Retromarcia su Covid tax, patrimoniale e prelievo di solidarietà

14 Aprile 2020 | Autore:
Retromarcia su Covid tax, patrimoniale e prelievo di solidarietà

Perde quota l’ipotesi di un contributo straordinario lanciata dal capogruppo del Pd, Graziano Delrio: Governo, forze politiche e economisti prendono le distanze. 

Forse il contributo di solidarietà proposto poco prima di Pasqua dal capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, è già abortito: la presa di distanze del segretario dem, Nicola Zingaretti (“è un’iniziativa parlamentare che proviene dai rappresentanti del gruppo”, ha commentato), ne ha indebolito parecchio la spinta propulsiva e adesso arriva anche Carlo Cottarelli, il noto economista del Fondo monetario internazionale, soprannominato anche “mister forbici” per aver fatto parte della commissione di controllo sulla spesa pubblica, a dire che è meglio lasciar perdere, almeno per adesso.

Lascerei perdere in questo momento ogni aumento di tasse, questa è una fase in cui la spesa pubblica deve aumentare e deve essere finanziata in deficit perché è una situazione di emergenza”, ha detto a Che tempo che fa a proposito dell’ipotesi di una patrimoniale anche nella forma del prelievo di solidarietà.

“E’ una situazione seria e in recessione bisogna aumentare il deficit – ha proseguito. Non starei ad aumentare le tasse anche perché anche dal punto di vista psicologico non sarebbe un bel segnale”. Il Governo ora “dovrebbe spingere sulla domanda e sugli investimenti pubblici, è la strada migliore per la ripresa”.

Lo stesso presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha smentito che il dossier sia sul tavolo del Governo, dunque non se ne parlerà nel prossimo decreto che arriverà entro aprile e probabilmente neanche nei mesi successivi. La patrimoniale? “È la prima volta che oggi ne ho sentito parlare – ha detto non appena appreso i contenuti della proposta di Delrio , non ne abbiamo parlato al tavolo con i capidelegazione perché non c’è nessuna proposta concreta, il governo non ha fatto propria nessuna proposta e non la vedo all’orizzonte“, ha spiegato il premier.

Del resto la proposta dei parlamentari Pd non riscuote successi neanche tra le altre forze della maggioranza: “La fase emergenziale che stiamo vivendo, sia umanitaria che finanziaria,non si risolve imponendo un contributo alle persone con i redditi leggermente più alti della media degli italiani”, afferma il sottosegretario al Mef e deputato M5s, Alessio Mattia Villarosa; mentre oggi, per come ci riporta l’agenzia stampa Adnkronos, il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, sostiene che il prossimo decreto “sarà molto più consistente di quello di marzo, ma “parte del fabbisogno lo copriremo con i fondi europei che sono stati svincolati, 10-11 miliardi”.

Non ci sarebbe, quindi, bisogno – per ora – del miliardo e trecento milioni di euro che il contributo di solidarietà, secondo i calcoli dei proponenti, avrebbe potuto finanziare. La politica si sta orientando in un’altra direzione e anche all’interno del Pd non mancano i dissensi, come dimostra il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che dichiara: “Il Pd, il partito di cui non ho la tessera ma in cui mi riconosco, propone una tassa destinata a chi ha redditi più alti. Non penso sia una buon idea, e chiedo di rifletterci”.

Sala è convinto che “le tasse debbano funzionare con un principio equità sociale ma questo è il momento di non creare differenze, di non dividerci. Piuttosto chiamiamo alla generosità gli italiani che in questa fase stanno dimostrando di essere molto generosi”.

Anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi è contrario: “Penso che le tasse in Italia vadano abbassate, poi bisogna capire che vuol dire guadagnare tanti soldi: tremila euro, che è un bellissimo stipendio, è lo stipendio di un dottore. Questa proposta” del contributo di solidarietà per l’emergenza coronavirus “non è una tassa patrimoniale, questa proposta è una tassa sui medici“, afferma a “Quarta Repubblica”, riferendosi al fatto che gli stipendi lordi medi della categoria superano la soglia degli 80mila euro a partire dalla quale scatterebbe il prelievo.

Dunque anche se la proposta di legge venisse effettivamente presentata alla Camera, sarebbe destinata a spegnersi, mancando delle forze necessarie ad approvarla. Ma Delrio rilancia e tiene il punto, affermando che “Siamo dinanzi alla più grave crisi del Paese dal secondo dopoguerra e per questo serve una misura che va in direzione della giustizia sociale. Questa misura, pensata anche dal governo di centrodestra nel 2010, avrebbe carattere temporaneo e non sarebbe richiesta a chi ha subito danni dalla crisi. Noi continuiamo a voler perseguire sempre più giustizia sociale. Sorprendono certe reazioni anche all’interno della maggioranza ma noi crediamo che questa discussione vada fatta e abbiamo dato il nostro contributo”.



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