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Si può denunciare una persona che viola il codice della strada?

15 Aprile 2020
Si può denunciare una persona che viola il codice della strada?

Sanzioni amministrative: valida la segnalazione di un automobilista che parcheggia in divieto, che guida con il cellulare o va veloce?

Capita a tutti di violare il codice della strada così come di assistere alle infrazioni commesse da altri automobilisti. Come sempre succede, si guarda con indignazione più alle altrui colpe che non alle proprie. Così, quando si vede un’altra persona guidare con il cellulare in mano, violare i limiti di velocità, passare col rosso o parcheggiare nello spazio invalidi è normale chiedersi se sia possibile segnalare l’episodio alla polizia affinché provveda alla relativa contravvenzione.  

Si può denunciare una persona che viola il codice della strada? Le autorità hanno il dovere di intervenire nel caso vi sia la certezza di una infrazione? Il vigile urbano deve fare la multa in ipotesi di questo tipo?

La questione si fa oggi ancor più delicata visto che, con l’ausilio degli smartphone, è possibile procurarsi la prova fotografica degli altrui illeciti. Prova che potrebbe essere acquisita dai vigili a supporto del verbale. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Denuncia per violazioni amministrative

Partiamo da una questione tecnica, ma con importanti risvolti pratici. La denuncia è l’atto con cui il cittadino segnala alle forze dell’ordine (polizia, carabinieri) o alla Procura della Repubblica un reato procedibile d’ufficio, ossia per il quale è lo stesso Stato interessato, in prima persona, a portare avanti il procedimento penale. Si tratta dei reati quindi più gravi, che comportano maggior pericolo sociale.

La denuncia, in questo, si distingue dalla «querela» che viene presentata invece per i reati meno gravi, quelli cioè che possono essere perseguiti solo se lo chiede la vittima (si pensi al furto, alla diffamazione o alla minaccia).

Anche se si tratta di due concetti diversi, denuncia e querela non sono differenti nella forma, sostanziandosi comunque in una dichiarazione fatta dal privato alle autorità. Esse inoltre sono associate solo alle violazioni penali e non anche a quelle amministrative come lo sono le infrazioni del codice della strada.  

Dunque non è possibile una denuncia per una violazione amministrativa: non è consentito querelare o denunciare un automobilista che viola il codice della strada perché non siamo nell’ambito del penale.

Segnalazione per violazione del codice della strada

Il fatto che le violazioni del codice della strada non possano essere oggetto di denuncia o querela fa sì che l’eventuale segnalazione del cittadino non faccia scattare l’obbligo, per le autorità, di intervenire per elevare la multa a meno che non vi sia una sostanziale compromissione di diritti individuali. 

Facciamo due esempi. 

Il titolare di un posto auto per disabili ha il diritto di informare la polizia del fatto che qualcuno ha invaso il proprio spazio chiedendone l’intervento del carro attrezzi, che in tal caso non potrà essere rifiutato. Allo stesso modo la polizia deve accorrere in caso di parcheggio dinanzi a un passa carrabile. 

Al contrario, se una persona va veloce in autostrada o guida con il cellulare in mano e un altro automobilista lo segnala alla polizia, quest’ultima può anche non intervenire. 

Ecco un altro tipico esempio: se una persona, appena multata per divieto di sosta, fa presente al vigile – lì nelle vicinanze – che tante altre auto si trovano nella sua stessa situazione e che, ciò nonostante, non hanno ricevuto la contravvenzione, non ha alcun modo per contestarne l’operato, né tantomeno per annullare la contravvenzione. 

È vero: la pubblica amministrazione – e così anche la polizia – deve agire secondo trasparenza e imparzialità. A dirlo non è una norma qualsiasi ma addirittura l’articolo 97 della Costituzione. Ma questa disposizione non assegna al cittadino il diritto di sindacare le scelte degli agenti di avviare procedimenti sanzionatori relativi alle infrazioni del codice della strada. Addirittura il potere di interferire sulla organizzazione della P.A. e, segnatamente, della polizia stradale, non lo ha neanche un giudice che non potrebbe ad esempio sindacare le ragioni per cui non è stata predisposta una seconda pattuglia dopo il semaforo per multare chi passa nonostante la luce rossa.

La polizia deve fare la multa se c’è una foto?

C’è da dire che tutto ciò che viene trasfuso nel verbale è frutto della percezione sensoriale del poliziotto e, proprio per questo, assume un valore di prova privilegiata. L’agente è infatti un pubblico ufficiale e tutto ciò che afferma aver visto «fa fede» fino a querela di falso.

Dunque l’eventuale fotografia prodotta da un privato a dimostrazione dell’altrui violazione non potrebbe mai dar luogo a una sanzione amministrativa, non formandosi infatti sulla diretta conoscenza, da parte del vigile, della altrui violazione. 



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