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Risoluzione contratto per eccessiva onerosità: ultime sentenze

14 Maggio 2020
Risoluzione contratto per eccessiva onerosità: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta; richiesta di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta del contratto con prestazioni corrispettive; squilibrio tra le prestazioni non previsto al momento della conclusione del contratto.

Lo squilibrio tra le prestazioni 

L’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione determina, ai sensi dell’art. 1467 c.c., la risoluzione del contratto laddove vi sia, da un lato, lo squilibrio tra le prestazioni non previsto al momento della conclusione del contratto, e dall’altro la riconducibilità dell’eccessiva onerosità ad eventi straordinari ed imprevedibili, non rientrabili nella normale alea contrattuale. Il carattere della straordinarietà è valutato in modo oggettivo, dovendosi qualificare in base alla frequenza dell’evento, alle dimensioni ed all’intensità, mentre il carattere dell’imprevedibilità ha natura soggettiva facendo riferimento alla fenomenologia della conoscenza.

Tribunale Roma sez. II, 13/04/2017, n.7407

Risoluzione del contratto per eccessiva onerosità

La transazione ad esecuzione differita è suscettibile di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, in base al principio generale emergente dall’art. 1467 c.c., in quanto l’irresolubilità della transazione novativa stabilita in via eccezionale dall’art. 1976 c.c. è limitata alla risoluzione per inadempimento, e l’irrescindibilità della transazione per causa di lesione, sancita dall’art. 1970 c.c., esaurisce la sua “ratio” sul piano del sinallagma genetico.

Cassazione civile sez. II, 20/02/2020, n.4451

Tutela del patrimonio individuale del contraente 

In merito all’impugnazione per nullità del lodo ai sensi dell’art. 829, III comma, c.p.c., per contrarietà all’ordine pubblico, ritiene il Collegio che la norma di cui all’art. 2744 c.c., che sancisce il divieto di patto commissorio, non contenga un principio di ordine pubblico. La ratio sottesa al divieto di patto commissorio di cui all’art. 2744 c.c. è analoga a quella che impronta l’art. 1448 c.c. (rescissione del contratto per lesione), nonché l’art. 1467 c.c. (risoluzione del contratto per eccessiva onerosità sopravvenuta).

In tale ipotesi il legislatore ha previsto forme di tutela del patrimonio individuale del contraente economicamente più debole. A parere di questo Collegio, non è ravvisabile un interesse generale e collettivo, tutelato dalle norme in questione, che trascenda la tutela dei diritti patrimoniali nell’ambito dell’autonomia privata.

Corte appello Palermo sez. I, 17/04/2018, n.805

Alterazione delle condizioni dello scambio negoziale

La domanda di risoluzione di un contratto con prestazioni corrispettive per eccessiva onerosità sopravvenuta deve essere corredata dalla rigorosa prova del fatto la cui sopravvenienza abbia determinato una sostanziale alterazione delle condizioni dello scambio negoziale originariamente convenuto tra le parti e della riconducibilità di tale alterazione a circostanze assolutamente imprevedibili.

Tribunale Milano Sez. spec. Impresa, 03/07/2014, n.8878

Eventi straordinari ed imprevedibili

L’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione, per potere determinare, ai sensi dell’art. 1467 c.c., la risoluzione del contratto richiede la sussistenza di due necessari requisiti: da un lato, un intervenuto squilibrio tra le prestazioni, non previsto al momento della conclusione del contratto; dall’altro, la riconducibilità dell’eccessiva onerosità sopravvenuta ad eventi straordinari ed imprevedibili, che non rientrano nell’ambito della normale alea contrattuale.

Il carattere della straordinarietà è di natura oggettiva, qualificando un evento in base all’apprezzamento di elementi, quali la frequenza, le dimensioni, l’intensità, suscettibili di misurazione (e, quindi, tali da consentire, attraverso analisi quantitative, classificazioni quanto meno di carattere statistico), mentre il carattere dell’imprevedibilità ha fondamento soggettivo, facendo riferimento alla fenomenologia della conoscenza. L’accertamento del giudice di merito circa la sussistenza dei caratteri evidenziati è insindacabile in sede di legittimità se sorretto da motivazione adeguata ed immune da vizi.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 13/05/2010, n.1865

Oscillazione di valore delle prestazioni: le fluttuazioni del mercato

L’alea normale di un contratto, che, a norma del comma 2 dell’art. 1467 c.c., non legittima la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, comprende anche le oscillazioni di valore delle prestazioni originate dalle regolari e normali fluttuazioni del mercato, qualora il contratto sia espresso in valuta estera: in tale ipotesi, infatti, le parti, nell’esercizio della loro autonomia negoziale, hanno assunto un rischio futuro, estraneo al tipo contrattuale prescelto, così rendendo il contratto di mutuo aleatorio in senso giuridico e non solo economico, quanto al profilo della convenienza del medesimo.

Cassazione civile sez. I, 21/04/2011, n.9263

Tempo intercorso tra la conclusione del preliminare e la sua esecuzione

Ai fini della risoluzione del preliminare di vendita di un bene immobile per eccessiva onerosità sopravvenuta nello spazio di tempo intercorso tra la conclusione del preliminare e la sua esecuzione, non costituiscono avvenimenti straordinari e imprevedibili, l’aumento progressivo di valore dell’immobile e la progressiva svalutazione della moneta, trattandosi di eventi che rientrano nella comune alea contrattuale.

Tribunale Bari sez. III, 26/03/2012, n.1069

La richiesta di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta 

La richiesta di risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta del contratto con prestazioni corrispettive (articolo 1467 c.c.) costituisce, anche quando proviene dalla parte convenuta per l’esecuzione del contratto, una vera e propria domanda, e non una eccezione, essendo diretta al conseguimento di una pronuncia che va oltre il semplice rigetto della domanda principale, né – tantomeno – una mera difesa.

Cassazione civile sez. II, 07/11/2017, n.26363

L’impossibilità di chiedere la risoluzione per eccessiva onerosità 

Il potere discrezionale del Comune di pianificazione del territorio, per la destinazione di alcune strutture a determinate attività, rientra nell’interesse pubblico di cui è portatore. Ne consegue l’impossibilità per la Curatela fallimentare, intervenuta a seguito del fallimento dell’impresa contraente, di chiedere la risoluzione per eccessiva onerosità della prestazione giacché l’eccessiva onerosità è da ricondurre, da un lato, alla non corretta gestione dell’impresa e dall’altro all’assenza di eventi straordinari e imprevedibili.

Consiglio di Stato sez. IV, 17/05/2010, n.3129

Sopravvenuta sproporzione tra il valore originario della prestazione ed il valore successivo

L’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione nei contratti a titolo gratuito consiste nella sopravvenuta sproporzione tra il valore originario della prestazione ed il valore successivo, mentre nei contratti onerosi (nel caso, permuta) consiste nella sopravvenuta sproporzione tra i valori delle prestazioni, sicché l’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione, in presenza di squilibrio tra le prestazioni dovuto ad eventi straordinari ed imprevedibili, non rientranti nell’ambito della normale alea contrattuale, ai sensi dell’art. 1467 c.c. determina la risoluzione del contratto.

(Nell’affermare il suindicato principio la S.C. ha escluso la configurabilità dell’eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione, quale conseguenza del venir meno della presupposizione, ritenendo non ricorrere nel caso nemmeno un’ipotesi di eccessiva onerosità sopravvenuta della prestazione legittimante la risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 1467 c.c., atteso il difetto dei necessari requisiti della straordinarietà e dell’imprevedibilità dell’evento).

Cassazione civile sez. III, 25/05/2007, n.12235



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