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Contratto d’opera intellettuale: ultime sentenze

18 Maggio 2020
Contratto d’opera intellettuale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: contratto d’opera intellettuale; risoluzione per inadempimento; risarcimento dei danni; diritto al corrispettivo della prestazione eseguita; responsabilità del professionista per inesatto adempimento della prestazione; compenso per contratto d’opera intellettuale ed onere della prova incombente sul professionista.

Contratto d’opera intellettuale

In tema di contratto d’opera intellettuale, qualora il committente non abbia chiesto la risoluzione per inadempimento, ma solo il risarcimento dei danni, il professionista mantiene il diritto al corrispettivo della prestazione eseguita in quanto la domanda risarcitoria non presuppone lo scioglimento del contratto e le ragioni del committente trovano in essa adeguata tutela.

Conseguentemente, sia invocato il solo risarcimento del danno per responsabilità professionale e non già la risoluzione del contratto, la domanda di risarcimento deve ritenersi autonoma e distinta da quella principale inerente le competenze del professionista.

Corte appello Napoli sez. III, 22/01/2020, n.265

L’iscrizione in albi ed elenchi

Nella categoria generale delle professioni intellettuali, solo quelle determinate dalla legge (art. 2229, comma 1, c.c.) sono tipizzate ed assoggettate all’iscrizione in albi ed elenchi; mentre, all’infuori di queste, vi sono non solo professioni intellettuali caratterizzate per il loro specifico contenuto, ma anche prestazioni di contenuto professionale o intellettuale non specificamente caratterizzate, che ben possono essere oggetto di rapporto di lavoro autonomo.

Ne consegue che prestazioni di contenuto professionale o attività intellettuali possono essere svolte anche da una società di capitali, sicchè il relativo rapporto va inquadrato nell’ambito del contratto d’opera intellettuale, anziché di appalto di servizi. (La S.C. ha enunciato il principio con riferimento ad una fattispecie in cui l’attività di tenuta della contabilità e di redazione delle dichiarazioni fiscali era stata affidata ad una s.r.l.).

Cassazione civile sez. II, 18/10/2018, n.26264

Inesatto adempimento della prestazione

La responsabilità del professionista sanitario per inesatto adempimento della prestazione va inquadrata nell’ambito della responsabilità contrattuale ed in particolare in quella tipica, appunto, del professionista con la conseguenza che trovano applicazione il regime proprio di questo tipo di responsabilità quanto alla ripartizione dell’onere della prova e i principi delle obbligazioni da contratto d’opera intellettuale professionale relativamente alla diligenza e al grado della colpa, ai sensi degli artt. 1176, comma II, e 2236 c.c..

Tribunale Terni, 25/07/2017, n.619

Prestazioni professionali o intellettuali 

Nella categoria generale delle professioni intellettuali, solo quelle determinate dalla legge (art. 2229, comma 1, c.c.) sono tipizzate ed assoggettate all’iscrizione in albi ed elenchi; mentre, all’infuori di queste, vi sono non solo professioni intellettuali caratterizzate per il loro specifico contenuto, ma anche prestazioni di contenuto professionale o intellettuale non specificamente caratterizzate, che ben possono essere oggetto di rapporto di lavoro autonomo.

Ne consegue che prestazioni di contenuto professionale o attività intellettuali possono essere svolte anche da una società di capitali, sicchè il relativo rapporto va inquadrato nell’ambito del contratto d’opera intellettuale, anzichè di appalto di servizi.

Tribunale Arezzo, 18/12/2018, n.1166

Il danno da omissione del professionista

In materia di contratto d’opera intellettuale, il danno derivante da eventuali omissioni da parte del professionista deve ritenersi sussistente solo qualora, sulla scorta di criteri probabilistici, si accerti che, senza quell’omissione, il risultato sarebbe stato conseguito, non rilevando, di per sé, il fatto che risulti provato l’inadempimento del professionista medesimo per negligente svolgimento della prestazione.

A tal uopo, nel caso in cui si tratti di un avvocato, il giudice di merito deve compiere una valutazione volta a verificare se la pretesa azionata a suo tempo, senza la negligenza del legale, sarebbe stata, in termini probabilistici, ritenuta fondata e se il risultato sarebbe stato diverso e più favorevole all’assistito.

Corte appello Palermo sez. I, 08/06/2016, n.1121

La stipulazione del contratto d’opera intellettuale

L’avvocato è soggetto ad un obbligo informativo nei confronti del cliente ed esso investe anche i costi dell’incarico e, di conseguenza, anche la sua complessità. Tale informativa si colloca nella fase anteriore alla stipulazione del contratto d’opera intellettuale, vale a dire durante le trattative, e la violazione da parte del professionista del corrispondente dovere, secondo la ricostruzione dottrinaria tradizionale, determinerebbe a suo carico una responsabilità di tipo precontrattuale, con conseguente obbligo di risarcire i danni commisurati all’interesse negativo.

Tribunale Verona sez. III, 17/07/2019

Compenso per contratto d’opera intellettuale

In tema di contratto d’opera intellettuale, il professionista che agisce per ottenere il soddisfacimento di crediti inerenti ad attività asseritamente prestata a favore del cliente ha l’onere di provare sia l'”an” del credito vantato, sia l’entità delle prestazioni eseguite, al fine di consentire la determinazione quantitativa del suo compenso, cosicché la parcella predisposta dal medesimo è priva di rilevanza probatoria nell’ordinario giudizio di cognizione.

Tribunale Forli’, 05/03/2019, n.193

La prescrizione presuntiva dei crediti dei professionisti

La prescrizione presuntiva dei crediti dei professionisti, sancita dall’art. 2956, n. 2, cod. civ., si fonda sulla natura del contratto d’opera intellettuale, nel quale l’adempimento del cliente suole avvenire senza dilazione e senza quietanza scritta. Pertanto, essa non è opponibile alla società che abbia eseguito una prestazione professionale prima della legge 7 agosto 1997, n. 266, quando le società potevano ricevere incarichi professionali (estranei alle attività “protette”) solo con strumenti diversi dal contratto d’opera intellettuale, caratterizzato da personalità della prestazione.

Cassazione civile sez. un., 25/06/2015, n.13144

Difetto di prova sull’esistenza e l’entità delle prestazioni eseguite

In tema di contratto d’opera intellettuale, il professionista che agisce per ottenere il soddisfacimento di crediti inerenti all’attività asseritamente prestata a favore del cliente ha l’onere di provare sia l’an del credito vantato, sia l’entità delle prestazioni eseguite al fine di consentire la determinazione quantitativa del suo compenso, cosicché la parcella predisposta dal medesimo è priva di rilevanza probatoria nell’ordinario giudizio di cognizione.

Cassazione civile sez. II, 21/02/2019, n.5138

La domanda di risoluzione del contratto con il professionista 

Nel contratto d’opera intellettuale, qualora li committente non abbia chiesto la risoluzione per inadempimento, ma solo il risarcimento dei danni, il professionista mantiene il diritto al corrispettivo della prestazione eseguita, in quanto la domanda risarcitoria non presuppone lo scioglimento del contratto e le ragioni del committente trovano in essa adeguata tutela.

Cassazione civile sez. III, 10/07/2018, n.18086

Contratto d’opera intellettuale: l’eccezione di inadempimento

In materia di contratto d’opera intellettuale, il rimedio contrattuale della eccezione di inadempimento è legittimamente esperibile dal professionista nel caso in cui il cliente non abbia assolto l’obbligo di anticipare le spese occorrenti per il compimento dell’opera ex art. 2234 c.c., purchè la sospensione della prestazione avvenga secondo buona fede, cioè non sia attuata in modo tale da determinare al cliente un pregiudizio irreparabile, dovendo a tal fine aversi riguardo alla tempestività della contestazione dell’inadempimento dal professionista al cliente, idonea a consentire a quest’ultimo di assumere le iniziative opportune per salvaguardare l’interesse o la utilità perseguita con l’attuazione del contratto.

(Nella specie, relativa ad un contratto avente ad oggetto l’assistenza legale in un procedimento di separazione consensuale dei coniugi comprensiva anche della trascrizione nei RR.II. del verbale omologato contenente la disposizione del trasferimento ad uno dei coniugi di una quota proprietaria dell’immobile adibito a casa familiare, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto obbligato il professionista a dare corso alla trascrizione del verbale di separazione omologato anticipando le relative spese, senza verificare in concreto la legittimità dell’eccezione di inadempimento, sollevata dal professionista deducendo l’omessa anticipazione delle spese da parte del cliente e la tempestiva contestazione di tale inadempimento, con rappresentazione delle conseguenze derivanti dalla sospensione dell’attività professionale).

Cassazione civile sez. III, 15/11/2017, n.26973


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