Coronavirus: nuovi posti letto e borse di studio

15 Aprile 2020
Coronavirus: nuovi posti letto e borse di studio

L’emergenza ha messo in primo piano l’importanza di un adeguato sistema delle terapie intensive in grado di reggere alla crisi.

Gli anestesisti rianimatori italiani, hanno lanciato un appello insieme alla società scientifica Siaarti (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva) e al sindacato Aaroi-Emac (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani – emergenza area critica).

Un appello volto a guardare al futuro che racchiude 5 richieste per mettere in sicurezza le terapie intensive e garantire la loro qualità anche di fronte a nuove emergenze. Punti cardine: l’aumento dei posti letto fra il 35 e il 50%, l’incremento delle borse di studio, e l’arruolamento degli specializzandi di quarto e quinto anno.

L’idea è di avviare una “piattaforma di dialogo verso tutti i livelli istituzionali e politici”. Il punto di partenza della riflessione è che “la pandemia e l’evoluzione epidemiologica dell’infezione da Sars-CoV-2 hanno fatto emergere gravi criticità del Ssn”. Tra queste, la più grave a detta degli anestesisti e rianimatori “è stata l’insufficiente dotazione di posti letto di Terapia intensiva”.

L’appello chiama in causa Governo, Conferenza Stato-Regioni, decisori sul territorio, classe politica e cittadini. Vengono individuati 5 punti, “imprescindibili e urgenti”. La loro sottovalutazione – avvertono i promotori dell’appello – potrebbe portare ad un pericoloso sbilanciamento di tutto il Ssn a scapito della qualità dell’assistenza”.

Le richieste per mettere in sicurezza le terapie intensive

Primo punto: “Per creare nuovi posti letto di cure intensive non è sufficiente semplicemente acquistare un ventilatore e un monitor, ma è indispensabile una dotazione più complessa, in termini di risorse tecnologiche/letto e per struttura, oltre che umane e logistiche per garantire standard di sicurezza e qualità delle prestazioni. Sarebbe un errore imperdonabile dimenticarlo”.

Secondo punto: “E’ fondamentale prevedere cosa accadrà al termine del periodo emergenziale e come saranno stabilizzati i nuovi posti letto di Terapia intensiva. Si ritiene imprescindibile esprimere i criteri da adottare che possano portare ad un incremento dell’offerta ‘stabilizzata’: si considera che tale aumento possa essere ricompreso fra il 35 ed il 50% degli attuali”.

Terzo punto: “Per un nuovo approccio emergenziale, è urgente e necessario riconsiderare correttamente le dotazioni tecnologiche, la logistica e la riprogettazione delle aree di cure intensive per garantire standard appropriati e qualità assistenziale. Servono azioni sinergiche e modulabili, ma sempre preservando l’eccellenza italiana”.

Quarto punto: “Tutto il Paese ha toccato con mano la dedizione e la competenza con cui gli anestesisti rianimatori si sono spesi. Dimenticare la loro specificità nell’immediato futuro sembra decisamente rischioso per le caratteristiche della popolazione italiana, che ha già scontato una inadeguata disponibilità di cure intensive, ma che nel futuro potrebbe pagare una riorganizzazione non oculata del Ssn”.

Infine il punto quinto: “Un aumento dei posti letto ‘stabilizzati e strutturati’ di Terapia intensiva necessita senza ombra di dubbio di medici specialisti di Anestesia Rianimazione, Terapia intensiva e del Dolore, oltre che di infermieri di Area critica che rappresentano anch’essi una professionalità preziosa e imprescindibile. Per garantire questo aumentato fabbisogno di specialisti, servono soluzioni semplici, immediatamente realizzabili, utilizzando strumenti di cui il Paese può già disporre e a costi sostenibili”.

I suggerimenti degli anestesisti rianimatori 

Per esempio per stabilizzare i posti letto si potranno utilizzare “le tecnologie acquisite e già finanziate da Governo e Regioni”; si potrebbero attivare le dotazioni organiche degli specialisti attraverso “l’incremento significativo (2.000/2.500 unità) delle borse di studio indirizzate alle Scuole di specializzazione in Anestesia, Rianimazione, Terapia Intensiva e del Dolore; ancora, si potrebbero arruolare in servizio – secondo quanto già previsto dal Decreto Cura Italia 2020 – gli specializzandi del quarto e quinto anno e “questo permetterebbe di immettere con la sola integrazione economica del contratto Miur immediatamente oltre 1.000 anestesisti rianimatori“.

Siaarti e Aaroi-Emac si rendono infine “disponibili a supportare le istituzioni in tutti i passi che potranno essere congiuntamente realizzati per gestire al meglio i 5 punti segnalati per superare l’attuale fase di emergenza. Questo percorso è giudicato essenziale per entrare nel prossimo periodo storico del Ssn con una visione realmente nuova”.



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