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Assistenti sociali: ultime sentenze

27 Maggio 2020
Assistenti sociali: ultime sentenze

Scopri le ultime sentenze su: disciplina dell’adozione; pronuncia dello stato di adottabilità; funzione delle relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi; procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore; affidamento delle indagini al servizio sociale del Comune; ammissione all’esame per la convalida del titolo di studio di assistente sociale.

Lo stato di adottabilità del minore

Nella disciplina dell’adozione di cui alla l. 4 maggio 1983 n. 184 lo stato di adottabilità può essere pronunciato anche sulla sola base delle informazioni rese dai servizi sociali, stante il carattere sommario e la natura camerale del procedimento; tuttavia nel successivo giudizio di opposizione i genitori hanno diritto di offrire prove contrarie, che non possono essere rifiutate solo perché non idonee a smentire specifici episodi riferiti dagli assistenti sociali, senza che peraltro possa attribuirsi valore decisivo alla eventuale scelta effettuata dal minore.

Cassazione civile sez. I, 23/04/1990, n.3369

Assistenti sociali: abilitazione professionale

È manifestamente inammissibile, in quanto avente ad oggetto un atto privo di forza di legge, la q.l.c. dell’art. 5 comma 1 d.P.R. 15 gennaio 1987 n. 14, modificato dall’art. 3 comma 1 d.P.R. 5 luglio 1989 n. 280, nella parte in cui fissa alle scuole dirette a fini speciali universitarie per assistenti sociali un termine perentorio di 3 anni (successivamente prorogato di un anno) per la valutazione dei titoli degli aspiranti all’abilitazione professionale, in riferimento agli art. 3 e 97 cost.

Corte Costituzionale, 23/12/1997, n.436

Convalida del titolo di studio di assistente sociale

Ai fini dell’ammissione all’esame per la convalida del titolo di studio di assistente sociale, in applicazione del d.P.R. 15 gennaio 1987 n. 14, recante disposizioni regolamentari sul valore abilitante del diploma di assistente sociale, in attuazione dell’art. 9 d.P.R. 10 marzo 1982 n. 162, non può richiedersi l’esibizione del diploma di maturità conseguito a compimento del corso di scuola secondaria superiore, in quanto trattasi di requisito estraneo alla disciplina derivante da fonte primaria, non previsto inoltre per l’assunzione a pubblici impieghi degli assistenti sociali già diplomati anteriormente all’introduzione del citato regolamento.

Consiglio di Stato sez. VI, 01/03/1996, n.288

Relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi 

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il proprio convincimento e la cui valutazione non comporta violazione del diritto di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di impugnazione della dichiarazione di adottabilità (e già in precedenza nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità), hanno diritto di prendere cognizione delle relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. I, 23/01/2019, n.1883

Discrezionalità del giudice nella scelta degli organi di cui avvalersi

Nel procedimento volto alla dichiarazione dello stato di adottabilità, la scelta degli organi per il compimento degli accertamenti, di cui all’art. 10 della legge n. 184 del 1983, appartiene alla discrezionalità del giudice procedente, senza che l’affidamento delle indagini al servizio sociale del comune di cui è organo il sindaco, nominato tutore provvisorio del minore, possa inficiarne le risultanze atteso che il servizio sociale, trovandosi sotto la direzione dell’autorità giudiziaria, è sottratto al potere gerarchico dell’autorità comunale. Né, ove sia stato nominato anche un curatore speciale del minore, è configurabile la possibilità per il sindaco, nella sua qualità di tutore provvisorio, di influire sulle scelte inerenti la conduzione del processo, sicché è priva di rilievo l’occasionale delega alla partecipazione alle udienze conferita ad alcuno degli assistenti sociali del comune.

Cassazione civile sez. I, 22/09/2015, n.18689

Relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi: valore probatorio

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il suo convincimento e la cui valutazione non comporta violazione dei diritti di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità, hanno il diritto di prendere cognizione di dette relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. VI, 08/01/2013, n.232

Diniego di iscrizione all’Albo degli assistenti sociali specialistici

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia derivante ad oggetto il diniego di iscrizione all’Albo degli assistenti sociali specialistici opposto dal Consiglio regionale dell’Ordine degli assistenti sociali.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 09/12/2002, n.5585

Procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologhi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il suo convincimento e la cui valutazione non comporta violazione dei diritti di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità, hanno il diritto di prendere cognizione di dette relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. I, 26/06/1990, n.6494


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