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Furto tra marito e moglie

14 Aprile 2020
Furto tra marito e moglie

Cosa rischia il marito o la moglie che ruba oggetti da casa? L’utilizzo della password dell’home banking è reato? 

Se hai il sospetto che tuo marito si sia appropriato di alcuni tuoi gioielli per venderli e giocarli alle scommesse; se hai scoperto tua moglie prelevare dal conto corrente comune una somma molto elevata per spenderla in vestiti, ebbene in tutti questi casi non puoi sporgere querela per furto. Il reato infatti non può essere punito quando si tratta di soggetti conviventi. Ciò però non ti impedisce di ricorrere al giudice per farti restituire il maltolto. Dovrai però azionare una causa di natura civile e non più penale.

Diverso è il discorso se si tratta delle credenziali dell’home banking o del “furto” delle password di un’email: in questi casi, infatti, scatta il reato. 

Non ci credi? Per scoprire quando il furto tra marito e moglie è punibile non hai che da leggere questa guida. Ti spiegheremo se e quando è possibile parlare di reato nel momento in cui un coniuge sottrae all’altro, di nascosto e senza il suo consenso, dei soldi o altri beni di valore. Ma procediamo con ordine.

Furto tra marito e moglie: è punibile?

Per stabilire se il furto tra marito e moglie è reato dobbiamo partire da ciò che dispone la legge. La norma di riferimento è l’articolo 649 del codice penale. Tale disposizioni stabilisce che i reati contro il patrimonio, come il furto o la truffa, non possono essere puniti tra coniugi. Quindi il marito che ruba alla moglie o, viceversa, la moglie che ruba al marito non può essere querelato e non può conseguentemente subire alcuna sanzione penale. 

Resta invece il danno di natura civilistica che va risarcito. Il coniuge quindi spogliato della sua proprietà può ricorrere in tribunale per farsi restituire il bene sottratto o, qualora ciò sia impossibile, il corrispondente valore in denaro. In un conto corrente in comunione dei beni, un prelievo da parte di un coniuge superiore alla sua metà di pertinenza impone l’obbligo di ripristinare la provvista illegittimamente sottratta all’altro coniuge. 

Il reato di furto torna di nuovo a galla se la coppia si è legalmente separata, ossia si è presentata dinanzi al giudice (o, con le nuove regole, dinanzi al Sindaco) per dirsi addio. 

Quindi, se dopo la separazione o il divorzio, il marito fa ritorno a casa per prendere la propria roba e, con la scusa, si appropria anche di oggetti dell’ex moglie (anche quelli che le aveva donato in passato in quanto ormai di proprietà di quest’ultima) può essere querelato. 

Non rileva invece la semplice separazione di fatto nei quali casi non c’è reato (è ciò che avviene quando i due coniugi decidono di prendersi una pausa e vivono separatamente senza ancora formalizzare il distacco). 

Se però, dopo la separazione, la coppia si riappacifica e torna insieme, l’eventuale furto avvenuto durante il periodo di distacco non è più punibile in quanto tale riconciliazione ha effetti retroattivi.

Quando il furto è reato tra marito e moglie

La non punibilità del furto tra coniugi è limitata solo alle condotte non violente. Per cui il reato può essere denunciato quando si tratta di  rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione, nonché ad ogni altro delitto contro il patrimonio che sia commesso con violenza alle persone. Ad esempio, se il marito strappa di mano con violenza alla moglie gli orecchini per barattarli a un “compro oro” commette reato: questa condotta, perpetrata con l’uso della forza, implica infatti il reato di rapina.

Furto tra conviventi

Nonostante la norma del codice penale parli espressamente di coniugi, secondo la Cassazione [1] si può effettuare un’interpretazione estensiva anche in favore dei conviventi, ossia le coppie di fatto. Dunque, se due persone convivono e non sono spostate non possono essere punite per il furto nei confronti del partner.

Furto delle password dell’home banking o email

Spiare email ed sms del coniuge è reato. Si tratta di una violazione della privacy che la legge non consente neanche tra persone sposate. Il marito che entra nell’email della moglie commette reato se non è stato autorizzato, anche se quest’ultima, in precedenza, gli aveva dato i codici di accesso. Ciò che conta è lo specifico consenso al momento dell’accesso all’account. 

Allo stesso modo, rischia grosso il marito che ruba alla moglie la credenziali dell’home banking: va infatti incontro alla condanna per il reato di «Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici» previsto dal codice penale. È quanto chiarito di recente dalla Cassazione [2]. 

Approfondimenti

Se il coniuge porta via da casa oggetti: che fare?

Furto tra conviventi: è reato


note

[1] Cass. sent. n. 39480/2015.

[2] Cass. sent. n. 11288/2020 del 3.04.2020.


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