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Come funziona il giudizio immediato

11 Luglio 2020 | Autore:
Come funziona il giudizio immediato

Guida completa al giudizio immediato: caratteristiche, presupposti e particolarità del rito speciale che consente di evitare l’udienza preliminare.

Il procedimento penale è un lungo percorso al termine del quale si stabilisce se la persona imputata è colpevole o meno riguardo a un fatto costituente reato. Questo “viaggio” all’interno della giustizia penale italiana, però, non è identico per tutti. Mi spiego meglio. Se è vero che la legge è uguale per tutti e che essa non fa distinzioni, è altrettanto vero che le norme giuridiche, senza creare inutili discriminazioni, devono adeguarsi al caso concreto. Dunque, se gli inquirenti hanno raccolto sufficienti prove a carico dell’indagato, è inutile allungare i tempi sostenendo alcuni passaggi procedurali intermedi come, nello specifico, l’udienza preliminare. È proprio qui che entra in gioco il giudizio immediato.

Come ti spiegherò nel corso di questo articolo, il giudizio immediato è una delle procedure speciali previste dalla legge; la sua peculiarità, come suggerisce la denominazione, deriva dalla maggiore velocità con cui si può andare al dibattimento senza passare per la celebrazione dell’udienza preliminare. Ovviamente, al fine di non abusare di tale strumento, sulla possibilità di procedere o meno con il giudizio immediato decide sempre un giudice, il quale deve valutare l’opportunità della misura. Se l’argomento ti interessa e hai dieci minuti di tempo, ti suggerisco di proseguire nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona il giudizio immediato.

Giudizio immediato: cos’è?

Il giudizio immediato è un rito speciale previsto dal codice di procedura penale. Perché speciale? Perché, a differenza del rito ordinario, il giudizio immediato contempla delle particolarità che lo rendono applicabile solamente al ricorrere di determinate condizioni.

Fin da subito possiamo dire che, a differenza di altri riti speciali, come ad esempio il giudizio abbreviato e il patteggiamento, il giudizio immediato non ha una natura premiale: ciò significa che, in caso di condanna, all’imputato non spetterà nessuno sconto di pena.

Giudizio immediato: chi può chiederlo?

Il giudizio immediato può essere chiesto al giudice tanto dalla Procura della Repubblica quanto dall’imputato; quest’ultima ipotesi, tuttavia, è rarissima, in quanto presuppone che l’imputato voglia saltare l’udienza preliminare per giungere direttamente al dibattimento.

Pertanto, il giudizio immediato è praticamente sempre richiesto dalla pubblica accusa, cioè dal magistrato del pubblico ministero che segue le indagini.

Giudizio immediato: cosa succede?

Qual è la peculiarità del giudizio immediato? Devi sapere che, se il giudice concede il giudizio immediato, non verrà celebrata l’udienza preliminare e, dunque, l’imputato verrà rinviato direttamente a giudizio senza passare per il “filtro” di tale udienza.

Dunque, il giudizio immediato si sostanzia essenzialmente in un rinvio a giudizio immediato della persona accusata di aver commesso un crimine.

Il fatto che la peculiarità del giudizio immediato sia quella di rendere superflua la celebrazione dell’udienza preliminare è indicativo di un ulteriore particolare aspetto di tale rito: il giudizio immediato può essere chiesto solamente in presenza di reati per i quali l’udienza preliminare sia appunto prevista.

Di conseguenza, per tutti i crimini per i quali non è contemplata per legge l’udienza preliminare (si tratta ad esempio di quelli per i quali la legge dispone la citazione diretta a giudizio innanzi al tribunale in composizione monocratica [1]) non sarà possibile alcuna richiesta di giudizio immediato.

Giudizio immediato: quando si può chiedere?

Quando si può chiedere il giudizio immediato? Esistono delle condizioni precise da rispettare affinché sia possibile chiedere al giudice di emettere il decreto con cui dispone il giudizio immediato.

Il principale requisito affinché il pubblico ministero possa chiedere il giudizio immediato è l’evidente prova di colpevolezza dell’indagato. In altre parole, se l’autorità inquirente ritiene che le prove raccolte a carico dell’indagato siano talmente importanti da rendere superflua la celebrazione dell’udienza preliminare, avanza apposita richiesta al giudice, il quale, se è d’accordo con la pubblica accusa, dispone immediatamente il rinvio a giudizio dell’imputato.

Presupposti del giudizio immediato

L’evidenza probatoria non è l’unico requisito affinché si possa procedere con il giudizio immediato. Secondo la legge, per poter chiedere il giudizio immediato occorre soddisfare altre condizioni.

Per la precisione, se l’indagato è libero, nel senso che non è ristretto in carcere, oltre all’evidenza probatoria occorre che gli sia stata offerta la possibilità di rendere interrogatorio sui fatti per cui è indagato [2].

Non occorre che l’interrogatorio si sia realmente svolto: è sufficiente che gli sia stata data la possibilità di presentarsi davanti alle autorità per rendere dichiarazioni a propria difesa.

Occorre poi rispettare un limite temporale: il magistrato del pubblico ministero può chiedere al giudice di emettere il decreto con cui dispone il giudizio immediato entro novanta giorni dall’iscrizione della notizia di reato nell’apposito registro [3].

Possiamo dunque affermare che il magistrato del pubblico ministero può chiedere il giudizio immediato solamente se:

  • le prove raccolte rendano evidente la responsabilità penale dell’indagato;
  • sia stata data la possibilità all’indagato di rendere interrogatorio;
  • non siano decorsi più di novanta giorni dal momento in cui le indagini hanno preso formalmente avvio, cioè dal giorno in cui il nome dell’indagato è stato iscritto nel registro delle notizie di reato che si trova presso la Procura della Repubblica.

Presupposti giudizio immediato per persona detenuta

Se, invece, l’indagato è ristretto per via di una misura cautelare (arresti domiciliari o custodia cautelare in carcere), allora le condizioni per poter richiedere il giudizio immediato sono leggermente diverse:

  • è sempre necessaria l’evidenzia probatoria;
  • deve essere trascorso il termine entro cui l’indagato possa chiedere il riesame della misura cautelare inflittagli;
  • non siano decorsi più di 180 giorni dall’inizio dell’esecuzione della misura cautelare.

La decisione del giudice sulla richiesta di immediato

Sulla richiesta di giudizio immediato decide il giudice, il quale deve innanzitutto verificare che le condizioni esposte nei paragrafi precedenti siano rispettate.

Al fine di valutare il sussistere del requisito dell’evidenzia probatoria, il magistrato del pubblico ministero trasmette al giudice il fascicolo delle indagini contenente la notizia di reato, la documentazione relativa alle investigazioni espletate e i verbali degli atti compiuti davanti al giudice per le indagini preliminari. Il corpo del reato e le cose pertinenti al reato sono allegati al fascicolo, qualora non debbano essere custoditi altrove.

Se l’autorità giudiziaria ritiene che sussistano le condizioni per procedere con il giudizio immediato e, dunque, per evitare la celebrazione dell’udienza preliminare, allora emette un decreto con cui rinvia a giudizio l’imputato.

Giudizio immediato: quando può chiederlo l’imputato?

Abbiamo detto che la possibilità di chiedere il giudizio immediato è concessa anche alla persona imputata. In questo caso, l’imputato ha un vero e proprio diritto a ottenere il giudizio immediato, nel senso che non occorre rispettare alcuna condizione (se non quella temporale di cui ti dirò di qui a un istante): davanti a tale richiesta, il giudice non può che accettare senza poter discutere.

Per la precisione, l’imputato può rinunciare all’udienza preliminare e richiedere il giudizio immediato con dichiarazione presentata in cancelleria, personalmente o a mezzo di procuratore speciale, almeno tre giorni prima della data dell’udienza [4].

Dunque, nel momento in cui all’imputato arriva il decreto con cui si dispone la fissazione dell’udienza preliminare, egli, almeno tre giorni prima della data d’udienza, può far pervenire alla cancelleria del giudice istanza con cui chiede di accedere direttamente al giudizio immediato senza dover passare per la celebrazione dell’udienza preliminare.

Davanti a tale richiesta, il giudice non può sottrarsi: egli deve necessariamente disporre il giudizio immediato, senza dover verificare il ricorrere dei presupposti visti in precedenza per l’istanza avanzata dal magistrato del pubblico ministero.

Come anticipato nei primi paragrafi, la richiesta di giudizio immediato avanzata dall’imputato è piuttosto rara; il motivo è semplice: con l’istanza in oggetto, l’imputato rinuncia a un’udienza (quella preliminare) il cui esito potrebbe essergli favorevole.

In altre parole, l’imputato che rinuncia all’udienza preliminare per andare direttamente al dibattimento perde la possibilità di potersi difendere davanti al gup. Ma allora perché la legge consente all’imputato di poter chiedere il giudizio immediato? Te lo dico subito.

Per quanto anomala, la strategia difensiva di voler andare subito a processo potrebbe essere giustificata dalla volontà di presentarsi in dibattimento senza il parere negativo del gup. In altre parole, chi sceglie di rinunciare all’udienza preliminare lo fa per non affrontare il dibattimento con il “peso” di un rinvio a giudizio disposto da un giudice (quello dell’udienza preliminare) che, evidentemente, ritiene responsabile l’imputato.

Giudizio immediato: come funziona?

Come anticipato, il giudizio immediato ha come unica peculiarità quella di evitare la celebrazione dell’udienza preliminare.

Dunque, il processo che si svolgerà a seguito della concessione del giudizio immediato sarà del tutto ordinario, nel senso che seguirà le normali regole dibattimentali.

Non trattandosi di un rito premiale, nessun beneficio particolare è previsto per l’imputato, a meno che quest’ultimo, entro il termine massimo di quindici giorni dalla notifica del decreto di giudizio immediato, non chieda di poter accedere al rito abbreviato oppure al patteggiamento [5]: in casi del genere, il giudice, verificata la sussistenza dei requisiti di legge previsti per queste procedure speciali, è tenuto a concedere quanto richiesto dall’imputato.


note

[1] Art. 550 cod. proc. pen.

[2] Art. 453 cod. proc. pen.

[3] Art. 454 cod. proc. pen.

[4] Art. 419 cod. proc. pen.

[5] Art. 458 cod. proc. pen.

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