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Coronavirus: approvate le regole per la fase 2

15 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: approvate le regole per la fase 2

L’Asl avrà i numeri di telefono delle persone a rischio. Termoscanner e misure di protezione nei luoghi di lavoro. Le norme richieste dall’Oms.

Le Aziende sanitarie locali avranno i numeri di telefono di chiunque sia stato a contatto con una persona risultata positiva al coronavirus. Alle questure il compito di fornire questi dati alle Asl, allo scopo di tracciare in modo più efficace i soggetti a rischio nella cosiddetta fase 2 dell’emergenza, quella, cioè, che dovrebbe iniziare il 4 maggio (a meno di sgradite sorprese arrivate dai numeri dell’epidemia) e che già fa tremare chi teme una ripresa dei contagi.

La possibilità per le Asl di avere i cellulari dei cittadini a rischio è contenuta nell’accordo in vigore da qualche giorno e a cui si riferisce l’ordinanza firmata dal capo della Protezione civile, Angelo Gabrielli, con il beneplacito del capo della Polizia Franco Gabrielli. In pratica, se c’è bisogno di rintracciare chiunque sia entrato in contatto con una persona positiva è possibile fornire le loro utenze telefoniche fisse o mobili. In questo modo, sarà più facile mettersi in contatto con chi non sa di avere incontrato un paziente positivo al Covid-19 e, quindi, può essere stato contagiato ed essere diventato, a sua insaputa, veicolo di contagio. E sarà possibile anche evitare nuovi focolai.

Previsto anche l’utilizzo di termoscanner per la misurazione della febbre in tutti i posti di lavoro, insieme a dispositivi di prevenzione e di protezione personale come mascherine, guanti ed erogatori di disinfettante. Si pensa, infine, ad allargare all’intero territorio nazionale i test sierologici effettuati in alcune regioni, a partire dal Veneto, per individuare chi ha già avuto il coronavirus senza sintomi o con sintomi talmente lievi da averlo confuso con un raffreddore o con una banale influenza.

Intanto, anche l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dettato le sue regole per poter avviare la fase 2 dell’emergenza. In particolare, l’Oms chiede ad ogni Paese di valutare i rischi seguendo questi criteri:

  • controllo della trasmissione del contagio;
  • dotare al sistema sanitario degli strumenti idonei a rilevare, testare, isolare e trattare ogni caso ed a rintracciare ogni contatto;
  • ridurre al minimo i rischi nelle case di cura ed in qualsiasi struttura sanitaria;
  • introdurre delle misure di prevenzione nei luoghi di lavoro, nelle scuole e negli altri luoghi frequentati dai cittadini per necessità;
  • gestire i rischi di importazione dei contagi;
  • formare i cittadini ad evitare l’ulteriore propagazione del virus.


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