verbale ai minorenni, chi paga la contravvenzione? Sul punto, la giurisprudenza è concorde nel fornire una soluzione di compromesso, per come evidenziato di recente dal Giudice di Pace di Terracina [1]. La sentenza merita di essere commentata qui di seguito.

In questa breve guida spiegheremo chi risponde delle multe inflitte a un minorenne: se lui stesso o i genitori. Ma procediamo con ordine. 

Cosa sono le sanzioni amministrative?

Prima di andare avanti, ti suggerisco di leggere la nostra guida sulla differenza tra sanzioni civili, penali e amministrative in modo da rinfrescare i termini giuridici più comuni sull’argomento. In generale, si parla di illecito amministrativo tutte le volte in cui ci si riferisce alla violazione di una norma statale di importanza secondaria rispetto a quelle di carattere penale. La sanzione amministrativa non ha ripercussioni sul casellario giudiziario e viene applicata senza bisogno di un giudice e di un processo. Al giudice, però, si può sempre far ricorso per impugnare il verbale.

Il classico esempio di sanzione amministrativa è quella per la violazione del Codice della strada che, come noto, può essere irrogata anche nei confronti dei minorenni per le norme ad essi rivolte (si pensi, ad esempio, all’uso dei motorini, agli acceleratori di velocità come gli overboard, i pattini, ecc.).

Le sanzioni amministrative consistono quasi sempre in una pena pecuniaria: in altri termini, tutto ciò che il trasgressore deve fare è pagare una multa (termine improprio anche se comunemente utilizzato con riferimento alle violazioni stradali).

Contravvenzione: il minorenne deve pagare?

Se un minorenne viola una norma cui è collegata una sanzione amministrativa – come appunto il Codice della strada – non deve pagare la relativa sanzione. In buona sostanza, i minorenni non possono essere assoggettati a sanzione amministrava: non ne rispondono, quindi, e non subiscono alcuna conseguenza. 

Pertanto, qualora la violazione del Codice della strada sia commessa da una persona con meno di 18 anni, la contestazione – e anche il relativo verbale – sarà rivolta ai genitori. Solo questi ultimi (o chi è tenuto alla sorveglianza del minore) potranno essere qualificati come veri “trasgressori” perché non hanno impedito al minore di violare le norme. 

Luciano, un giovane di appena 16 anni, sta guidando il motorino. Non ha il casco e con una mano regge il cellulare per parlare con un amico. D’un tratto, lo ferma un vigile che, dopo avergli chiesto le generalità e la patente, decide di multarlo. A quel punto, il poliziotto segnerà, sul verbale, non il nome di Luciano ma dei suoi genitori.

Secondo la sentenza in commento è una prassi errata qualificare il minore come trasgressore. Nonostante molti comandi di polizia redigono il verbale di constatazione nei confronti del minorenne, qualificandolo come “trasgressore” e notificandone una copia ai genitori, questo comportamento è illegittimo e rende nulla la multa.

Difatti «ai sensi dell’art. 2 della L. n. 689/1981, non può essere assoggettato a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i diciotto anni». Inoltre, «della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto». 

Pertanto, il verbale che riporta il nome e cognome del minorenne è illegittimo e può essere fatto annullare con un ricorso:

  • al prefetto entro 60 giorni oppure
  • al giudice di pace entro 30 giorni.

Nel ricorso bisognerà evidenziare l’illegittimità della sanzione elevata nei confronti del trasgressore poiché, all’epoca della rilevazione, era minorenne e come tale non titolare di una autonoma legittimazione passiva che sarebbe spettata invece ai genitori.  

Chiarimenti della Cassazione

Anche la Cassazione ha sposato lo stesso principio [2] stabilendo a più riprese che, nel caso che sia accertata l’infrazione di una norma del Codice della strada commessa da un minorenne, deve essere considerato trasgressore non il minorenne stesso, ma colui o coloro che sono tenuti alla sua sorveglianza ossia i genitori. Questi ultimi rispondono della violazione non per responsabilità solidale, ma a titolo personale e diretto in qualità di trasgressori, per culpa in vigilando e/o in educando. 

La contestazione «deve essere effettuata nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore – padre e madre – considerati e chiaramente qualificati nel verbale come effettivi trasgressori in quanto, ai sensi dell’art. 2 della l. n. 689/81, hanno consentito o non hanno impedito al minore soggetto alla loro sorveglianza di violare una norma del Codice della strada».


note

[1] Giudice di pace di Terracina, sent. n. 619/2019.

[2] Cass. sent. n. 572/1999, n. 4286/2002.

Autore immagine it.depositphotos.com


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