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Spinello: ultime sentenze

24 Maggio 2020
Spinello: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: possesso di uno spinello; offerta di sostanza stupefacente non seguita da cessione; guida della automobile sotto gli effetti dello stupefacente.

Repressione delle attività illecite

La semplice offerta di sostanza stupefacente non seguita da cessione integra il reato di cui all’art. 73 d.P.R. n. 309 del 1990 (nel caso di specie si trattava di un gruppo di ragazzi laddove l’imputato confezionava uno spinello e l’offriva agli altri).

Tribunale La Spezia, 12/10/2011, n.10023

Soggetto sottoposto alla sorveglianza

Qualunque violazione commessa da un soggetto sottoposto alla sorveglianza con obbligo o divieto di soggiorno costituisce in sostanza il delitto ex art. 9, comma 2, legge n. 1423/56 e può essere arrestato anche fuori della flagranza (nella specie, la Corte ha annullato l’ordinanza che non aveva convalidato l’arresto per un soggetto sottoposto alla sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno, sorpreso mentre si riforniva di uno “spinello” in violazione di una prescrizione relativa alla sorveglianza).

Cassazione penale sez. VI, 14/12/2011, n.830

Circolazione stradale e uso di sostanze stupefacenti

L’art. 128 del d. lgs. n. 285 del 1992, in quanto norma dettata a tutela della sicurezza stradale, è applicabile in presenza di ogni situazione suscettibile di determinare una inidoneità alla guida, tuttavia, quando il dubbio sul possesso dei requisiti di idoneità derivi dall’uso di sostanze stupefacenti, non è sufficiente il riscontro di un mero uso delle stesse ad integrare il parametro di legalità formale, occorrendo a tal fine ulteriori elementi che facciano sospettare la sussistenza di un permanente stato di alterazione tale da appannare i riflessi o le altre qualità fisiche indispensabili per la guida, poiché a voler diversamente opinare, il provvedimento di revisione verrebbe a perdere la sua natura cautelare trasformandosi in una vera e propria sanzione amministrativa che andrebbe a sovrapporsi a quella già prevista dall’art. 75, c. 1, del d.P.R. n. 309 del 1975 (nella fattispecie, il Collegio, prendendo le mosse da un precedente giurisprudenziale che aveva interessato il T.A.R. Lombardia, rilevando come, in quel caso, il ricorrente era stato sorpreso mentre preparava uno spinello di hashish all’interno della propria autovettura e rilevando che tale circostanza non era stata ritenuta idonea di per sé a costituire presupposto per l’applicazione della misura di revisione della patente di guida, poiché non risultava dimostrato che il soggetto fosse in procinto di mettersi alla guida della automobile sotto gli effetti dello stupefacente né risultava con certezza uno stato di alterazione che potesse far sospettare il venir meno in capo allo stesso dei riflessi o di altre qualità necessarie per la corretta conduzione dell’autoveicolo, giudicava parimenti inapplicabile al caso di specie portato alla sua attenzione la norma di cui in parola. Il ricorrente era, infatti, stato controllato e trovato in possesso di sostanze stupefacenti al di fuori della propria autovettura, mentre era intento a passeggiare sul lungomare. La stessa condizione di “assiduo consumatore” che i Carabinieri affermavano essere stata riconosciuta al momento del controllo dallo stesso ricorrente non trovava, peraltro, conferma negli atti dagli stessi redatti dai militari e prodotti regolarmente in giudizio. Da qui, l’annullamento del provvedimento gravato).

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 17/11/2015, n.293

Assoluta carenza istruttoria sulla idoneità psico- fisica

Un unico episodio di detenzione di una sostanza stupefacenti (cd. spinello) non è sufficiente a giustificare, in assenza di altri elementi di fatto e di giudizio, un provvedimento di revisione di patente di guida, cioè l’adozione di un atto in cui si mette in discussione l’idoneità psico-fisica dell’interessato ai fini della conduzione di mezzi di trasporto, pur potendo avere rilevanza a diversi fini, penali o amministrativi.

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 05/06/2015, n.473

Festa da ballo e confezionamento di uno spinello

La condotta dell’imputato che, durante una festa da ballo, confeziona uno spinello con la quantità di droga che aveva in tasca e lo cede a due persone sconosciute non integra il reato di cui all’articolo 73 d.p.r. n. 309 del 1990.

Cassazione penale sez. VI, 07/10/2014, n.52104

Vittima della violenza sessuale fuma uno spinello

Ai fini della configurabilità dell’aggravante di cui all’art. 609-ter, comma 1, n. 2, c.p., l’uso delle sostanze alcoliche o stupefacenti deve dipendere da un’attività di somministrazione la quale sia stata effettuata o agevolata dall’agente e risulti funzionalmente diretta alla realizzazione degli atti sessuali (esclusa l’aggravante de quo, atteso che la vittima aveva fumato volontariamente uno spinello).

Cassazione penale sez. III, 19/03/2020, n.10596

Reato di propaganda pubblicitaria di sostanze stupefacenti

Non costituisce il reato di propaganda pubblicitaria di sostanze stupefacenti l’aver diffuso numerosi fac-simile di biglietti di un’azienda tramviaria, sui quali veniva reclamizzato lo “spinello” di hashish (nella specie, sui biglietti erano state stampate le scritte “Ce l’hai un filtro?”, “Vale uno spino”).

Tribunale Milano, 13/03/1978

Cessione di una dose di cinque euro di hashish sotto forma di spinello

In tema di sostanze stupefacenti, ai fini della concedibilità o del diniego della circostanza attenuante del fatto di lieve entità (art. 73 comma 5 d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309), non è condivisibile l’interpretazione giurisprudenziale secondo la quale il giudice è tenuto a valutare complessivamente e isolatamente tutti gli elementi indicati dalla norma, dovendo, conseguentemente, escludere la concedibilità dell’attenuante quando anche uno solo di questi elementi del giudizio sia di segno negativo impedendo così di qualificare il fatto come di “lieve entità”.

(Nel caso di specie il giudice ha ritenuto che la cessione di una dose di cinque euro di hashish sotto forma di spinello integrasse un fatto di portata offensiva oggettivamente lieve, per la qualità e quantità della sostanza).

Tribunale Monza sez. uff. indagini prel., 12/11/2007


7 Commenti

  1. Cosa mi succede se il professore mi scopre mentre fumo uno spinello? Ovviamente, ho sempre cercato di evitarlo…A volte, con i miei compagni di classe, ci mettevamo a fumare nei bagni della scuola oppure negli angoli dei cortili al riparo da occhi indiscreti. Inoltre, mi chiedo… portare droga a scuola è legale?

    1. Ebbene, senza dubbio egli deve darne avviso al dirigente scolastico affinché venga adottata la misura disciplinare più idonea al caso: a seconda di ciò che prevede il regolamento d’istituto, la sanzione può andare dalla sospensione dalle lezioni con obbligo di frequenza all’espulsione, passando per l’obbligo (se i genitori acconsentono) di effettuare lavori di utilità per la scuola (ad esempio, pulizia nelle ore pomeridiane, ecc.). Nel caso in cui il docente dovesse assistere allo spaccio di stupefacenti avvenuto a scuola o nelle pertinenze, allora sarebbe tenuto non solo a segnalare il fatto al dirigente, ma anche ad allertare le autorità: secondo la legge, infatti, ogni pubblico ufficiale (e tale è il docente in servizio) è tenuto a denunciare alle autorità competenti i reati a cui assiste in ragione del proprio servizio; se non lo fa, incorrerebbe egli stesso in reato e, in particolare, in quello di omessa denuncia. La denuncia alle forze dell’ordine comporterebbe il sequestro (e la conseguente confisca) della droga rinvenuta, nonché l’inizio di un procedimento penale in piena regola: ricorda, infatti, che anche i minorenni sono imputabili penalmente, a meno che non siano minori di quattordici anni. In questa circostanza, il giudice potrebbe comunque decidere di comminare una misura di sicurezza al minorenne, come ad esempio la libertà vigilata.

    2. L’istituto scolastico può senz’altro prevedere, all’interno del proprio regolamento, norme particolari che vietino e sanzionino le sostanze stupefacenti a scuola, ma sicuramente non può introdurre dei reati che la legge non prevede. Ciò per dirti che fumare marijuana a scuola non è reato, in quanto valgono le norme generali per cui chi fa uso di droga solamente per sé non commette alcun reato. Dunque, lo spinello a scuola può comportare delle conseguenze negative sul piano disciplinare (ad esempio, la sospensione) oppure amministrativo, ma non su quello penale. Diverso è invece il caso dell’alunno che venga colto nell’atto di cedere della droga: in tale circostanza ricorrerebbero gli estremi del reato di spaccio di droga. Ricapitolando, la classica condotta dello studente che si apparta in un angolo del cortile scolastico oppure nei bagni per fumare una canna non costituisce reato. Al contrario, è un crimine cedere la droga ad altre persone, per esempio ai compagni di classe.

  2. Se vengo sorpreso a fumare sostanze come hashish o marijuana il professore può denunciarmi? I professori sono obbligati alla denuncia o può passarci di sopra?

    1. Nel caso in cui il professore dovesse scoprire uno studente che fa uso di droghe (fuma uno spinello, ecc.) ha il dovere di comunicare il fatto al dirigente; se poi la condotta dell’alunno non si è limitata al consumo personale, ma si è tramutata in spaccio, allora occorre fare denuncia alle autorità. Oltre alle conseguenze disciplinari nel caso di studente che fuma uno spinello, è possibile incorrere in altre sanzioni? La risposta è affermativa: la detenzione di sostanze stupefacenti, pur non costituendo sempre reato, è invece sempre un illecito amministrativo. Questo significa che il ragazzo sorpreso a fumare sostanze come hashish o marijuana (o peggio ancora) può comunque essere segnalato alle forze dell’ordine le quali provvederanno al sequestro della droga e a comunicare quanto avvenuto alla prefettura territorialmente competente. Sarà poi il prefetto a irrogare la sanzione amministrativa più opportuna, quale ad esempio la sospensione della patente di guida o l’obbligo di intraprendere un percorso rieducativo. Quindi, un professore che assiste a una cessione di droga che avviene a scuola è tenuto a darne comunicazione non soltanto al dirigente scolastico ma anche alle forze dell’ordine: in qualità di pubblico ufficiale, infatti, ogni docente è obbligato a denunciare i reati a cui assiste mentre è in servizio.

  3. Io so che la legge ammette l’uso di droga per il solo consumo personale o, al massimo, di gruppo. MIca ci mettiamo a spacciare. La fumiamo fra di noi con altri amici….Qualcuno può sanzionarmi a scuola?

    1. La legge italiana punisce penalmente lo spaccio di droga ma non il suo consumo. In pratica, avviene questa situazione un po’ paradossale: cedere la droga, anche gratuitamente, è illegale, mentre non lo è acquistarla o riceverla. Dunque, chi porta la droga a scuola non commette reato; non compie alcun illecito penale nemmeno se la consuma per sé. I problemi sorgono nel momento in cui la droga portata a scuola viene diffusa tra gli studenti: in questo caso, scatta il reato di cessione (o spaccio) di sostanza stupefacente, punito molto severamente dalla legge, perfino con la reclusione fino a vent’anni e la multa fino a 260mila, nei casi gravi.

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