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Covid-19: restituzione caparra per viaggio annullato

18 Aprile 2020
Covid-19: restituzione caparra per viaggio annullato

Mi rivolgo per un parere inerente ad un Viaggio organizzato che doveva tenersi i primi di maggio e per il quale avevamo anticipato € 800,00. Il viaggio,  per emergenza COVID-19,  non potrà svolgersi, pertanto siamo stati avvisati che il tour operator ha avanzato la proposta di posticipare il viaggio all’anno prossimo. Io ed i miei familiari non siamo d’accordo; infatti, non essendo pensionati, non possiamo fare programmi a lungo termine. A tal fine avrei necessità di conoscere se è un nostro diritto pretendere la restituzione della caparra di € 200,00 cadauno, ed in caso affermativo, le modalità ed i tempi per poterla ottenere.

La risposta alla Sua domanda risiede nell’art.28 del Decreto Legge 2 marzo 2020 n. 9, che disciplina i casi di rimborso relativi ai pacchetti turistici.

Secondo la normativa, Voi potrete esercitare il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguirsi nei periodi di durata dell’emergenza epidemiologica   da   COVID-19, oggi individuate fino al 3 maggio su tutto il territorio nazionale.

Tuttavia, in  caso  di   recesso, è riconosciuto all’organizzatore il diritto di offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, o al rimborso, o ancora la possibilità di emettere un  voucher da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari  al rimborso spettante.

Pertanto, è l’organizzatore a poter scegliere tra pacchetto sostitutivo, rimborso in denaro o voucher.

Diverso è il caso in cui a recedere sia l’organizzatore. Qui, interverrebbe l’art. 41 del Codice del Turismo, secondo cui al viaggiatore spetta il diritto al rimborso in denaro.

Ora, è palese che in questo caso, a prescindere dalla volontà delle parti, Lei non ha la possibilità di muoversi, per via di un provvedimento dell’autorità governativa; ma la legge mette sul piatto della bilancia anche gli interessi economici dell’altra parte, incolpevole – quanto Voi – della situazione emergenziale.

Alla luce di ciò, Lei non potrà obbligare l’organizzatore a optare per il rimborso, potendo quest’ultimo scegliere di rilasciare un voucher.

Credo, però, che la soluzione prospettata da questi di imporre la data della villeggiatura non sia percorribile, perché vincolerebbe troppo la Vostra scelta, così procurando una limitazione troppo svantaggiosa per il viaggiatore.

Il mio consiglio è quello di interloquire pacificamente con questi, rappresentando il Vostro interesse ad avere restituite le somme, visto che:

  • non sappiamo quando finirà questa emergenza,
  • il vostro lavoro non Vi permette di stabilire con così largo anticipo le date per la vacanza.

Nel caso in cui non ci dovesse essere apertura da questo punto di vista, punterei sul rilascio di un voucher, in modo tale da avere la possibilità di decidere liberamente quando usufruire dello stesso nell’arco dell’anno solare, e senza essere limitati al periodo prescelto quest’anno; così come previsto dalla legge sopra richiamata.

Se, ancora, l’organizzatore non dovesse collaborare, allora sareste costretti a ricorrere ad un legale, per tutelare i Vostri diritti.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Salvatore Cirilla



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