Coronavirus: i nuovi controlli della Finanza alle aziende

15 Aprile 2020 | Autore:
Coronavirus: i nuovi controlli della Finanza alle aziende

Accessi, ispezioni e verifiche per verificare i requisiti necessari per la riapertura o per l’ingresso di personale nei locali delle imprese ancora chiuse.

Una nuova circolare del ministero dell’Interno stabilisce che i Prefetti di ciascuna provincia potranno utilizzare anche la Guardia di Finanza per i controlli sulle aziende in vista della riapertura ed inoltre potranno avvalersi dell’Ispettorato nazionale del lavoro, oltre alle Asl, per verificare che siano state prese le precauzioni necessarie per garantire la sicurezza dei lavoratori.

La circolare del Viminale fornisce indicazioni in merito all’applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020 che ha disposto il protrarsi delle misure di contenimento già in vigore su tutto il territorio nazionale data dal 14 aprile e fino al 3 maggio 2020, ma ha anche autorizzato le prime riaperture di aziende e negozi e ha stabilito le regole da rispettare per gli esercizi commerciali aperti al pubblico e norme per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali.

La circolare, già inviata ai Prefetti e di cui ci dà notizia l’Adnkronos, richiama la possibilità di “demandare al personale del Corpo della Guardia di Finanza, in linea con le funzioni proprie di polizia economico-finanziaria, lo svolgimento di specifici controlli e riscontri – a mezzo di disamine documentali, tramite le banche dati in uso e, dove necessario, rilevamenti presso le sedi aziendali – circa la veridicità del contenuto delle comunicazioni prodotte dalle aziende, avuto riguardo all’inclusione nelle categorie autorizzate ovvero all’esistenza della relazione economico-commerciale tra le attività d’impresa appartenenti alle varie filiere consentite”.

Il riferimento a questi nuovi controlli è dovuto al fatto che adesso per le aziende è diventato più facile riaprire: il decreto infatti amplia il novero delle attività produttive – industriali e commerciali -già consentite e vi comprende espressamente anche quelle funzionali alla continuità delle filiere delle attività individuate come essenziali [1] e per la riapertura le sottopone al sistema della preventiva comunicazione al Prefetto della provincia dove è ubicata l’attività produttiva, innovando la precedente disciplina che prevedeva invece il meccanismo dell’autorizzazione.

Dunque è prevista una semplice comunicazione in luogo della precedente autorizzazione, che però potrebbe essere bloccata dalla successiva sospensione adottata dal Prefetto, sentito il presidente della Regione, se dovessero mancare le condizioni richieste dalla norma per la prosecuzione dell’attività. Ma intanto è opportuno verificare se effettivamente sussistono i requisiti dichiarati dall’azienda nella comunicazione e questi riscontri saranno compiuti, verosimilmente a campione o su richiesta delle Prefetture, dalla Guardia di Finanza.

Le verifiche delle Fiamme Gialle riguarderanno anche la presenza di personale nelle sedi delle aziende tuttora chiuse per verificare se sussistono i requisiti previsti dal nuovo Decreto, che ha introdotto un obbligo di preventiva comunicazione al Prefetto anche per i casi in cui si richieda l’accesso ai locali aziendali di personale dipendente o terzi delegati per lo svolgimento di attività di vigilanza, attività conservativa e di manutenzione, gestione dei pagamenti nonché attività di pulizia e sanificazione, come anche per la spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino e la ricezione in magazzino di beni e forniture.

La circolare ribadisce, poi, che i Prefetti potranno avvalersi, oltre che dell’attività dei competenti servizi delle Asl (Aziende Sanitarie Locali), del supporto delle articolazioni territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, “ai fini del controllo sulle modalità di attuazione, da parte dei datori di lavoro, delle procedure organizzative e gestionali oggetto del Protocollo tra il Governo e le parti sociali del 14 marzo 2020”, e, più in generale, sull’osservanza delle precauzioni dettate per la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro e la sussistenza di adeguati livelli di protezione dei lavoratori.


note

[1] Art. 7, comma 2, Dpcm 10 aprile 2020.


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