L’esperto | Articoli

Risoluzione del contratto di comodato: ultime sentenze

14 Maggio 2020
Risoluzione del contratto di comodato: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: risoluzione del contratto di comodato; illegittima occupazione dell’immobile successivamente alla scadenza del rapporto di comodato; accertamento della risoluzione del contratto di comodato; giudizio volto ad ottenere il rilascio dell’immobile.

La morte del comodatario

A norma dell’art. 1811 c.c., la morte del comodatario determina la risoluzione del contratto di comodato e l’attribuzione ai suoi eredi del diritto di pretendere la restituzione della cosa, in quanto non è configurabile la successione di terzi, ancorché eredi delle parti originarie. In un rapporto caratterizzato dall’elemento della fiducia.

Cassazione civile sez. III, 24/09/1979, n.4920

Comodato precario di immobile

Il comodato precario di immobile dà luogo alla detenzione dell’immobile e non al possesso ad usucapionem in favore del comodatario con la conseguenza che se quest’ultimo si oppone alla richiesta di risoluzione del contratto di comodato sostenendo di aver usucapito il bene deve provare l’intervenuta interversione del possesso e non solo il mero potere di fatto sull’immobile.

Detta interversione non può aver luogo mediante semplice atto di volizione interna ma deve estrinsecarsi in attività materiali in opposizione al proprietario concedente vale a dire in una manifestazione esteriore dalla quale sia consentito desumere che il detentore abbia cessato di esercitare il potere di fatto sulla cosa in nome altrui ed abbia iniziato ad esercitarlo esclusivamente in nome proprio con correlata sostituzione all’animus detinendi dell’animus rem sibi habendi.

Tribunale Piacenza, 19/06/2019, n.384

La competenza del conciliatore

La domanda di risoluzione del contratto di comodato di un bene immobile, è sottratta alla competenza del conciliatore, al quale sono attribuite dall’art. 7 c.p.c., come novellato dalla l. 30 luglio 1984 n. 399, solo le controversie relative a beni mobili di valore non superiore a lire 1.000.000, quando dalla legge non sono riservate alla competenza di altro giudice, e le cause relative alle modalità di uso di servizi condominiali, restando di conseguenza escluse le controversie relative – ancorché in via incidentale – a rapporti giuridici o di fatto aventi ad oggetto beni immobili.

Cassazione civile sez. III, 13/02/1992, n.1733

L’azione personale di restituzione 

L’azione personale di restituzione è finalizzata a ottenere l’adempimento della obbligazione di ritrasferire una res che è stata in precedenza volontariamente trasmessa dall’attore al convenuto, in forza di negozi quali la locazione, il comodato, il deposito, che non presuppongono necessariamente nel tradens la qualità di proprietario.

Deriva da quanto precede, pertanto, che è irrilevante (nella specie: ai fini della risoluzione del comodato) la questione della permanenza o meno della proprietà dell’immobile da parte dell’originario attore, stante la situazione di accertata permanente disponibilità del bene da parte del medesimo.

Cassazione civile sez. III, 05/04/2016, n.6543

Domanda di risoluzione del comodato

L’indennità dovuta per l’illegittima occupazione dell’immobile successivamente alla scadenza del rapporto di comodato (essendo stato definitivamente accertato come legittimo il recesso della parte comodante), in ordine alla quale l’odierna appellante eccepisce la prescrizione, costituisce un diritto di credito necessariamente ed esclusivamente dipendente dall’accertamento della risoluzione del contratto di comodato la quale domanda giudiziale ha efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi degli artt. 2943 e 2945 c.c., con riguardo a tutti i diritti che si ricolleghino con stretto nesso di causalità a quel rapporto senza necessità che il loro titolare proponga nello stesso (o in altro) giudizio una specifica domanda diretta a farli valere.

Corte appello Napoli sez. VI, 29/11/2017, n.4741

Obblighi e responsabilità del comodatario

Anche quando venga pronunciata la risoluzione del contratto di comodato, avente ad oggetto un bene comune dato in godimento ad uno dei proprietari, per inadempimento del comodatario (e a maggior ragione, quando di tale rapporto si debba semplicemente dichiarare la cessazione per la scadenza del termine), questi, avendo comunque diritto al godimento dello stesso in proporzione della sua quota “uti condominus”, non può essere condannato al rilascio del bene medesimo all’altro comproprietario, restando piuttosto ai comunisti di disciplinare l’ordinaria amministrazione della cosa comune senza privare alcuno dei contitolari del bene delle sue facoltà di godimento e così eventualmente di ricorrere, in caso di persistente disaccordo, all’autorità giudiziaria, ai sensi dell’art. 1105 c.c. comma ultimo, per la nomina di un amministratore.

Tribunale Salerno sez. I, 22/02/2008

Il giudizio di risoluzione del comodato 

In merito alla presunta interruzione del possesso, eccepita dalle appellanti, va chiarito che l’efficacia interruttiva è certamente esclusa, essendo stata la domanda giudiziale presentata da soggetto che non era proprietario del bene e sprovvisto di titolo; il giudizio volto ad ottenere il rilascio dell’immobile, dichiarato poi estinto per inattività, era stato, infatti, promosso senza prova della proprietà e della presunta qualifica di comodante.

Tra l’altro la mera notifica di una risoluzione di comodato non ha alcuna efficacia interruttiva dei termini di usucapione non trattandosi di azione di rivendicazione e potendosi esercitare il possesso anche in aperto e dichiarato contrasto con la volontà del titolare del diritto reale.

Corte appello Reggio Calabria, 01/08/2017, n.476

Risoluzione di comodato di un immobile: controversia

È devoluta alla competenza per materia del tribunale ordinario, e non della sezione specializzata agraria, la controversia avente ad oggetto la risoluzione del contratto di comodato di un immobile, a nulla rilevando che il comodante sia soggettivamente titolare di un rapporto di affitto agrario e che l’immobile in comodato sia incluso in un complesso di beni con destinazione agricola.

Cassazione civile sez. VI, 12/06/2013, n.14782

Opposizione all’esecuzione proposta dal terzo detentore

È inammissibile l’opposizione all’esecuzione proposta dal terzo detentore per contestare il diritto a procedere all’esecuzione forzata per rilascio in base alla sentenza di risoluzione del comodato, contro la quale l’unico rimedio esperibile è l’opposizione di terzo ordinaria.

Cassazione civile sez. III, 20/11/2018, n.29850

Comodato precario di bene immobile e usucapione

Il comodato precario di un bene immobile costituisce detenzione, non quindi possesso “ad usucapionem”, tanto in favore del comodatario quanto dei familiari con lo stesso conviventi, con la conseguenza che il comodatario che si oppone alla richiesta di risoluzione del comodato sostenendo di aver usucapito il bene non può limitarsi a provare il potere di fatto sull’immobile, ma deve dimostrare l’avvenuta interversione del possesso, cioè il compimento di attività materiali in opposizione al proprietario concedente.

(Nella fattispecie, la S.C. ha confermato la decisione della corte territoriale che aveva negato l’avvenuto perfezionamento dell’usucapione in un caso nel quale una comodataria era subentrata “ex lege” al marito nel precedente rapporto di mezzadria e aveva detenuto il fondo assieme ai familiari conviventi con il tacito consenso dei proprietari, senza mai compiere atti in contrasto con il diritto di questi ultimi).

Cassazione civile sez. VI, 17/05/2018, n.12080

Richiesta di risoluzione del comodato: opposizione del comodatario

Il comodato precario di un bene immobile costituisce detenzione, non quindi possesso “ad usucapionem”, tanto in favore del comodatario quanto dei familiari con lo stesso conviventi, con la conseguenza che il comodatario che si oppone alla richiesta di risoluzione del comodato sostenendo di aver usucapito il bene non può limitarsi a provare il potere di fatto sull’immobile, ma deve dimostrare l’avvenuta interversione del possesso, cioè il compimento di attività materiali in opposizione al proprietario concedente.

Tribunale Savona, 13/01/2019

Comodato a tempo indeterminato: sopravvive alla morte del comodante?

Nel contratto di comodato a tempo indeterminato, la morte del comodante, non costituisce di per sé causa estintiva del diritto, e determina – come anche nel caso della morte del comodatario – la risoluzione del comodato, ma sono gli eredi del comodante che possono agire per la risoluzione e pretendere la restituzione della cosa e che subentrano nel diritto che aveva il comodante di ottenere la restituzione del bene “ad nutum”.

Tribunale Pisa, 27/05/2016, n.721

Domanda di risoluzione del comodato: eccezione di usucapione dell’immobile

Il comodato di un alloggio ad uso abitativo costituisce detenzione, non quindi possesso ad usucapionem, in favore tanto del comodatario, quanto dei familiari con lo stesso conviventi, con la conseguenza che il comodatario che si opponga alla richiesta di risoluzione del comodato sostenendo di avere usucapito il bene, deve provare l’intervenuta interversione del possesso e non solo il mero potere di fatto sull’immobile.

Cassazione civile sez. III, 11/05/2010, n.11374



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube