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La polizia antisommossa

10 Luglio 2020 | Autore:
La polizia antisommossa

Squadre antisommossa: cosa sono e cosa fanno? Cosa sono i reparti mobili? Quando interviene la polizia in tenuta antisommossa?

La Polizia di Stato si occupa di garantire l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini sull’intero territorio italiano. A volte, quando si verificano eventi particolari e straordinari, le forze dell’ordine devono avvalersi di corpi specializzati, cioè di poliziotti che siano adeguatamente attrezzati e addestrati per fronteggiare situazioni emergenziali. È qui che entrano in gioco i reparti specializzati della Polizia di Stato, tra i quali rientra anche la polizia antisommossa.

Come suggerisce la denominazione, si tratta di un reparto specializzato nel contrastare tumulti causati da una moltitudine di persone. Proprio in ragione della particolarità della situazione in cui è chiamata a intervenire, la polizia in assetto antisommossa deve essere adeguatamente equipaggiata per fronteggiare i disordini provocati da persone in rivolta. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, ti consiglio di prenderti cinque minuti di tempo e di proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è e cosa fa la polizia antisommossa.

Polizia antisommossa: cos’è?

La polizia antisommossa è un reparto speciale della Polizia di Stato, chiamato ad intervenire solamente al ricorrere di particolari condizioni.

Per la precisione, le squadre antisommossa sono reparti mobili della Polizia di Stato utilizzati nei casi d’urgenza e per la tutela dell’ordine pubblico.

Caratteristica della polizia antisommossa è quella di intervenire solamente nel caso di manifestazioni violente o che possono diventare tali: pensa ad esempio alle squadre antisommossa schierate dinanzi agli stadi di calcio quando si disputano partite ad alto rischio di scontri tra le tifoserie.

Squadre antisommossa: come sono equipaggiate?

Proprio in ragione delle circostanze in cui sono chiamate a intervenire, le squadre antisommossa usufruiscono di un particolare equipaggiamento che consente loro di contrastare efficacemente i disordini che devono affrontare.

Di norma, la polizia antisommossa ha in dotazione un particolare casco da ordine pubblico, lo sfollagente, parastinchi, un corpetto protettivo, guanti rinforzati, pistola (in genere, una Beretta 92), armi da fuoco con munizioni di gomma, maschera antigas, scudo antisommossa, lancia lacrimogeni e cannoni (o idratanti) in grado di emettere un forte getto d’acqua.

Insomma: la polizia antisommossa si schiera in un vero e proprio assetto di guerra, idoneo a fronteggiare le situazioni di emergenza.

Anche i mezzi di trasporto utilizzati dalle squadre antisommossa sono particolari: in genere si tratta di un veicolo idoneo a trasportare una squadra completa in assetto antisommossa (che, come ti spiegherò nell’ultimo paragrafo, è composta da dieci uomini).

Il parabrezza è protetto da una griglia metallica ancorata al telaio; nel vano motore sono collocate le bocchette dell’impianto estinzione incendi, azionate all’occorrenza da comandi posti nella cabina di guida.

È inoltre presente una botola sul tetto accessibile dall’interno attraverso una pedana a scomparsa; una seconda botola è collocata sul pavimento.

Come entrare nella polizia antisommossa?

Per entrare a far parte della polizia antisommossa non occorre sostenere uno specifico concorso: è sufficiente diventare poliziotti. Mi spiego meglio.

L’assegnazione ai reparti mobili (tra i quali appartengono le squadre antisommossa) avviene in base alle richieste interne che provengono da coloro che già fanno parte della Polizia di Stato.

Ciò significa che, una volta entrati nella Polizia di Stato, bisogna chiedere di essere assegnati ad uno specifico reparto mobile (nel nostro caso, le squadre antisommossa) e sostenere i corsi per affrontare al meglio il futuro compito.

Polizia antisommossa: come funziona?

Vediamo ora quando interviene la polizia antisommossa, cioè in quali casi è richiesto l’intervento di questo reparto speciale.

In Italia, tutti i reparti mobili (comprese le squadre antisommossa, dunque) dipendono dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la quale costituisce un’articolazione interna del Ministero dell’interno.

Il dipartimento in questione dispone l’impiego della polizia antisommossa su richiesta dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza, cioè della prefettura e dalla questura.

In poche parole, l’impiego delle squadre antisommossa è disposto dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, le quali sono le uniche a poter stabilire se l’intervento dei reparti mobili è davvero necessario o meno.

Pensa all’impiego della polizia antisommossa prima di un evento sportivo: è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza a dover stabilire se v’è il concreto pericolo di disordini e di tumulti che necessitano dell’intervento delle squadre specializzate.

Il prefetto e il questore stabiliscono anche il numero di unità antisommossa da impiegare. L’unità operativa complessa è denominata nucleo, costituito a sua volta da circa dieci squadre. Al nucleo è preposto un Funzionario con qualifica non superiore a Commissario Capo.

L’unità operativa di base è la squadra, composta da nove elementi diretti da un sovrintendente da un ispettore.


note

Autore immagine: Canva.com


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1 Commento

  1. Polizia antisommossa da chi è comandata per colpire chi manifesta pacificamente e difendere i fuorilegge fascisti

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