Diritto e Fisco | Articoli

Nonnismo: cos’è e come difendersi

17 Agosto 2020 | Autore:
Nonnismo: cos’è e come difendersi

Atti, prassi, violenze, comportamenti di integrazione forzata: tutto quello che c’è da sapere sulle pratiche militari. Breve disamina della disciplina legislativa.

Per molti ragazzi la vita militare ha un particolare fascino e fare carriera in tale mondo, magari dopo aver frequentato l’Accademia, rappresenta la meta da raggiungere. Indossare una divisa corrisponde a difendere la Patria, a servire la Nazione, ad assumere delle responsabilità con il proprio popolo,  a mettersi a disposizione di chi versa in condizioni di difficoltà.

Tuttavia, per alcune persone (per fortuna sempre meno), l’uniforme ha un significato diverso: è simbolo di potere, di predominio, di dominazione. In questi casi, l’autorità viene abusata; è cioè esercitata a danno degli altri, siano essi semplici cittadini o commilitoni.

Negli anni passati, si è sentito parlare molto spesso di scherzi al limite dell’umiliazione, di punizioni disumane, di correzioni lesive della dignità della persona. Si è discusso, in altri termini, di nonnismo: ma cos’è e come difendersi?

Ci occupiamo di questo argomento nell’articolo che segue e affrontiamo la questione alla luce delle disposizioni introdotte in materia nel corso degli anni.

Nonnismo nella vita militare: che cos’è?

Il termine nonnismo deriva dal sostantivo “nonno” e sta ad indicare la pratica dei militari “anziani” volta all’educazione e all’inserimento nella vita di caserma delle nuove leve. Ben lontana dall’avere un fine nobile, tale condotta si presenta però ai limiti dell’illegalità. Essa si compone, infatti, di comportamenti, molto spesso contrari alla legge, finalizzati a sminuire la personalità delle reclute. Insulti, violenze fisiche e verbali, isolamento, emarginazione, incursioni nel cuore della notte sono soltanto alcuni esempi di quello che le povere vittime sono costrette a subire.

Il nonnismo ha trovato massima diffusione ai tempi del servizio militare obbligatorio. In quel periodo, infatti, la leva non era frutto della libera scelta dell’individuo, ma era imposta ai ragazzi di sesso maschile. Tutti coloro che raggiungevano il diciottesimo anno di età erano costretti a servire la Patria e le caserme erano piene di soggetti con diversa personalità (dalla più fragile alla più dominante) e di differente estrazione sociale. Tale pratica, molto in voga in quegli anni, era poco conosciuta: veniva pacificamente accettata all’interno delle caserme e ben nascosta all’opinione pubblica.

Il problema è iniziato ad emergere quando si è posta l’attenzione sul numero di suicidi che, ogni anno, si registravano nella realtà militare (in alcuni alloggi con maggiore frequenza rispetto ad altri). E’ così iniziata una graduale presa di consapevolezza del fenomeno che ha spinto il legislatore a intervenire in materia e le autorità militari ad istituire un “Osservatorio permanente sul nonnismo” nell’aprile 1998 con il fine di analizzare la portata degli eventi, comprenderne le cause e individuare le possibili soluzioni.

La situazione è poi gradatamente migliorata (anche se non del tutto eliminata) a seguito dell’introduzione della ferma volontaria (breve o definitiva) in sostituzione del servizio militare obbligatorio: la data di svolta è quella del giugno 2004.

Il nonnismo negli altri contesti sociali: in che cosa consiste?

Pur essendosi sviluppato prevalentemente nel contesto militare, il nonnismo è presente, anche se in misura minore, in altri luoghi di aggregazione sociale: esempi eclatanti sono le scuole e i centri sportivi per ragazzi.

In tali circostanze, il fenomeno si presenta come un’ipotesi speciale di bullismo: quando, infatti, il bullo è un soggetto più grande di età ed esercita la propria supremazia in forza di questa anzianità si può fare un parallelismo con quanto accade nelle caserme.

In queste ipotesi, a prescindere dalle definizioni terminologiche, nella maggior parte dei casi, trattandosi di ragazzi minorenni, si applicano tutte le norme relative al bullismo (o al cyberbullismo se l’aggressione viene effettuata con modalità telematica), finalizzate al contrasto delle aggressioni psicologiche, fisiche, verbali e, talvolta, sessuali protratte nel tempo.

Sul punto, occorre fare una precisazione importante: se per il cyberbullismo esiste una legge del 2017 che si occupa di tale fenomeno nella sua interezza, per il bullismo occorre fare riferimento alle disposizioni contenute nel codice penale e relative alle singole condotte di reato poste in essere. La ragione di questa differenza sta nel fatto che le condotte realizzate per via virtuale sono più subdole, difficili da perseguire e da svelare, nonché idonee a provocare traumi psicologici permanenti.

Come difendersi dal nonnismo?

La tutela giuridica dagli atti di nonnismo deve essere rintracciata facendo riferimento al sistema penale ordinario e all’ordinamento militare.

A causa della scarsa considerazione attribuita per lungo tempo al fenomeno, gli episodi di nonnismo non sono disciplinati da una normativa organica, ma vengono puniti sulla base delle singole disposizioni del codice penale (quando non è possibile individuare un rapporto gerarchico tra vittima e carnefice, ipotesi in cui si applica il codice militare): lesioni personali, violenza, minaccia,tortura, diffamazione e così via.

Nel corso degli anni, quindi, diverse forze governative e parlamentari sono intervenute per introdurre alcune proposte di legge in grado affrontare la materia in maniera complessiva. Tuttavia, nessuna di tali iniziative ha visto ancora oggi la luce e l’adozione definitiva.

È questo il motivo dell’utilizzo prevalente delle disposizioni contenute nel codice penale militare e della competenza dei tribunali militari per il giudizio quando gli atti vengono compiuti da soggetti di grado diverso.

Le disposizioni più utilizzate sono quelle relative all’abuso di autorità e si sviluppano in diverse condotte come:

  • la violenza contro un inferiore;
  • la minaccia o l’ingiuria a un inferiore;
  • la provocazione.

In tutte queste eventualità, la soluzione migliore per essere tutelati è sporgere querela presso gli organi competenti: vertici militari (se non direttamente coinvolti negli atteggiamenti di abuso), procura militare o, in alternativa, forze dell’ordine civili.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube