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Violazione obbligo di fedeltà coniugale: ultime sentenze

24 Maggio 2020
Violazione obbligo di fedeltà coniugale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale; intollerabilità della convivenza; addebito della separazione al coniuge; mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale.

La crisi coniugale

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, particolarmente grave in quanto di regola rende intollerabile la prosecuzione della convivenza, giustifica “ex se” l’addebito della separazione al coniuge responsabile, a meno che non risulti che comunque non abbia avuto incidenza causale nel determinare la crisi coniugale, siccome già preesisteva un menage solo formale.

Cassazione civile sez. I, 14/10/2010, n.21245

L’addebito della separazione

In tema di separazione tra coniugi, l’inosservanza dell’obbligo di fedeltà coniugale rappresenta una violazione particolarmente grave, la quale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, costituisce, di regola, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile, sempreché non si constati, attraverso un accertamento rigoroso ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, tale che ne risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Corte appello Perugia, 20/01/2020, n.33

La stabile relazione extraconiugale 

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, particolarmente se attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, rappresenta una violazione particolarmente grave di tale obbligo, che, determinando normalmente l’intollerabilità della convivenza, deve ritenersi, di regola, causa della separazione personale dei coniugi, e, quindi, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza del nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Tribunale Ravenna, 09/03/2020, n.229

Pronuncia di separazione con addebito

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale non costituisce, di per sè, una condotta illecita fonte di danno risarcibile, neppure nel caso in cui abbia condotto ad una pronuncia di separazione con addebito; tale condotta può ritenersi illecita soltanto ove sia stata attuata con modalità obiettivamente gravi.

Tribunale Milano, 22/11/2002

Il risarcimento del danno non patrimoniale

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale comporta il risarcimento del danno non patrimoniale solo ove la condizione di afflizione indotta nell’altro coniuge superi la soglia della normale tollerabilità esi traduca, per le modalità con le quali è realizzata, nella violazione di un diritto costituzionalmente protetto, come quello alla salute o all’onore o alla dignità personale.

Cassazione civile sez. III, 07/03/2019, n.6598

L’intollerabilità della prosecuzione della convivenza

In materia di separazione e divorzio, l’esistenza di una stabile relazione extraconiugale rappresenta una violazione particolarmente grave dell’obbligo della fedeltà coniugale, che, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, causa della separazione personale dei coniugi e, dunque, circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile.

A ogni modo, l’addebito è escluso se si accerti la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale, mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Nel caso di specie, a fronte della accertata stabile relazione extraconiugale del marito, il Tribunale ne ha addebitato la responsabilità, in quanto quest’ultimo si era limitato solo a sottolineare una presunta insormontabile incompatibilità di carattere tra i coniugi, di per sé sola non sufficiente a fondare l’intollerabilità della convivenza.

Tribunale Caltagirone, 24/02/2018, n.140

Separazione coniugale: la violazione dell’obbligo di fedeltà

In tema di separazione personale tra coniugi, la violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, determinando normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza, costituisce, di regola, una circostanza sufficiente a giustificare l’addebito della separazione al coniuge responsabile di tale violazione, salvo le ipotesi in cui si accerti, attraverso una valutazione rigorosa e complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, la preesistenza di una crisi già in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale, con la conseguente insussistenza del nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale.

In definitiva, la violazione dell’obbligo di fedeltà non giustifica di per sé la pronunzia di addebito, ma soltanto quando è causa del disgregarsi dell’unione familiare. Nel caso di specie, i giudici hanno respinto la richiesta di addebito in quanto il marito non era riuscito a dimostrare che la crisi del rapporto fosse addebitabile a presunti e ripetuti tradimenti da parte della moglie.

Corte appello Palermo sez. I, 17/10/2017, n.1866

Causa presuntiva della separazione coniugale

In riferimento all’obbligo di fedeltà coniugale, che costituisce oggetto di una norma di condotta imperativa, la sua violazione, specie se attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, determina normalmente l’intollerabilità della prosecuzione della convivenza e costituisce, di regola, causa della separazione personale, addebitabile al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza di un nesso di causalità tra l’infedeltà e la crisi coniugale, mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una rottura già irrimediabilmente in atto, in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale.

Cassazione civile sez. I, 12/06/2006, n.13592

Comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, che costituisce una regola di condotta imperativa, deve ritenersi comportamento contrario ai doveri nascenti dal matrimonio e solo eccezionalmente, qualora risulti da un’indagine rigorosa e penetrante ed una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, l’irrilevanza di una tale violazione per mancanza di un nesso di causalità con la crisi coniugale, può escludersi l’addebitabilità.

Una volta accertata l’esistenza di detto nesso, nessuna giustificazione può assumere il fatto che la violazione in esame possa considerarsi alla stregua di una mera reazione al comportamento dell’altro coniuge, non essendo invocabile in tema di rapporti familiari il concetto di compensazione, funzionale per i rapporti obbligatori, ma non già per quelli coniugali.

Cassazione civile sez. I, 09/06/2000, n.7859

Situazione di definitiva intollerabilità della prosecuzione della convivenza

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale, compiuta prima dell’instaurarsi del procedimento di separazione personale, in base all'”id quod plerumque accidit” deve presumersi causa efficiente del formarsi o del consolidarsi di una situazione di definitiva intollerabilità della prosecuzione della convivenza, sempreché non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale. Una volta accertata l’esistenza di detto nesso, nessuna giustificazione può assumere il fatto che la violazione in esame possa considerarsi alla stregua di una mera reazione al comportamento dell’altro coniuge, non essendo invocabile, in tema di rapporti familiari, il concetto di compensazione.

Corte appello L’Aquila, 23/04/2002

Violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale: quando non è causa di addebito?

La violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale non è causa d’addebito se risulta provato che comunque non ha avuto incidenza causale nel determinare la crisi coniugale, siccome essa già preesisteva.

Cassazione civile sez. I, 28/01/2011, n.2093


6 Commenti

  1. In questo periodo di convivenza e stretto contatto con la mia fidanzata, durante il lockdown, ho notato alcuni atteggiamenti particolari. Tipo, lei portava sempre il cellulare con sé, non lo lasciava mai. Mentre prima, era più tranquilla. Lo lasciava da una parte all’altra senza problemi… In quest’ultimo periodo, era costantemente al cellulare. La vedevo distratta e con modi di fare anomali. Insomma, un giorno, ho letto il nome di un tipo sul telefono che le mandava delle emoticons troppo confidenziali ed io di questo non ne ho mai sentito parlare… Insomma, le ho chiesto spiegazioni e mi ha inventato mille scuse, dicendo che la importunava. Poi, una sera ho origliato una conversazione. Insomma, voleva fare la furbetta. L’ho sgamata. Ora, ci siamo lasciati. Ognuno a casa sua…. Che persone infime. Fate attenzione ad alcuni segnali. Prima di rivolgervi ad uno psicologo o colpevolizzarvi, assicuratevi di non stare con delle persone di bip……………….

  2. Mio marito è sempre stato al cellulare ed a contatto con tante persone per via della sua attività lavorativa. Ora, in questo periodo di tensione e di chiusura dei negozi, lo vedevo frenetico. Trovava mille scuse per uscire. E ora la spesa, ora la farmacia.. Non so, mi ha insospettito. Io i primi tempi ho pensato fosse una forma di premura verso la famiglia perché temeva che ci potessero contagiare, quindi ho apprezzato molto questi gesti… Poi, però, per puro caso nel cuore della notte mi sono svegliata ed ho visto che aveva il telefono fra le mani, ma lui si era addormentato. Allora, il telefono si illuminava. Ho letto il nome di una donna sul cellulare. Ora, quale diamine di persona ti scrive di notte??? Quando lui è uscito per fare la spesa, anche se l’aveva già fatta un paio di giorni prima, ha trovato la scusa per uscire dicendo che mancava una cosa che non aveva trovato al supermercato. Allora, io sono uscita pure anche perché dovevo andare in farmacia. Poi, le restrizioni non c’erano più da un po’. Insomma, è successo tutto in questi pochi giorni. Ho visto che è salito in una casa e se n’è andato. Insomma, sono andata a vedere i nomi del citofono e ho capito da chi era andato… Una sua ex… Una volta rientrato gli ho chiesto spiegazioni e lui è tornato con la busta della spesa. Un’altra scusa. Ora, ho pensato di rivolgermi ad un avvocato per procedere legalmente. Ho il cuore a pezzi, ma quel disgraziato non deve passarla liscia

  3. Ad oggi, è difficilissimo fidarsi delle persone. Specialmente, se qualcuno ha già tradito la nostra fiducia. Alllora, forse, apri gli occhi e guardi le cose con occhi disillusi. Forse, pensi che l’amore non esiste o che si riduce in attimi, anni i cui tocchi la felicità e poi entra in gioco l’abitudine. Allora, mi chiedo se in questi casi sia meglio essere onesti e lasciarsi dignitosamente senza proseguire un’inutile farsa oppure mantenere in piedi il teatrino fingendo che sia tutto bellissimo.. Beh, io ho sempre preferito l’onestà nella mia vita… Magari, la gente riesce a vivere serenamente senza preoccuparsi di chi può ferire in questi giochi. soprattutto quando subentra il sentimento. L’avventura non fa testo.

  4. Perché la gente si sposa se vuole saltare da una storia all’altra? Perché creare questi vincoli che non sa mantenere? Perché giurarsi l’amore eterno se non riesce a superare nemmeno una stagione? A cosa serve? Per la società? Ma andate a convievere a fate meno disastri. Ovviamente, i separazioni e divorzi faranno felici parecchi avvocati matrimonialisti.

  5. Se una relazione non va, bisogna essere chiari. Bisogna parlare. Se io voglio frequentare altra gente, perché non ti amo più, perché mi sono preso un colpo di fulmine, perché mi sono seccato, perché voglio cambiare aria, vengo a dirtelo. Non ti faccio sentire in colpa perché qualcosa non va.. Non riverso la mia frustrazione su di te. Non ti faccio sentire sbagliato/a perché qualcosa in me è cambiato. Cioè può capitare, siamo umani. L’importante è dirselo, per potersi un giorno salutare per strada con rispetto verso la persona e quello che c’è stato. Io la pesno così

  6. Conosco una persona che ha avuto varie storie e ciascuna di queste era la conseguenza di un bel mazzo di corna. Questo è un modo di vivere. La gente può perdere il pelo ma non il vizio. Ricordatelo.

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