Coronavirus: arrivano i primi termoscanner automatici

15 Aprile 2020
Coronavirus: arrivano i primi termoscanner automatici

I misuratori di temperatura sono indispensabili in vista della riapertura di fabbriche e uffici; ora nascono modelli che non richiedono l’intervento di un operatore.

In vista della fine del lockdown e della ripresa delle attività produttive, si renderà necessario posizionare una grande quantità di termoscanner all’ingresso di fabbriche, negozi e uffici. È una precauzione indispensabile, richiesta dall’Oms tra le prime regole richieste per allentare la morsa e ricominciare a circolare negli ambienti produttivi, commerciali e sociali.

Anche per il virologo Roberto Burioni il termoscanner rientra tra gli strumenti necessari di cui occorrerà dotarsi, soprattutto da parte delle aziende: “per le aziende ci sono 5 regole fondamentali” e guardacaso la prima di esse è la “misurazione della temperatura all’entrata” sul luogo di lavoro, seguita dalle mascherine per tutti i lavoratori, dalla dotazione di gel igienizzanti e disinfettanti per superfici, dal distanziamento sociale e infine dallo smart working”, che dovrà essere “favorito il più possibile”.

Infatti, tra le molte incertezze della Fase 2 uno dei pochi capisaldi già individuati sarà proprio l’utilizzo del termoscanner per misurare la febbre sui luoghi di lavoro una misura senza la quale i lavoratori non potranno accedere in fabbrica. «Dovrà essere sistemato all’ingresso di tutti i luoghi dove ci sono persone che lavorano», ha confermato il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, sottolineando che «Si tratta di un accorgimento indispensabile, la temperatura alta è uno dei sintomi caratteristici di questa malattia e dunque bisogna prevederlo ovunque».

Ma come fare per garantire la necessaria dotazione di personale per far funzionare questi apparecchi di controllo? Uno dei problemi dei classici termoscanner è che richiedono un intervento manuale dell’operatore: per molte piccole aziende sarà difficile dotarsi di un addetto ai controlli, preposto a queste operazioni.

In questi casi, la tecnologia offre un aiuto: un’azienda italiana, la romana Intertouch, ha riconvertito la propria produzione realizzando ‘Tobis’, che è – spiega la società all’agenzia stampa Adnkronos – “un termoscanner automatico non presidiato, che fa cioè tutto da solo evitando il contatto tra chi deve controllare e chi deve esser controllato”. Infatti “Tobis è un elemento tecnologico dotato di fotocamera, monitor e termosensori, ad altissima risoluzione, in grado di misurare in tempo reale la temperatura dell’utente, anche con la mascherina”, evidenziano gli sviluppatori.

Il test risulta semplicissimo: “Luce verde o rossa, in base alla temperatura senza l’intervento di un operatore addetto. Basta che l’utente si avvicini e venga inquadrato, e si conosce immediatamente se ha la febbre o no, dato rilevabile anche in remoto da un computer  posizionato a distanza”.

Secondo Stefano Brigidi, amministratore di Intertouch, così si “può salvaguardare la salute di molte persone. Tra poco, si spera, torneremo alla vita di tutti i giorni e proprio per questo abbiamo bisogno di strumenti veloci, che consentano di capire in una frazione di secondo il possibile pericolo di contagio”. Intertouch sottolinea che questo è “un elemento essenziale per la sicurezza di tutti, e fondamentale nell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo”.



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