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Coronavirus: spunta l’idea del buono vacanza

15 Aprile 2020
Coronavirus: spunta l’idea del buono vacanza

Un sostegno economico per turisti e operatori: nei programmi del Governo c’è un incentivo a prenotare le vacanze nelle località turistiche italiane.

Mentre l’estate 2020 è sempre più a rischio a causa della pandemia Coronavirus e la presidente della Commissione Ue è arrivata a suggerire di non prenotare le vacanze, è ormai certo che il turismo è uno dei settori più colpiti dalla crisi. Il settore – che in Italia vale il 13% del Pil e dà lavoro a 4 milioni e 200mila persone – è quasi completamente fermo e ancora non si sa quando potrà riprendere le attività: probabilmente sarà uno degli ultimi dell’elenco delle riaperture previste per la fase 2, anche se il Governo vuole scommettere sulle vacanze.

Così tra gli operatori del settore è nata l’idea del buono vacanza, una soluzione per incentivare gli indecisi a prenotare i propri soggiorni in alberghi, agriturismi e altre strutture di soggiorno italiane. Alcuni tour operator hanno già iniziato a proporlo, ma si tratta di soluzioni private mentre ora il punto d’arrivo vorrebbe essere un’erogazione di risorse pubbliche per premiare i turisti ed anche gli esercenti che investono sulla valorizzazione, nonostante il periodo emergenziale.

Così l’Anpit, Associazione nazionale per le Imprese e il Turismo, chiede al Governo un bonus vacanza che consenta la deducibilità in cinque anni di tutte le spese sostenute per le vacanze godute in Italia dal 1 giugno al 31 dicembre 2020 per un ammontare complessivo pari a 5.000 euro a famiglia.

Ora la proposta acquista slancio e viene fatta propria dal sottosegretario al Turismo, Lorenza Bonaccorsi, che in un’intervista al quotidiano ‘Avvenire’ riportata dall’agenzia stampa Adnkronos annuncia che in ambito del Governo “ci stiamo lavorando” e l’iniziativa rientra in “una serie di provvedimenti che potrebbero essere messi in campo con il ‘decreto aprile‘” atteso entro la prossima settimana.

Ma l’idea, per quanto riconosciuta valida, è ancora in fase di definizione: “dobbiamo capire come attuarla – spiega il sottosegretario. È un bonus che potrà essere speso o detratto… dobbiamo capirlo. Si parla assolutamente di turismo ‘domestico’, in Italia. – aggiunge Bonaccorsi – Ci è stato chiesto da molte imprese un credito di imposta sul mancato fatturato rispetto al prossimo anno. Poi c’è il tema dei lavoratori stagionali (a cui è stata allargata la Cig), ma ora dobbiamo ragionare sulla tutela di lavoratori che non verranno mai assunti. E pensiamo a una campagna di promozione turistica, sia interna, sia destinata al turismo dall’estero per essere pronti quando si ripartirà con l’apertura delle frontiere”.

Certo, in attesa dei provvedimenti per la riapertura occorrerà ripensare l’estate e ridisegnare la stagione turistica con nuove iniziative, che in un settore così dinamico e creativo non mancano: tra i balneari serpeggia un ottimismo a metà e il sottosegretario Bonaccorsi puntualizza che “L’indicazione del distanziamento sociale andrà rispettata”, con un chiaro riferimento agli spazi necessari tra gli ombrelloni e negli altri luoghi comuni oltre le spiagge. “Perciò serve un lavoro a stretto contatto col territorio, per costruire un modello nuovo”, conclude Bonaccorsi.



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