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Coronavirus: quando posso uscire col cane?

18 Aprile 2020
Coronavirus: quando posso uscire col cane?

Abito in Friuli Venezia Giulia. A seguito delle restrizioni per il Covid-19, sono stata fermata per un controllo dai carabinieri. Ero fuori col cane, non so la distanza precisa dal mio domicilio, ma non era lontano (circa 250 metri). Il maresciallo mia ha detto che il cane non può essere utilizzato come scusa per fare passeggiate. Ho risposto che avevo l’autocertificazione e che ero vicino casa.

A questo punto vi chiedo se potete darmi delle indicazioni su come devo comportarmi, perché il cane ha bisogno di uscire; cinque minuti fuori dalla porta di casa non sempre sono sufficienti.

Non esiste un provvedimento normativo (né statale, né regionale) che determini con esattezza la distanza dal proprio domicilio entro cui è possibile uscire per una passeggiata o per accompagnare il proprio cane.

L’ultimo Dpcm (quello del 22 marzo 2020) conferma le precedenti restrizioni, eliminando peraltro lo spostamento dettato dalla motivazione del rientro al proprio domicili. Per la precisione, il Dpcm stabilisce che «è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse».

Lo stesso Governo, fornendo chiarimenti ai cittadini sugli spostamenti consentiti, ha dichiarato che è possibile uscire col proprio animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, ma senza assembramenti e mantenendo la distanza di almeno un metro da altre persone. Dunque, nessuna indicazione è stata fornita in merito alla distanza dalla propria abitazione.

A proposito della possibilità di fare attività fisica, il Governo ha chiarito che l’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Sono sempre vietati gli assembramenti.

Dunque, ciò che sappiamo per certo, in base alle indicazioni fornite dal Governo, è che è possibile uscire per accompagnare il proprio cane a fare i bisogni, purché si mantenga la distanza di un metro da ogni altra persona e per il tempo strettamente necessario all’espletamento del servizio.

Prendendo a prestito il criterio della “prossimità alla propria abitazione”, possiamo aggiungere che è possibile accompagnare il cane, purché non ci si allontani troppo dalla residenza/domicilio.

Anche l’ultima circolare del Viminale (2 aprile) ha stabilito che: «Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. […] In particolare, è stato specificato che  la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.

Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le  limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continua ad essere vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.

La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse».

Anche in questo caso, si evince chiaramente come il riferimento sia quello riguardante la prossimità della propria abitazione, senza ulteriori specificazioni.

Controllando all’interno del sito istituzionale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’ultima ordinanza nr. 7 del 3 aprile ha adottato un regime un po’ più severo, in quanto al punto nr. 1 si stabilisce che «in attuazione del divieto di spostamento dal proprio domicilio, dalla propria residenza o dalla propria dimora, ad eccezione delle specifiche necessità normativamente individuate, è fatto divieto di svolgere, all’aperto in luoghi pubblici, attività motorie o sportive e passeggiate, anche in forma individuale».

Dunque, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia non ammette neanche la passeggiata o l’attività sportiva individuale nei pressi della propria abitazione; addirittura, non è consentito nemmeno camminare con i propri figli in prossimità della propria abitazione. Ciò non significa, però, che non sia possibile accompagnare il proprio cane.

La Regione Friuli, nel rispondere alle domande più frequenti poste dai cittadini, asserisce che è possibile portare fuori il proprio cane, a condizione che si rimanga nelle immediate vicinanze della propria abitazione, in area non frequentata da altre persone.

Tirando le fila di quanto appena detto, possiamo concludere affermando che il Governo concede la possibilità di portare il proprio cane a passeggio per fare i propri bisogni; alla luce del Dpcm del Presidente del Consiglio Conte e dell’ordinanza nr. 7 della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ciò deve avvenire rigorosamente nelle immediate vicinanze della propria casa.

Pertanto, pur non essendo stabilita una distanza precisa, il consiglio è quello di allontanarsi il meno possibile dall’abitazione, anche per distanze inferiori ai duecento metri, e solo per il tempo strettamente necessario al cane. Magari, anziché allontanarsi, è possibile fare più volte lo stesso tragitto, evitando così di perdere di vista l’abitazione. Si tratta di una condotta precauzionale, consigliata anche alla luce delle misure più restrittive emanate dalla Regione Friuli.

Infine, si ricordi di portare con sé l’autocertificazione, in numero di 2 copie, possibilmente (ma non obbligatoriamente) già compilate (almeno nella parte riguardante i dati anagrafici), così da rendere più celeri le operazioni di controllo.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva



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