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Coronavirus: ecco il piano per far ripartire gli USA

15 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: ecco il piano per far ripartire gli USA

Una riapertura graduale suddivisa in tre fasi. La strategia è in via di discussione da parte dei membri della task force della Casa Bianca.

Una strategia per combattere il coronavirus e riaprire gli Stati Uniti. Un team di funzionari federali, guidati dalla Fema, l’agenzia per le emergenze, ed i Cdc, i centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, hanno elaborato un documento, di cui il Washington Post ha ottenuto una copia. Uno sforzo per arrivare ad un piano nazionale per far uscire gli americani dalla quarantena e farli tornare al lavoro.

Il piano di Fema e Cdc offre linee guida ad autorità locali e statali per passare in un modo graduale dalle rigide misure di distanziamento sociale ad una riapertura sicura.

Nella versione ottenuta dal Post vi sono dettagliate istruzioni per una riapertura graduale di scuole, nidi, campi estivi, parchi, organizzazioni religiose e ristoranti.

Ora, come riporta una nota stampa dell’Adnkronos, il piano è in via di discussione da parte dei membri della task force della Casa Bianca alla quale Donald Trump ha chiesto un dettagliato piano per la riapertura che, insiste il presidente, in alcuni stati potrà avvenire il prossimo primo maggio. Dalla Casa Bianca si fa sapere che altre agenzie stanno producendo documenti di lavoro simili a quello della Fema.

Il documento ottenuto dal Post si intitola “A Framework for Re-Opening America“, una struttura per riaprire l’America”, è di 36 pagine, con una sintesi di 11 intitolata “Focus sul futuro, andare a lavorare per l’America”, che la scorsa settimana è stata oggetto di discussioni dei funzionari del Cdc e della Fema. “E’ una road map se decidono di procedere in modo graduale”, ha spiegato uno dei partecipanti.

Le fasi della riapertura

Il piano di Fema e Cdc prevede 3 fasi:

  • preparare la nazione a riaprire con una compagna di comunicazione nazionale e la valutazione della situazione in tutte le comunità entro il primo maggio;
  • l’aumento della produzione dei kit dei test, dell’equipaggiamento per la protezione personale e dei fondi di emergenza entro il 15 maggio;
  • e, infine, la terza fase quella delle riaperture, da decidere a seconda delle diverse condizioni locali. Non vengono indicate date specifiche ma si precisa “non prima del primo maggio”.

Nel documento si insiste che la priorità è riaprire le strutture che accolgono e si prendono cura dei bambini “per permettere ai lavoratori di tornare al lavoro“. Inoltre, si sottolinea che è “cruciale” mantenere le regole igieniche, cioè lavarsi le mani, e coprire bocca e naso quando ci si trova in situazioni di gruppo.

“I modelli indicano che 30 giorni di quarantena seguiti da 180 in cui si revocano tutte le restrizioni hanno come risultato una ripresa della curva dei contagi – ammoniscono i funzionari federai – un certo livello di misure di mitigazione saranno necessarie fino a quando i vaccini o una più ampia immunità di gruppo sarà raggiunta dalle comunità in ripresa”.



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