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Conte andrà in Parlamento ma senza voto sul Mes

15 Aprile 2020 | Autore:
Conte andrà in Parlamento ma senza voto sul Mes

Ci sarà solo un’informativa alla Camera, anziché il previsto appuntamento per le comunicazioni sulle iniziative del Governo. Perché? La spiegazione è europea.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, martedì prossimo 21 aprile renderà alla Camera dei deputati un’informativa “sulle iniziative adottate in sede europea per fronteggiare la crisi economica”, come ci informa l’agenzia stampa Adnkronos aggiungendo che così è stato stabilito stamane dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Perché è importante? Perché due giorni dopo, cioè il 23 aprile, ci sarà la riunione del Consiglio europeo alla quale parteciperanno tutti i capi di Stato o di governo dei 27 Paesi membri dell’Unione e, per l’Italia, ci sarà il premier Conte. Il summit sarà un appuntamento decisivo, la resa dei conti per ottenere l’approvazione degli Eurobond chiesti dall’Italia e il no al Mes proposto dagli Stati del Nord Europa; sono i punti cardine sui quali il presidente del Consiglio ha annunciato di volersi battere.

Così molti attendevano il consueto appuntamento parlamentare, con le comunicazioni del capo del Governo all’assemblea dei deputati che, all’esito del discorso del premier, avrebbe dovuto esprimere il voto dell’assemblea dei deputati. Ora questa fase è saltata: Conte presenzierà alla Camera ed esprimerà le prossime iniziative, ma su di esse non ci sarà nessun voto e, dunque, nessuna presa di posizione del Parlamento che avrebbe potuto condizionare i margini di manovra del nostro premier durante i negoziati di vertice europeo.

Per evitare di saltare completamente l’appuntamento, e il relativo rendiconto al Parlamento, la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha prefigurato che il premier Conte potrebbe tenere una nuova informativa alla Camera sull’emergenza Coronavirus, nella settimana tra il 27 aprile ed il 1° maggio; dunque dopo la riunione del Consiglio europeo in cui si decideranno i giochi e, forse, i destini dell’Unione europea.

Intanto le opposizioni tuonano: “Fratelli d’Italia porta in Aula Conte il 21 aprile per una informativa su ciò che sta accadendo in Italia. Pero, con la scusa che le decisioni del Consiglio europeo non sono formali e per questo non vincolate dalla Costituzione a passare prima per il Parlamento italiano, il presidente del Consiglio non verrà per le consuete comunicazioni, che come si sa prevedono un voto dell’Assemblea. In realtà la maggioranza è terrorizzata dal ricevere, e quindi a suo giudizio subire, un indirizzo del popolo attraverso il Parlamento, che un documento approvato in Aula avrebbe prodotto. Scappano dal dibattito e da impegni chiari su Mes”, dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

La Lega parla invece di un “bavaglio al Parlamento, e quindi a tutti gli italiani, che non potrà votare, martedì prossimo in Aula, alcun documento per esprimersi sul Mes”; lo afferma il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, al termine della Conferenza dei capigruppo.



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