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Disabile: esenzione bollo auto e IVA

14 Aprile 2020
Disabile: esenzione bollo auto e IVA

Agevolazioni spettanti al portatore di handicap o ai suoi familiari per l’auto necessaria al suo trasporto.

Chi ha una disabilità ha diritto a diverse agevolazioni. Agevolazioni nel campo del lavoro (con la famosa “104” si può scegliere la sede aziendale più vicina a casa), nel campo della circolazione stradale (con il pass invalidi si può transitare nelle Ztl e lasciare l’auto sulle strisce gialle), dei servizi socio-assistenziali (sono previste forme di sostegno del reddito) e, soprattutto, in materia fiscale. È proprio con il Fisco che lo Stato riesce a compensare la condizione di handicap e le conseguenti difficoltà di natura economica che essa comporta. 

Un nostro lettore ci ha scritto: sono disabile: posso essere esente dal bollo auto e dall’Iva? 

La risposta a questo quesito ruota di nuovo intorno ai benefici della legge 104 e alle agevolazioni previste in materia tributaria. Vediamo tutto ciò che stabilisce la legge in favore dei disabili. 

Disabile: deve pagare il bollo auto?

Chi è affetto da disabilità non è tenuto a versare il bollo auto, ma ciò solo a condizione che al richiedente sia stato riconosciuto lo stato di «portatore di handicap ai sensi della legge 104». Quindi, lo stesso deve essere in possesso del certificato rilasciato dalla competente commissione Asl.

In particolare, il diritto spetta alle seguenti categorie:

  • soggetto con un grave handicap certificato dalla Commissione per l’accertamento dell’handicap presso l’Asl, con disabilità psichica e mentale del 100%;
  • persone con una limitazione grave e permanente della capacità di deambulazione;
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie: solo per questa categoria di disabili, le agevolazioni sono subordinate all’adattamento dell’auto alle limitate capacità del conducente beneficiario.

A non pagare il bollo auto non è solo il disabile ma anche l’eventuale familiare che acquisti l’auto con la legge 104. Si deve trattare di i veicoli con i seguenti limiti di cilindrata previsti per l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata:

  • 2.000 centimetri cubici per le auto con motore a benzina;
  • 2.800 centimetri cubici per quelle diesel.

Per ottenere l’esenzione dal pagamento del bollo auto bisogna rivolgersi alla Regione che, di norma, richieste il certificato medico dell’Asl che riconosce i benefici della legge 104. 

La domanda di esenzione dal bollo auto va presentata non oltre 90 giorni prima della scadenza del termine per il versamento dell’imposta. 

La richiesta va presentata solo per il primo anno e vale anche per gli anni successivi.

Nel caso in cui il disabile sia titolare di più veicoli, l’esenzione dal bollo auto spetta per uno solo di questi.

Gli uffici che ricevono l’istanza trasmettono al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria i dati contenuti nella stessa (protocollo e data, codice fiscale del richiedente, targa e tipo di veicolo, eventuale codice fiscale del proprietario di cui il richiedente è fiscalmente a carico).

Rimborso bollo auto pagato da disabile

Le domande di rimborso del bollo auto per un pagamento effettuato in eccesso o non dovuto, redatte in carta libera, devono essere indirizzate generalmente alla Regione competente – ufficio ragioneria generale e fiscalità generale e presentate presso le unità territoriali Aci o presso le delegazioni Aci.

Sulla domanda devono essere riportati nome, cognome, residenza, codice fiscale (o partita Iva) e numero di telefono del richiedente; inoltre devono essere indicate anche le modalità con cui si vuole ricevere il rimborso (c/c postale, bancario Abi e Cab, assegno circolare non trasferibile con spese a carico del destinatario) e alla stessa va allegata la documentazione idonea a dimostrare la spettanza del rimborso.

In base a quanto stabilito dall’articolo 5 del Dl 953/1982, la domanda di rimborso deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento nei termini di legge. In sostanza, il diritto di rimborso decade il terzo anno successivo a quello in cui è stato effettuato il pagamento, quindi non può essere presentata la domanda dopo 36 mesi dall’avvenuto pagamento non dovuto.

Agevolazione Iva

Il disabile può poi sfruttare una agevolazione Iva sull’acquisto dell’auto che, dal 22%, passa al 4%. Ne abbiamo già parlato in Come funziona la legge 104 per acquisto auto.

Oltre a ciò, spetta anche una detrazione pari al 19% del costo sostenuto da calcolare su una spesa massima di 18.075,99 euro riconosciuta – ex articolo 15, comma 1, lettera c del Dpr 917/1986 – solo se il veicolo è utilizzato, in via esclusiva o prevalente, a beneficio delle persone disabili.

L’agevolazione può essere fruita solo dai seguenti soggetti (o, qualora fosse fiscalmente a suo carico, da un familiare che ha sostenuto la spesa nell’interesse del disabile): 

  • non vedenti (articoli 2, 3 e 4 della legge 138/2001) e sordi (legge 381/1970; circolare 3/E/2016); 
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento e disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni (articolo 3, comma 3, legge 104/1992); 
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie (solo per quest’ultima categoria di disabili il diritto alle agevolazioni è condizionato all’adattamento del veicolo). 

L’incapienza del contribuente (che si ha qualora la detrazione fosse d’importo superiore all’imposta dovuta) non dà luogo a rimborso.

Per usufruire della riduzione Iva per disabili è necessario che la cilindrata dell’auto rispetti i seguenti limiti:

  • 2000 centimetri cubici, se con motore a benzina;
  • 2800 centimetri cubici, se con motore diesel.

L’Iva ridotta al 4% è applicabile anche:

  • all’acquisto contestuale di optional;
  • alle prestazioni di adattamento di veicoli non adattati, già posseduti dal disabile (e anche se superiori ai citati limiti di cilindrata);
  • alle cessioni di strumenti e accessori utilizzati per l’adattamento.

Può fruire dell’Iva al 4% non solo il disabile ma anche il famigliare su cui questi è fiscalmente a carico (o per le prestazioni di adattamento effettuate nei loro confronti). Non hanno diritto all’agevolazione gli autoveicoli intestati ad altre persone, a società commerciali, cooperative, enti pubblici o privati (anche se specificamente destinati al trasporto di disabili).


note

[1] Art. 3, co. 3, legge n. 104/1992.

[2] Agenzia delle Entrate circolare n. 19/E del 2012.


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