Diritto e Fisco | Articoli

Denuncia per conto terzi

17 Settembre 2020 | Autore:
Denuncia per conto terzi

Disciplina giuridica in materia di notizie di reato: quali sono le procedure da seguire, le forme da rispettare, i termini da considerare. Condizioni di procedibilità e intervento d’ufficio.

Se sei vittima di un reato l’ordinamento giuridico è dalla tua parte: i nostri codici (penale e di procedura penale) e le singole leggi speciali ti offrono un ventaglio di strumenti di tutela che è sempre bene non trascurare. Le condotte criminali possono essere di lieve entità (pensa, ad esempio, al rifiuto di fornire le proprie generalità alla polizia) o particolarmente gravi (pensa agli atti persecutori o, addirittura, all’omicidio).

Nel diritto penale, si distingue, quindi, tra delitti e contravvenzioni e, soprattutto, si differenzia tra soggetto attivo e soggetto passivo del reato. Sono definizioni che tratteremo brevemente nelle righe che seguono poiché nel nostro articolo vogliamo affrontare la questione della denuncia per conto terzi. È questa una particolare ipotesi di ricorso alla pubblica autorità: si tratta della possibilità riconosciuta a un soggetto di sostituirsi a un altro per chiedere l’intervento delle forze di polizia.

Entriamo, quindi, nel vivo della tematica.

La persona offesa dal reato: chi è?

Immaginiamo che sei vittima di cyberbullismo e i tuoi persecutori sono i compagni di scuola: sei ancora minorenne e non sai come tutelarti.

Ti stai chiedendo qual è la strada giusta da seguire? Vuoi sapere se hai la possibilità di rivolgerti alla polizia o devi parlare prima con i tuoi genitori?

Le risposte a tali domande sono contenute all’interno del sistema penale, ma prima di individuarle occorre fare dei passaggi introduttivi per chiarire il significato di alcuni termini in esso utilizzati.

Infatti, per capire chi è il soggetto legittimato a chiedere aiuto alle forze dell’ordine, quali sono i termini da rispettare e qual è la procedura da seguire, bisogna comprendere i meccanismi che ruotano intorno all’istituto della denuncia.

In linea di massima, occorre fare riferimento a tre figure imprescindibili:

  1. il soggetto attivo del reato: è il colpevole, l’autore della condotta penalmente rilevante;
  2. il soggetto passivo: è il danneggiato, ossia colui che subisce un pregiudizio dal comportamento altrui e che nel corso del procedimento penale può costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento economico;
  3. le forze di polizia: hanno la duplice funzione di intervenire per reprimere il reato (polizia giudiziaria) e di acquisire la notizia dal soggetto passivo.

Relativamente a quest’ultimo punto, occorre fare una precisazione: per alcuni reati, l’autorità pubblica può intervenire soltanto in presenza di determinate condizioni di procedibilità. In questi casi, si tratta di quei requisiti che l’ordinamento giuridico considera indispensabili per autorizzare l’intervento della forza giudiziaria: il loro contenuto varia a seconda della tipologia di reato contestato.

Ecco allora che occorre operare un’ulteriore distinzione tra due categorie di diritto penale:

  • delitti: sono le ipotesi più gravi di reato (omicidi, rapine, violenze sessuali e così via);
  • contravvenzioni: sono i casi di minore entità penale (pensa, ad esempio, all’omessa custodia di animali).

Quanto alle condizioni di procedibilità, mentre di regola per le contravvenzioni si procede a querela di parte (e, quindi, su richiesta della vittima), per i delitti si distinguono le ipotesi perseguibili d’ufficio (in tal caso, le forze dell’ordine hanno l’obbligo di attivarsi quando ne vengono a conoscenza) da quelle in cui è necessaria la denuncia-querela.

Condizioni di procedibilità: che cos’è la querela?

Le condizioni di procedibilità previste dal codice hanno caratteristiche diverse e si riferiscono a situazioni specifiche. La distinzione fondamentale è tra denuncia e querela, fermo restando un dato imprescindibile: tra le due ipotesi, soltanto la querela può essere tecnicamente considerata come condizione per procedere.

Vediamo nel dettaglio cosa sono queste procedure e come funzionano:

  • denuncia: è l’atto con il quale il privato cittadino mette a conoscenza la pubblica autorità (ufficiali di polizia o pubblico ministero) dell’esistenza di un reato perseguibile d’ufficio. Essa presenta determinate caratteristiche:
    • natura facoltativa: per regola generale la denuncia ha carattere discrezionale, ma vi sono delle ipotesi in cui il cittadino è obbligato a presentarla (pensa al caso in cui si viene in possesso in buona fede di banconote false e ci si accorge della loro contraffazione).
    • termini per la presentazione: data la particolare importanza dell’interesse giuridico tutelato dall’ordinamento (esempio, la vita o l’integrità fisica delle persone), non è previsto un termine di decadenza;
    • forma: può essere presentata oralmente o per iscritto, ma in entrambi i casi colui che la propone ha diritto a una attestazione di ricezione;
  • querela: è l’atto attraverso il quale la persona offesa dal reato chiede all’ordinamento giuridico di attivarsi in sua difesa e di punire il colpevole. Al pari della denuncia, la querela ha dei tipici elementi distintivi:
    • natura facoltativa: deve essere presentata per i delitti non perseguibili d’ufficio e le contravvenzioni. Non è mai obbligatoria, ma è rinunciabile;
    • forma: può avere indistintamente forma scritta od orale e, allo stesso modo della denuncia, anche in questo caso è previsto il rilascio di una attestazione di ricezione;
    • termini: per la sua proposizione è previsto il termine di tre mesi dalla realizzazione del fatto (o di sei mesi per i reati di violenza sessuale);
    • revoca: può essere rimessa dal soggetto che l’ha presentata, ma soltanto se la persona querelata accetta.

Denuncia e querela devono essere proposte direttamente dalla persona offesa; vi sono, però, delle situazioni eccezionali in cui il soggetto che si rivolge alla pubblica autorità è diverso dal danneggiato.

E’ possibile presentare una denuncia per conto terzi?

Secondo quanto stabilisce il codice di procedura penale [1] la dichiarazione di querela può essere proposta da un soggetto incaricato dalla persona offesa dal reato. Non si fa, quindi, menzione della denuncia. Quest’ultima, infatti, è presentabile da chiunque viene a conoscenza di un fatto di particolare gravità.

Si parla, in questi casi, di presentazione per conto di terzi che si realizza soprattutto nelle seguenti situazioni:

  • difensore: l’ipotesi tipica di inoltro della querela per conto di altri è quella dell’avvocato che tutela il suo assistito. In tal caso, per la validità dell’atto è necessario che il legale sia munito di mandato sottoscritto dal suo cliente;
  • genitori o tutori: in tutti i casi in cui il danneggiato dal reato è un minore (soprattutto se infratredicenne), la querela deve essere presentata da coloro che esercitano la potestà genitoriale o la tutela. L’attività può coinvolgere personalmente il ragazzo se ha già compiuto quattordici anni (esempio tipico è il cyberbullismo). Con riferimento ai minorenni sono legittimati a fare le segnalazioni anche le istituzioni scolastiche e gli assistenti sociali;
  • rappresentante di un ente: le persone giuridiche non possono materialmente recarsi in caserma per sporgere querela. In tale ipotesi, è indispensabile che la notizia di reato sia comunicata dal legale rappresentate (di solito il presidente) o, in sua sostituzione, da un soggetto debitamente delegato a fare ciò.

Infine, bisogna considerare la possibilità riconosciuta dal legislatore penale di inviare la comunicazione attraverso posta: se si opta per tale soluzione, la querela deve essere firmata da chi la trasmette. Gli atti anonimi, infatti, nel nostro ordinamento non possono essere presi in considerazione.


note

[1] Art. 337 c.p.p.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube