Diritto e Fisco | Articoli

Come funziona assicurazione sulla vita

11 Luglio 2020 | Autore:
Come funziona assicurazione sulla vita

Polizza vita in caso morte e in caso sopravvivenza: cosa sono, come funzionano e quanto costano? Contratto di assicurazione: quanti tipi esistono?

Quando si parla di assicurazione si pensa immediatamente a quella obbligatoria per i veicoli che circolano su strada; ciò è dovuto in ragione della particolare diffusione della Rc auto, la quale è imposta direttamente dalla legge. Le compagnie assicurative, però, offrono ai propri clienti diversi tipi di polizze, ognuna caratterizzata da una specificità: pensa ad esempio all’assicurazione stipulata contro gli infortuni che possono derivare dalla propria attività lavorativa. Insomma: le assicurazioni offrono soluzioni per una molteplicità di situazioni differenti. Con questo articolo vorrei concentrarmi sul particolare meccanismo che regola il funzionamento dell’assicurazione sulla vita.

L’assicurazione sulla vita consente all’assicurato di beneficiare di una determinata rendita nel caso in cui egli sopravviva a un determinato periodo di tempo indicato nel contratto. Con l’assicurazione sulla vita, però, si può pensare anche al futuro della propria famiglia e, dunque, stabilire che l’assicurazione paghi ai propri familiari quando il contraente sarà morto. Insomma, l’assicurazione sulla vita si presenta sostanzialmente in due forme diverse: assicurazione sulla vita in caso di morte e assicurazione sulla vita in caso di sopravvivenza. Nel primo caso a beneficiarne economicamente saranno i parenti sopravvissuti, mentre nel secondo sarà il contraente stesso.

Se hai intenzione di stipulare una polizza sulla vita oppure, semplicemente, l’argomento in questione ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona l’assicurazione sulla vita.

Contratto di assicurazione: cos’è?

Non posso spiegarti compiutamente come funziona l’assicurazione sulla vita se prima non ti aiuto a comprendere, in maniera generale, cos’è e come funziona un’assicurazione.

La legge descrive l’assicurazione come quel contratto con cui l’assicuratore, dietro il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato dal danno a lui cagionato da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana [1].

Scopo dell’assicurazione è quello di proteggere l’assicurato dal rischio che si verifichi un fatto a lui sfavorevole: pensa al classico sinistro.

Dalla nozione appena fornita si evincono due tipologie diverse di assicurazione: quella contro i danni e quella sulla vita. Vediamo di cosa si tratta.

Assicurazione contro i danni: cos’è?

Mediante l’assicurazione contro i danni il contraente decide di tutelare un proprio bene giuridico (la casa, un prezioso cimelio, ma anche la propria persona: si pensi, ad esempio, ai calciatori che assicurano le proprie gambe o ai cantanti che fanno lo stesso con la propria ugola) da un evento dannoso, di modo che, se per sventura il fatto dovesse verificarsi (e quindi, la casa dovesse andare a fuoco, il cimelio danneggiarsi o essere rubato, la propria integrità essere lesa) l’assicurato potrà consolarsi con la somma di danaro che l’assicurazione dovrà versargli.

L’assicurazione della responsabilità civile: cos’è?

Nell’ambito dell’assicurazione contro i danni rientra la cosiddetta assicurazione contro la responsabilità civile, resa famosa perché la legge la impone a tutti gli automobilisti.

Come spiegato sinora, il contratto di assicurazione serve a trasferire il verificarsi di un determinato rischio dal singolo individuo all’impresa di assicurazione, dietro il pagamento di un corrispettivo.

Nell’assicurazione della responsabilità civile l’assicuratore si obbliga, nei limiti di una somma determinata (cosiddetto massimale), a tenere indenne l’assicurato di quanto questi deve pagare a terzi a titolo di risarcimento danni.

La sua funzione non è quella di risarcire il danno patito dall’assicurato, bensì quello di pagare in sostituzione del danneggiante (nei limiti di un massimale).

La prospettiva, quindi, cambia: la normale polizza assicurativa tutela l’assicurato-vittima del sinistro; l’assicurazione della responsabilità civile, al contrario, tutela l’assicurato-autore dell’evento dannoso.

Assicurazione sulla vita: cos’è?

Nel caso di assicurazione sulla vita, l’impresa si impegna a versare una somma o una rendita al verificarsi di uno specifico evento della vita umana. Questo evento può essere tanto la morte dell’assicurato (assicurazione per il caso di morte) tanto la sopravvivenza dello stesso oltre una certa data (assicurazione per il caso di vita o di sopravvivenza). Nel caso di assicurazione per la morte dell’assicurato, i beneficiati saranno chiaramente i superstiti indicati nella polizza assicurativa.

Assicurazione sulla vita in caso di morte: come funziona?

Abbiamo detto che esistono due tipi di assicurazione sulla vita: quella in caso di morte e quella in caso di vita o di sopravvivenza. Cominciamo a parlare della prima.

L’assicurazione sulla vita in caso di morte prevede che, alla morte della persona assicurata, la compagnia assicurativa versi un determinato capitale una tantum oppure una rendita ai beneficiari indicati nella polizza, i quali in genere sono i familiari.

Il problema principale dell’assicurazione sulla vita in caso di morte è che essa non sempre obbliga la compagnia assicurativa a versare il capitale o la rendita pattuita se l’evento dedotto nel contratto (cioè, la morte del contraente) si verifichi quando la polizza è già scaduta.

Ecco perché bisogna distinguere due tipologie diverse di assicurazione sulla vita in caso di morte:

  • l’assicurazione temporanea sulla vita in caso di morte;
  • l’assicurazione a vita intera sulla vita in caso di morte.

Polizza vita caso morte temporanea: cos’è?

L’assicurazione temporanea sulla vita in caso di morte (o polizza vita caso morte temporanea) viene stipulata per un certo numero di anni; alla scadenza, se il contraente è in vita, la compagnia assicurativa non sarà tenuta a versare nulla. In pratica, si pagano i premi e, se non accade l’evento avverso, non si ha diritto alla restituzione.

In effetti, questa tipologia di assicurazione sulla vita in caso di morte può sembrare un costo a perdere. Esistono tuttavia degli aspetti da considerare:

  • il premio pagato è stato una forma di protezione e una garanzia di tranquillità per i beneficiari i quali, dal momento dell’attivazione della polizza, hanno saputo di poter contare sulla rendita dell’assicurazione nel caso di morte del contraente;
  • la polizza vita caso morte temporanea assicura sin dal primo giorno di validità della polizza l’intera somma assicurata, sia che la morte avvenga dopo qualche mese sia che avvenga dopo molti anni dalla firma del contratto.

Peraltro, è appena il caso di ricordare che sempre più compagnie assicurative offrono assicurazioni sulla vita di durata temporanea che prevedono la possibilità di rimborsare al sottoscrivente i premi versati, al netto delle spese di gestione. Spetterà alla persona che ha sottoscritto la polizza anche l’eventuale rivalutazione e quindi una piccola somma in più su ciò che si è versato.

Polizza vita caso morte a vita intera: come funziona?

La seconda tipologia di assicurazione sulla vita in caso di morte è quella “a vita intera”, cioè la polizza che dura per tutta la vita del contraente. In questo modo, si è sicuri che la compagnia assicurativa, al verificarsi dell’evento-morte, corrisponda il capitale o la rendita ai beneficiari.

Assicurazione sulla vita in caso di sopravvivenza: come funziona?

L’assicurazione sulla vita in caso di sopravvivenza (denominata anche assicurazione caso vita) consente al contraente di mettere da parte dei soldi che poi gli verranno erogati al raggiungimento di una determinata età. In questo caso, dunque, è il contraente a essere il diretto beneficiario, non la sua famiglia. Mi spiego meglio.

Se si decide di stipulare una polizza caso vita alla scadenza del periodo prestabilito nel contratto di assicurazione, il contraente riceverà una somma che viene denominata rendita. La rendita vitalizia è la restituzione dei premi versati nel corso degli anni attraverso il versamento di somme mensili.

Non è un caso se l’assicurazione sulla vita in caso di sopravvivenza sia anche denominata assicurazione previdenziale: il suo meccanismo, infatti, è del tutto simile a quello dei fondi pensione.

L’assicurazione caso vita sta diventando sempre più diffusa in Italia per via delle incertezze previdenziali che gravano sul nostro Paese.

In effetti, tale polizza sulla vita permette di mettere al sicuro i propri risparmi; versando quote frazionate nel tempo, peraltro, il peso economico è sostenibile anche per chi non ha grosse risorse ma teme di dover passare la terza età nelle ristrettezze finanziarie.

L’assicurazione sulla vita in casi di sopravvivenza, inoltre, consente di poter contrarre una polizza che preveda, nel caso in cui il contraente dovesse morire prematuramente, la corresponsione agli eredi dei premi versati, rivalutati al momento della liquidazione. Dunque, le somme versate in vista della propria vecchiaia non verrebbero perse in caso di morte prematura.

Polizza vita: quanto costa?

Le assicurazioni sulla vita hanno un costo variabile a seconda di una molteplicità di fattori. Innanzitutto, va considerato l’investimento che il contraente intende fare: più il premio è alto, maggiore sarà il corrispettivo che, al verificarsi dell’evento dedotto in polizza, l’assicurazione elargirà ai beneficiari. Ciò vale in special modo per le polizze vita in caso di sopravvivenza.

In secondo luogo, il costo di una polizza vita è legato alle condizioni in cui versa l’assicurato. Soprattutto per quanto riguarda le assicurazioni sulla vita in caso di morte, incidono sul costo della polizza:

  • l’età (in genere il costo aumenta con l’aumentare dell’età del contraente);
  • la durata: più è lungo il periodo per cui ci si protegge, più si alza il costo del premio;
  • lo stato di salute, lo stile di vita e le eventuali malattie pregresse del contraente: si pensi a chi abbia già avuto un infarto e sia per di più un accanito fumatore;
  • il ricorrere di particolari clausole: ad esempio, se alla polizza caso morte si aggiunge anche la copertura per l’invalidità permanente totale, il costo sarà più alto.

Polizza vita caso morte: si detrae?

Uno dei vantaggi dell’assicurazione sulla vita in caso di morte consiste nella possibilità di poter beneficiare di una detrazione fiscale. In particolare per questo tipo di polizza si può detrarre fino al 19% degli importi versati per la copertura assicurativa e fino a un massimo di 530 euro.


note

[1] Art. 1882 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube