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Glutine: ultime sentenze

18 Maggio 2020
Glutine: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: alimenti destinati a sostituire quelli tradizionalmente caratterizzati dalla presenza di cereali fonte di glutine; Linee guida per consentire la gestione elettronica dell’erogazione di prodotti senza glutine; erogazione dei prodotti destinati ai celiaci; intolleranza cutanea al glutine per semplice contatto.

L’erogazione dei prodotti senza glutine

Appare prima facie immune da censure l’art. 2 d.m. 10 agosto 2018 (“Limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine di cui all’art. 4 commi 1 e 2 l. 4 luglio 2005, n. 123, recante: “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia”), con il quale il Ministero della salute ha limitato l’erogabilità a carico del S.s.n. ai soli alimenti destinati a sostituire quelli tradizionalmente caratterizzati dalla presenza di cereali fonte di glutine, escludendo dall’iscrizione al Registro nazionale istituito ai sensi dell’art. 7 d.m. 8 giugno 2001 alimenti quali “hamburger (panino farcito), cotolette, nuggets di pollo, arancine e supplì”.

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. III, 19/02/2019, n.1153

L’esposizione cutanea al glutine

La decisione dell’AGCM adottata in esito ad un procedimento volto alla valutazione della scorrettezza di un messaggio pubblicitario va esente da critiche laddove l’Autorità operi una congrua e logica decodifica del messaggio esaminato, tenendo conto delle affermazioni in esso contenute, del contesto complessivo e degli accertamenti istruttori eseguiti durante il procedimento, e attribuisca rilevanza primaria al bene giuridico della salute e alla sua tutela (nella specie, l’AGCM ha ritenuto non scorretta l’indicazione “senza glutine” riferita ad una tipologia di prodotto non alimentare dopo aver accertato che l’esposizione cutanea al glutine, pur non presentando un rischio di attivazione della celiachia, può causare ai consumatori atopici una dermatite allergica).

T.A.R. Roma, (Lazio) sez. I, 20/07/2015, n.9866

Glutine e fenomeni di allergia da contatto

La circostanza che il glutine possa causare fenomeni di allergia da contatto in alcuni soggetti con cute deteriorata consente di concludere che l’indicazione “senza glutine”, qualora corrispondente a verità e riportata in modo neutrale senza alcun riferimento o indicazione d’uso che possa correlarne l’impiego ad una categoria specifica di soggetti, mettendo in evidenza che tra gli ingredienti di un cosmetico non figura il glutine, non è ingannevole e può, anzi, costituire un’informazione rilevante per orientare le scelte dei consumatori allergici o intolleranti per via topica alle proteine del grano e che non necessariamente coincidono con i soggetti affetti da celiachia la cui intolleranza al glutine è attivata attraverso l’ingestione della sostanza.

Garante concorr. e mercato, 15/10/2014, n.25149

Prodotti dietetici senza glutine

La disciplina delle “modalità di erogazione” dei prodotti dietetici senza glutine rientra nella competenza legislativa ed amministrativa della Provincia Autonoma di Bolzano in materia di “igiene e sanità” di cui all’art. 9, comma 1, n. 10), dello Statuto, la quale, alla luce dell’art. 10 della legge costituzionale n. 3/2001, incontra i soli limiti disposti dai principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato (fattispecie inerente delibera di Giunta provinciale recante Linee guida per consentire la gestione elettronica dell’erogazione di prodotti senza glutine, non incidente né sul principio della gratuità dell’erogazione dei prodotti destinati ai celiaci, né sui limiti massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti, la cui disciplina rientra certamente nella competenza esclusiva dello Stato, ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. m), Cost., in quanto attinenti ai livelli essenziali di assistenza da garantire su tutto il territorio nazionale; né è apparso pertinente alla fattispecie il richiamo “alla produzione e commercio dei prodotti dietetici”, materia in ordine alla quale il legislatore costituzionale, con l’art. 3 del d.P.R. n. 474/1975, ha stabilito la riserva di competenza degli organi statali, considerato che la Giunta provinciale non è intervenuta né per disciplinare la “produzione” dei prodotti, né il loro “commercio”, ma per implementare un sistema per la gestione gratuita dei prodotti senza glutine).

T.A.R. Bolzano, (Trentino-Alto Adige) sez. I, 11/03/2014, n.70

Glutine e claim ingannevole

È ingannevole il claim “il make up che rispetta le pelli più sensibili” utilizzato nella pubblicità di una linea di cosmetici in un contesto che faccia leva su parametri suscettibili di verifica, quali l’assenza di conservanti, profumi, glutine e metalli, in assenza di documentazione scientifica idonea a dimostrare in concreto, anche attraverso un confronto con i prodotti della concorrenza, che i prodotti in questione abbiano effettivamente un ridotto potenziale allergizzante.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 18/01/2013, n.119

Messaggio pubblicitario ingannevole

Non si pone in contrasto con l’art. 2 c.a.p. e non è, pertanto, ingannevole, il messaggio pubblicitario di una crema antirughe che utilizzi il claim “senza glutine”; pur riconoscendosi, infatti, la circostanza che una crema cosmetica contenente glutine potrebbe generare reazioni nei soggetti celiaci solamente per via indiretta, ossia tramite ingestione involontaria, tale dicitura costituisce una precisazione tecnica tale sì da invogliare il consumatore che sa di essere intollerante alla sostanza, ma non certo da ingannarlo per indurlo all’acquisto.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 01/07/2008, n.52

Assenza di glutine in un cosmetico: claim pubblicitario 

Atteso che esiste almeno una parte della comunità scientifica che sostiene l’esistenza di forme di intolleranza cutanea al glutine per semplice contatto, il Giurì deve tenere conto dell’interesse della parte di consumatori affetta da tale intolleranza a sapere quali cosmetici contengono il glutine e quali no; pertanto, allo stato dell’arte, non può essere considerato contrario al CAP un claim pubblicitario per il solo fatto che enfatizza l’assenza di glutine in un cosmetico, a condizione che tale elemento sia effettivamente assente e che il claim sia esattamente corrispondente alla non palesemente infondata congettura scientifica che lo accredita.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 05/11/2013, n.82

Pubblicità di alimenti funzionali naturalmente privi di glutine

È legittimo, nella pubblicità di alimenti funzionali naturalmente privi di glutine, l’utilizzo di riferimenti al soddisfacimento di “funzionalità specifiche” per il mantenimento del “benessere” degli individui “intolleranti al glutine”, senza che ciò possa indurre i consumatori affetti da celiachia a confondere gli stessi con i prodotti dietetici privi di glutine, disciplinati dal d.lg. n. 111/1992; con la circolare del 2 ottobre 2003, infatti, il Ministero della salute ha esplicitamente distinto gli alimenti di uso corrente confezionati con materie prime prive di glutine dai prodotti dietetici “senza glutine”, esprimendosi a favore dell’utilizzo dell’espressione “non contiene fonti di glutine” nella presentazione dei primi, purché non presentino tracce di glutine superiori a 20 ppm.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 03/02/2006, n.170

L’indicazione della quota di alimenti senza glutine

Il d.m. 8 giugno 2001, che reca l’indicazione della quota di alimenti senza glutine che può soddisfare il fabbisogno calorico dei celiaci e fissa altresì i corrispettivi tetti di spesa mensili a carico del S.s.n., non viola gli art. 1, 2 e 5, d.lg. 29 aprile 1998 n. 124, atteso che questi ultimi disciplinano la diversa materia riguardante il regime di partecipazione dell’assistito al costo delle prestazioni sanitarie erogate dal S.s.n.

T.A.R., (Lazio) sez. III, 27/05/2002, n.4680

Aggiunta di glutine alle farine di grano tenero

Il ministro della sanità può, previa consultazione con il Consiglio Superiore di sanità, consentire, mediante l’adozione di apposito regolamento la produzione ed il commercio di sostanze alimentari che abbiano subito sia aggiunte che sottrazioni, (nella fattispecie riguardava il caso di aggiunta di glutine alle farine di grano tenero destinate alla panificazione e alla fabbricazione di prodotti da forno). Inoltre può prescrivere anche le indicazioni che debbono essere riportate sul prodotto finito, alla luce dell’art. 7 l. 30 aprile 1962 n. 283 e dell’art. 10 l. 4 luglio 1967 n. 580.

Consiglio di Stato ad. gen., 24/02/1994, n.2014

Diciture ingannevoli apposte sulla confezione di un prodotto

Sono ingannevoli le diciture apposte sulla confezione di un prodotto che lo definiscono “senza glutine” in quanto “preparato con materie prime rigorosamente prive di glutine all’origine”, quando dall’analisi tecnica del prodotto medesimo risulti che nello stesso è presente una minima quantità di tale proteina (24 parti per milione), essendo emerso all’esito dell’istruttoria che la quantità riscontrata supera il limite massimo considerato non dannoso (20 parti per milione) sia dalla letteratura scientifica che dallo stesso Ministero della salute.

Garante concorr. e mercato, 18/12/2003, n.12737

La collocazione delle varietà di grano tra quelle ammesse al beneficio contributivo

Il parametro principale per la collocazione delle varietà di grano tra quelle ammesse al beneficio contributivo previsto dal d.m. risorse agricole alimentari e forestali 5 agosto 1994 è costituito dal valore del glutine del seme, il quale deve altresì essere coniugato con altri elementi utili a giustificare la scelta, tra i quali il peso, il contenuto proteico, le ceneri, l’indice di glutine e l’indice di giallo, a cui si aggiunge ulteriormente il giudizio basato su considerazioni di ordine produttivo e sui relativi processi industriali provenienti dai rappresentanti delle imprese molitorie.

T.A.R., (Lazio) sez. II, 21/05/1997, n.976


11 Commenti

  1. Ad oggi, la qualità dei grani è sicuramente peggiorata, le colture intensive sono sempre più trattate chimicamente e la quota di glutine nei prodotti finali è aumentata…Il frumento di oggi non è più quello di una volta. Ho sentito che ricorrere ai prodotti privi glutine, senza un reale bisogno, comporta più rischi che benefici. Perché?

    1. Per ottenere analoghi della pasta e del pane privi della sostanza responsabile della malattia celiaca, i prodotti confezionati come tali sono stati sottoposti a manipolazioni tecnologiche attraverso cui, al posto della proteina che conferisce normalmente elasticità e consistenza ad un alimento, si devono -inevitabilmente- aggiungere additivi, grassi saturi, soprattutto di tipo trans, sale e zuccheri.
      Questi ultimi sono spesso essenziali affinché il prodotto finale risulti più gradevole al palato. Tuttavia, ciò rende i cibi senza glutine sicuramente di qualità inferiore rispetto a quelli che lo contengono, aumentandone notevolmente la quota calorica e l’indice glicemico.
      Pur essendo leggermente migliorata la composizione nutrizionale di questi prodotti negli anni, nel rispetto della salute delle persone che ne devono ricorrere, quello che può accaderti se scegli prodotti senza glutine è:
      incorrere in un indesiderato aumento di peso;
      ritrovarti con livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue più elevati;
      rischiare carenze in micronutrienti, tra cui vitamina A e vitamine del gruppo B, nonché di alcuni minerali come magnesio, zinco e selenio di cui sono ricchi gli strati più esterni dei chicchi di grano, ma anche il riso integrale, la quinoa e l’amaranto naturalmente privi di glutine. L’effetto ottenuto è, quindi, completamente opposto a quello che si sperava quando si è scelto di iniziare un percorso del genere.
      Non meno importante è il fattore economic.

  2. Quando sono andata a fare la spesa, ho notato che nell’etichettatura di alcuni alimenti c’è scritto “senza glutine” o “a contenuto di glutine molto basso”. Ma cosa prevede la legge sull’etochettatura dei prodotti? Devono tutti specificare queste informazioni?

    1. Prima di acquistare un prodotto bisogna sempre leggere con attenzione l’etichetta e/o chiedere maggiori informazioni al personale addetto alla vendita. Se vuoi saperne di più sull’argomento, leggi questo articolo Alimenti senza glutine: cosa dice la normativa https://www.laleggepertutti.it/258819_alimenti-senza-glutine-cosa-dice-la-normativa In questo articolo potrai avere maggiori informazioni sulla normativa a riguardo e sulla scelta dei prodotti tra gli scaffali del supermercato.

  3. C’è una detrazione fiscale per l’acquisto degli alimenti a fini medici? Mia figlia ha da poco scoperto di essere intollerante e visto che un kg di pasta gluten free può costare dai due ai quattro euro, volevo capire se ci sono delle agevolazioni. Grazie mille

    1. Il Decreto Legislativo fiscale prevede che, tra gli oneri detraibili, vengano incluse “le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del registro nazionale, con l’esclusione di quelli destinati ai lattanti e ai celiaci”.Pertanto, se in un primo momento si pensava che tale riduzione sulle spese sanitarie fosse estesa anche all’acquisto di prodotti senza glutine, l’AIC ha confermato che, invece, ne sono tutt’ora esclusi. Questi ultimi sono rinvenibili, infatti, nella sezione A2 del registro nazionale, e, al momento sono erogabili (solo per un totale di spesa) grazie ad un bonus emesso dal SSN il cui valore varia da paziente a paziente a seconda dell’età, del sesso e della fascia di reddito.

  4. Io sostituisco la pasta e il pane che acquistavo abitualmente con quelli preparati con farine provenienti da cereali naturalmente privi di glutine o di grani antichi. Così cambio la mia alimentazione quotidiana, e, allo stesso tempo, ho un apporto bilanciato e completo di tutti i nutrienti di cui ho bisogno.

  5. Una mia amica è intollerante e non per questo muore di fame, ani mangia spesso e tanto. Consuma validi sostituti del frumento, così riesce ad avere tutti i nutrienti di cui una persona ha bisogno senza incorrere in regimi alimentari squilibrati. Inoltre, nella sua dieta senza glutine, per necessità, mi ha detto che mangia molti alimenti naturalmente privi di glutine come frutta, verdura, ortaggi, legumi, pesce e carne freschi, uova, latte, formaggi tradizionali e yogurt naturale.

  6. Ma cosa può mangiare chi è celiaco? A cosa ha diritto? Ho appena scoperto di essere celiaco. Avevo alcuni sintomi che nojn riuscivo a spiegarmi, alla fine ho sempre mangiato le stesse cose, non ho fatto stravolgimenti nella mia dieta. Intanto, ora devo cercare di evitare alcuni alimenti mi hanno detto ma vorrei capire cosa mi dice la legge sui diritti che ho…

    1. La dieta senza glutine, tuttavia, non si compone solo di prodotti realizzati appositamente. In Italia consumiamo quasi esclusivamente frumento (pasta, pane, focacce, pizze, dolciumi, preparati con farine raffinate e degerminate) e riso brillato. Non siamo abituati a vertere su cereali come miglio, teff ed amaranto o su pseudo-cereali come grano saraceno, quinoa e riso selvatico, come invece è diffuso in Africa, Asia e Sud America.L’elenco completo di tutti gli alimenti adatti ai celiaci è disponibile anche sul sito della Fondazione Veronesi. L’alimentazione di una persona celiaca, quindi, può essere assolutamente bilanciata, completa e piuttosto ricca, al punto da non richiedere l’assunzione di nessun tipo di integratore. Per chi è sano, invece, è errato convincersi che il glutine possa essere responsabile dell’aumento di peso, di disturbi gastrointestinali vari o del peggioramento di stati infiammatori preesistenti; basterebbe puntare, piuttosto, sulla sostituzione dei cereali raffinati con quelli appena nominati, oppure optare per varietà di grano “antico”.

    2. Ai sensi del decreto ministeriale del 2016 è stato riconosciuto ai celiaci (compresi i soggetti affetti dalla variante della dermatite erpetiforme), il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti che presentano la dizione “senza glutine, specificatamente formulati per celiaci” o “senza glutine, specificatamente formulati per persone intolleranti al glutine”. Puoi trovare tutte le informazioni nel seguente articolo Alimenti senza glutine: cosa dice la normativa https://www.laleggepertutti.it/258819_alimenti-senza-glutine-cosa-dice-la-normativa

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