Coronavirus: verso lo stop Imu per 2 mesi

14 Aprile 2020
Coronavirus: verso lo stop Imu per 2 mesi

Il nuovo decreto economico in arrivo potrebbe sospendere il pagamento dell’imposta sugli immobili per aprile e maggio. In arrivo anche il Reddito di emergenza.

Nel nuovo decreto economico contro l’emergenza Coronavirus che il Governo sta mettendo a punto in questi giorni e dovrebbe essere varato entro aprile, dovrebbe trovare spazio anche lo stop all’Imu per aprile e maggio; forse, potrebbe slittare anche la data prevista per il versamento dell’acconto in scadenza il 16 giugno.

Stando alle anticipazioni che ci fornisce la nostra agenzia stampa Adnkronos, il decreto in arrivo contiene – oltre alla sospensione della plastic tax e della sugar tax che sembrano confermate nello slittamento dell’entrata in vigore a gennaio 2021 – anche un apposito “Pacchetto Enti locali” in cui c’è l’ipotesi di sospendere il pagamento dell’Imu, l’imposta municipale sugli immobili per due mesi. Sarebbe automaticamente sospesa per lo stesso periodo anche la Tasi, che è già stata assorbita nell’Imu (ma la somma delle aliquote è rimasta sostanzialmente invariata) per effetto della Legge di Bilancio 2020.

Inoltre, nel decreto dovrebbe trovare spazio il nuovo Reddito di emergenza – che era rimasto fuori dalla prima tornata di sussidi erogati con il decreto Liquidità, che si è concentrato sui prestiti alle imprese e sulle misure di sostegno alimentare. Mentre l’importo mensile dovrebbe attestarsi tra i 400 ed i 500 euro, ancora non è chiaro se tra i beneficiari saranno compresi solo gli esclusi dalle misure di marzo – come colf e badanti e altre categorie di lavoratori saltuari, per arrivare o meno alla platea dei lavoratori in nero: un esercito che si stima composto da circa 3,7 milioni di persone, prive di tutela e rimaste a secco per le restrizioni alla mobilità ed alle chiusure imposte dai decreti emergenziali.

Inoltre, si prevede un innalzamento dell’indennità per i lavoratori autonomi ad 800 euro per il mese di aprile, dunque 200 euro in più rispetto ai 600 assegnati per il mese di marzo dal decreto Cura Italia.

Queste corpose misure richiederanno però l’approvazione del Parlamento ad un secondo scostamento del deficit pubblico, visto che con i precedenti decreti il Governo ha usato tutto il margine concesso e disponibile.  In termini di deficit-Pil, con una manovra da ulteriori 30 miliardi il rapporto del 3,6% del dl Cura Italia salirebbe al 5,4% circa, mentre se il Governo decidesse di aumentare lo stanziamento fino a 60 miliardi si arriverebbe ad un rapporto di oltre il 7%.  Ma la possibilità di ricorrere ai circa 11 miliardi di Fondi europei del budget 2014-2020 non ancora spesi potrebbe ridurre l’ammontare del deficit.



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