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Cosa fa la polizia con la droga sequestrata?

30 Maggio 2020 | Autore:
Cosa fa la polizia con la droga sequestrata?

Sostanze stupefacenti: che fine fanno dopo il sequestro da parte delle autorità? Droga per uso personale: viene sequestrata?

Come sicuramente già saprai, in Italia lo spaccio di droga è severamente vietato: chi è colto nell’atto di cedere sostanze stupefacenti rischia l’arresto in flagranza e una condanna alla reclusione molto severa. Ma non solo: anche l’uso personale di droghe è proibito, solamente che esso non costituisce reato, bensì un mero illecito amministrativo. Dunque: se spacci, vieni arrestato; se ti droghi, puoi essere sanzionato con provvedimenti amministrativi. In entrambi i casi, la polizia prende con sé la sostanza stupefacente rinvenuta. Con questo articolo cercheremo di spiegare cosa fa la polizia con la droga sequestrata.

Devi sapere che il sequestro delle sostanze stupefacenti è un atto dovuto da parte delle autorità; in altre parole, se la polizia rinviene della droga, è tenuta a prenderla con sé. Ti sei mai chiesto che fine fa la droga dopo che l’ha presa la polizia? Cosa succede alle sostanze stupefacenti sequestrate? Se l’argomento ti interessa e hai cinque minuti di tempo, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa prevede la legge a proposito della droga sequestrata dalle autorità.

Spaccio di droga: cosa dice la legge?

Cominciamo col vedere quali sono le sanzioni penali per chi spaccia sostanze stupefacenti.

Secondo la legge [1], chiunque, senza avere apposita autorizzazione ministeriale, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260mila euro.

La pena è ridotta (reclusione da sei mesi a quattro anni e multa da 1.032 a 10.329 euro) se la condotta criminosa, per i mezzi, la modalità o le circostanze ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità.

In pratica, per la legge quasi ogni condotta che ha a che fare con la droga è punita con la reclusione: ad esempio, anche la cessione gratuita di sostanza stupefacente costituisce reato, così come lo è la coltivazione di cannabis per uso personale, a meno che non si dimostri l’assoluta irrilevanza della quantità coltivata [2].

Droga per uso personale: è reato?

L’unico caso, al di fuori di quelli riguardanti l’uso terapeutico e la detenzione eccezionalmente autorizzata dal governo, in cui la detenzione di droga non costituisce reato è quello in cui la sostanza drogante sia posseduta solo per il consumo personale. Classico esempio di droga per uso personale è quello del ragazzo che fuma uno spinello.

Ma come si fa a sapere se la droga rinvenuta nel possesso di una persona sia per uso proprio oppure, al contrario, sia destinata allo spaccio? Ebbene, per comprendere quando la detenzione di droga sia finalizzata alla cessione (e costituisca dunque condotta penalmente rilevante) oppure al consumo personale bisogna guardare al quantitativo e alle modalità del possesso.

Consumo personale droga: sanzioni amministrative

Anche quando non costituisce reato il possesso e il consumo di droga costituisce un illecito amministrativo soggetto a ben precise conseguenze.

Secondo la legge [3], chiunque, per farne uso personale, illecitamente importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque detiene sostanze stupefacenti, è sottoposto, per un periodo variabile che va da un minimo di un mese a un massimo di un anno a seconda del tipo di droga, a una o più delle seguenti sanzioni amministrative:

  • sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;
  • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
  • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
  • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario.

Ma non solo: se, al momento dell’accertamento, colui che è trovato con la droga ha la diretta e immediata disponibilità di veicoli a motore, la polizia procede all’immediato ritiro della patente di guida. Qualora la disponibilità sia riferita ad un ciclomotore, la polizia ritira anche il certificato di idoneità tecnica, sottoponendo il veicolo a fermo amministrativo. Il ritiro della patente di guida nonché del certificato di idoneità tecnica e il fermo amministrativo del ciclomotore hanno durata di trenta giorni.

Inoltre, la persona trovata con la droga per uso personale, se non si tratta della prima volta e il fatto non è di lieve entità, è invitato a seguire un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato, in relazione alle proprie specifiche esigenze, predisposto dal servizio pubblico per le tossicodipendenze competente per territorio.

Droga: va sempre sequestrata?

Sia che costituisca reato (spaccio, cessione, coltivazione, ecc.), sia che costituisca illecito amministrativo (uso personale o di gruppo), la polizia che interviene e rinviene sostanze stupefacenti è tenuto a procedere al sequestro della droga.

Dunque, la polizia è obbligata a sequestrare la sostanza stupefacente rinvenuta, anche se della stessa se ne stia facendo un uso solamente personale.

Dove va a finire la droga sequestrata?

Cosa fa la polizia con la droga sequestrata? In un primo momento, la sostanza stupefacente viene custodita presso un apposito ufficio o deposito sotto la diretta custodia della polizia stessa.

La droga viene conservata perché essa costituisce corpo del reato [4], cioè la cosa attraverso la quale o sulla quale è stato commesso il crimine.

Dunque, procedere immediatamente alla distruzione della droga sarebbe un grosso errore, poiché durante il processo penale che eventualmente verrà intrapreso verrebbe a mancare l’oggetto che ha costituito la condotta illecita.

La droga viene conservata anche per un altro motivo: su di essa l’autorità dispone gli esami tossicologici che consentiranno di stabilirne la natura e l’effettiva capacità drogante (cioè, la percentuale di principio attivo posseduta).

Anzi: l’esame in laboratorio della sostanza stupefacente è la prima operazione che viene compiuta una volta sequestrata la droga. Solamente dopo essa viene impacchettata e trasferita in un deposito sorvegliato dalla polizia, oppure trasferita negli uffici “corpi di reato“.

Droga sequestrata: quando viene distrutta?

Quando la conservazione della droga sequestrata non è più utile  (ad esempio, perché il processo è stato oramai definito), allora il giudice può ordinarne la distruzione.

La distruzione della sostanza stupefacente sequestrata avviene mediante una speciale procedura di incenerimento alla quale assiste anche l’autorità (in genere, la polizia stessa). Ovviamente, l’incenerimento avviene nel rispetto della salute pubblica e dell’ambiente circostante.


note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/1990.

[2] Cass., sent. n. 12198/2019.

[3] Art. 75 d.P.R. n. 309/1990.

[4] Art. 253 cod. proc. pen.

Autore immagine: Canva.com


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