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Potestà genitoriale: ultime sentenze

27 Maggio 2020
Potestà genitoriale: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: potestà genitoriale; posizione di garanzia dei genitori in ordine alla tutela dell’integrità psico-fisica; condanna per il padre che non fa nulla per impedire i maltrattamenti della madre sul proprio figlio; reato di sottrazione e trattenimento di minore all’estero; controversia sulla decadenza della potestà genitoriale.

Posizione di garanzia dei genitori

L’art. 147 c.c. impone ad entrambi i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire, educare ed assistere moralmente i figli e si configura per il genitore esercente la potestà sui figli minori una posizione di garanzia in ordine alla tutela dell’integrità psico-fisica dei medesimi.

Dalla posizione di garanzia consegue l’obbligo di impedire gli eventi lesivi dell’integrità psico-fisica del minore, la cui violazione equivale alla produzione dell’evento delle lesioni ai sensi dell’art. 40 cpv. c.p., per non essere il soggetto garante, in tale qualità tenuto ad attivarsi, intervenuto con iniziative idonee a fermare o porre adeguato rimedio ai comportamenti violenti della coniuge ai danni del piccolo (confermata la condanna nei confronti dell’imputato per non aver impedito, in qualità di esercente la potestà genitoriale, i delitti di maltrattamenti e lesioni gravissime provocate dalla madre convivente ai danni del loro figlio, atteso che la situazione percepibile dall’imputato e la gravità delle conseguenze fisiche patite dal minore, e la reiterazione dei comportamenti violenti della madre, non potevano essere ignorati dall’imputato stesso).

Cassazione penale sez. V, 08/11/2019, n.6209

Sottrazione consensuale di minore

Integra il reato di sottrazione consensuale di minorenni la condotta di colui che convince il minore ad allontanarsi dalla propria abitazione e a sottrarsi alla sfera di vigilanza dei genitori per mezzo della promessa di un sostegno logistico ed affettivo nonché di mantenimento, in quanto tali condotte sono incompatibili e non meramente interferenti con l’esercizio della potestà genitoriale.

(In motivazione, la Corte ha precisato che il bene giuridico tutelato dalla norma incriminatrice di cui all’art. 573 cod. pen. concerne la potestà del genitore o del tutore fino al compimento della maggiore età e si radica nell’esigenza di sottoporre le decisioni del minore al vaglio di questi, onde evitare che una insufficiente maturità, connessa all’età, possa spingerlo ad adottare decisioni che potrebbero pregiudicare la sua vita futura).

Cassazione penale sez. III, 23/05/2019, n.36439

Decadenza dalla potestà genitoriale

Il mancato esame delle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio – in quanto, come nella specie relativa alla decadenza dalla potestà genitoriale, veicola nel processo un fatto idoneo a determinare una decisione di segno diverso – integra un vizio della sentenza che può essere fatto valere, nel giudizio di cassazione, ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c, come omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti.

Cassazione civile sez. I, 08/04/2019, n.9763

La privazione della potestà genitoriale

La privazione della potestà genitoriale alla madre e l’allontanamento dalla residenza familiare del figlio minore avvenute a seguito di false dichiarazioni costituiscono un danno non patrimoniale risarcibile ex artt. 2043,2059 c.c. e art. 29,30 e 31 Cost. (nella specie: un padre aveva violentato il proprio figlio e aveva riferito agli assistenti sociali che la moglie ne era a conoscenza mentre la stessa era all’oscuro di ciò che stava accadendo).

Tribunale Bologna sez. III, 23/01/2020, n.159

L’interesse di minore infraquattordicenne

È inammissibile, per carenza d’interesse, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilità proposto dall’esercente la potestà genitoriale nell’interesse di minore infraquattordicenne per erronea applicazione della legge e vizio di motivazione in ordine all’omesso proscioglimento nel merito, atteso che la necessità di ricostruzione del fatto si ricollega esclusivamente alla contestuale applicazione di una misura di sicurezza mentre l’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale è meramente temporanea e viene cancellata al raggiungimento della maggiore età, ai sensi dell’art. 5, comma 4, d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313.

Cassazione penale sez. V, 27/11/2019, n.3029

Esercizio congiunto della potestà genitoriale

In tema di liquidazione delle spese di giudizio, il presupposto della pluralità delle parti al fine dell’aumento previsto dall’art. 4 co. 2 d.m. 55/2014 non ricorre nell’ipotesi in cui si dia corso all’esercizio necessariamente congiunto della potestà genitoriale a favore di un’unica parte minore di età.

Corte appello Napoli sez. V, 02/01/2020, n.7

L’impedimento dell’esercizio della potestà genitoriale

Il reato di sottrazione e trattenimento di minore all’estero, previsto dall’articolo 574-bis c.p., è integrato dalle condotte di “abductio” o di trattenimento del minore al di fuori del territorio dello Stato, cui consegue l’impedimento dell’esercizio della potestà genitoriale da parte del soggetto legittimato, connotandosi tale reato, rispetto al delitto di sottrazione di persone incapaci, per l’elemento spedalizzante del trasferimento o trattenimento all’estero del minore.

(Nella fattispecie, il Tribunale ha ritenuto colpevole del reato de quo una donna, di origine etiope, che dopo un viaggio in Africa concordato con il padre delle sue due figlie minori, non aveva fatto rientro in Italia dirigendosi invece, in Norvegia dalla sorella, impedendo all’altro genitore di avere contatti, anche solo telefonici con le figlie).

Tribunale Lecce sez. I, 12/02/2019, n.66

La manifesta carenza o inidoneità educativa del genitore

L’affidamento ad entrambi i genitori, previsto come regola dall’art. 337 ter c.c., comporta l’esercizio della potestà genitoriale da parte di entrambi i genitori e una condivisione delle decisioni di maggiore importanza. Alla regola dell’affidamento condiviso, costituisce eccezione la soluzione dell’affidamento esclusivo: all’affidamento condiviso può infatti derogarsi solo ove esso risulti “contrario all’interesse del minore” ai sensi dell’art. 337 quater, co. 1, c.c. Non essendo state tipizzate le circostanze ostative all’affidamento condiviso, la loro individuazione è rimessa alla decisione del Giudice.

Di conseguenza, perché possa derogarsi alla regola dell’affidamento condiviso, occorre che risulti, nei confronti di uno dei genitori, una sua condizione di manifesta carenza o inidoneità educativa o comunque tale appunto da rendere quell’affidamento in concreto pregiudizievole per il minore, con la conseguenza che l’esclusione della modalità dell’affidamento condiviso dovrà risultare sorretta da una motivazione non più solo in positivo sulla idoneità del genitore affidatario, ma anche in negativo sulla inidoneità educativa del genitore che in tal modo si escluda dal pari esercizio della potestà genitoriale e sulla non rispondenza, quindi, all’interesse del figlio dell’adozione, nel caso concreto, del modello legale prioritario di affidamento.

Nel caso di specie è stato disposto l’affido esclusivo alla madre della figlia minore poiché è stata provata inequivocabilmente la carenza genitoriale del padre concretatasi in atti sessuali compiuti sulla figlia minore, condotte che hanno gravemente contravvenuto ai più elementari doveri genitoriali e che hanno comportato la condanna penale dello stesso, con contestuale interdizione dalla responsabilità genitoriale sulla figlia).

Tribunale Grosseto, 14/01/2019, n.19

Chi è legittimato a proporre querela per sottrazione di minori?

In tema di sottrazione di minori, essendo la potestà genitoriale il principale bene giuridico tutelato dalla norma, la legittimazione a proporre querela spetta ai soggetti dalla stessa individuati (genitore esercente la potestà, tutore o curatore), con esclusione di quelli che hanno la sola vigilanza o custodia del minore. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso la legittimazione del legale rappresentante della comunità cui il predetto era stato affidato).

Cassazione penale sez. VI, 10/10/2018, n.48092

Ricongiungimento familiare e perdita della potestà genitoriale 

Allorquando il genitore straniero chieda il permesso di soggiorno per recuperare l’unità familiare con un figlio minore cittadino italiano e residente in Italia, con il quale egli non conviva, la carenza di coabitazione o convivenza con il minore non è, salvo il caso di perdita della potestà genitoriale secondo la legge interna, ostativa al rilascio del permesso di soggiorno, anche in difetto del titolo per ottenerlo.

Tribunale Napoli sez. XIII, 24/02/2019

Decadenza dalla potestà genitoriale: la competenza giurisdizionale

In materia di decadenza dalla potestà genitoriale, qualora i genitori risiedano in Stati diversi, la competenza giurisdizionale deve essere individuata con riferimento al criterio della residenza abituale del minore al momento della proposizione della domanda, il cui accertamento si risolve in una “quaestio facti”, con valutazione da svolgersi anche in chiave prognostica, che può essere effettuata direttamente dalla Suprema Corte sulla base dei dati emergenti dagli atti processuali, occorrendo valorizzare circostanze quali la frequenza della scuola ed il conseguimento di un ottimo rendimento scolastico in un determinato Stato, l’apprendimento della lingua, l’inserimento nel contesto sociale ed anche la entusiasta volontà del minore di rimanere in un certo luogo, accertata mediante l’ ascolto del minore medesimo.

Cassazione civile sez. un., 13/12/2018, n.32359


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