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Assistenti sociali: ultime sentenze

28 Gennaio 2022
Assistenti sociali: ultime sentenze

Disciplina dell’adozione; pronuncia dello stato di adottabilità; funzione delle relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi.

Dichiarazione di adottabilità: le relazioni degli assistenti sociale e degli psicologi

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il proprio convincimento e la cui valutazione non comporta violazione del diritto di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di impugnazione della dichiarazione di adottabilità (e già in precedenza nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità), hanno diritto di prendere cognizione delle relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. I, 15/07/2021, n.20244

Assunzioni di assistenti sociali da parte del Comune: criteri di valutazione

Relativamente alle assunzioni, in caso di assunzioni a tempo indeterminato di assistenti sociali da parte di Comuni, è opportuno tenere in considerazione le capacità assunzionali secondo i valori soglia definiti dal D.M. 17 marzo 2020.

Corte Conti, (Puglia) sez. reg. contr., 01/06/2021, n.91

Posizione di garanzia nei confronti del minore

L’assistente sociale incaricato, con decreto del tribunale, di assumere l’assistenza del minore collocato in comunità con la madre, all’evidenza incapace di accudire il figlio, assume una posizione di garanzia nei confronti del minore, trattandosi di una relazione tra soggetto affidatario e soggetto affidato.

(In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto immune da censure il riconoscimento della responsabilità dell’assistente sociale, a titolo di omicidio colposo, in relazione alla morte di un bambino, conseguita all’ingerimento di una pasticca di “suboxone” lasciato incustodito dalla madre nella camera dell’istituto ove entrambi alloggiavano, per la condotta omissiva consistita nella mancata instaurazione di qualsiasi contatto diretto con la diade madre-figlio e nel non aver effettuato incontri periodici con il soggetto affidato).

Cassazione penale sez. IV, 19/05/2021, n.33596

Spesa per assunzioni di assistenti sociali a tempo indeterminato

Le assunzioni di assistenti sociali a tempo indeterminato che siano state effettuate con contributi di cui all’art. 1, co. 797 e ss., L. n. 178/2020 e le conseguenti entrate non concorrono alla determinazione degli spazi assunzionali di cui all’art. 33, D.L. n. 34/2019 (convertito con modifiche dalla L. n. 58/2019).

Corte Conti, (Lombardia) sez. reg. contr., 22/04/2021, n.65

La relazione dell’assistente sociale su fatti non avvenuti

La relazione che l’assistente sociale abbia inviato al Tribunale dei Minorenni, in cui espone come fatti oggettivamente avvenuti quello che in realtà le era stato soltanto riferiti telefonicamente è oggettivamente un atto pubblico falso, anche a prescindere dalla verità storica o meno dei fatti descritti in tale relazione.

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 22/10/2020

Privazione della potestà genitoriale e allontanamento del figlio minore a seguito di false dichiarazioni

La privazione della potestà genitoriale alla madre e l’allontanamento dalla residenza familiare del figlio minore avvenute a seguito di false dichiarazioni costituiscono un danno non patrimoniale risarcibile ex artt. 2043,2059 c.c. e art. 29,30 e 31 Cost. (nella specie: un padre aveva violentato il proprio figlio e aveva riferito agli assistenti sociali che la moglie ne era a conoscenza mentre la stessa era all’oscuro di ciò che stava accadendo).

Tribunale Bologna sez. III, 23/01/2020, n.159

Relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi 

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il proprio convincimento e la cui valutazione non comporta violazione del diritto di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di impugnazione della dichiarazione di adottabilità (e già in precedenza nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità), hanno diritto di prendere cognizione delle relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. I, 23/01/2019, n.1883

Discrezionalità del giudice nella scelta degli organi di cui avvalersi

Nel procedimento volto alla dichiarazione dello stato di adottabilità, la scelta degli organi per il compimento degli accertamenti, di cui all’art. 10 della legge n. 184 del 1983, appartiene alla discrezionalità del giudice procedente, senza che l’affidamento delle indagini al servizio sociale del comune di cui è organo il sindaco, nominato tutore provvisorio del minore, possa inficiarne le risultanze atteso che il servizio sociale, trovandosi sotto la direzione dell’autorità giudiziaria, è sottratto al potere gerarchico dell’autorità comunale. Né, ove sia stato nominato anche un curatore speciale del minore, è configurabile la possibilità per il sindaco, nella sua qualità di tutore provvisorio, di influire sulle scelte inerenti la conduzione del processo, sicché è priva di rilievo l’occasionale delega alla partecipazione alle udienze conferita ad alcuno degli assistenti sociali del comune.

Cassazione civile sez. I, 22/09/2015, n.18689

Relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi: valore probatorio

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore, le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il suo convincimento e la cui valutazione non comporta violazione dei diritti di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità, hanno il diritto di prendere cognizione di dette relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. VI, 08/01/2013, n.232

Diniego di iscrizione all’albo degli assistenti sociali specialistici

Rientra nella giurisdizione del giudice ordinario la controversia derivante ad oggetto il diniego di iscrizione all’Albo degli assistenti sociali specialistici opposto dal Consiglio regionale dell’Ordine degli assistenti sociali.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. II, 09/12/2002, n.5585

Assistenti sociali: abilitazione professionale

È manifestamente inammissibile, in quanto avente ad oggetto un atto privo di forza di legge, la q.l.c. dell’art. 5 comma 1 d.P.R. 15 gennaio 1987 n. 14, modificato dall’art. 3 comma 1 d.P.R. 5 luglio 1989 n. 280, nella parte in cui fissa alle scuole dirette a fini speciali universitarie per assistenti sociali un termine perentorio di 3 anni (successivamente prorogato di un anno) per la valutazione dei titoli degli aspiranti all’abilitazione professionale, in riferimento agli art. 3 e 97 cost.

Corte Costituzionale, 23/12/1997, n.436

Convalida del titolo di studio di assistente sociale

Ai fini dell’ammissione all’esame per la convalida del titolo di studio di assistente sociale, in applicazione del d.P.R. 15 gennaio 1987 n. 14, recante disposizioni regolamentari sul valore abilitante del diploma di assistente sociale, in attuazione dell’art. 9 d.P.R. 10 marzo 1982 n. 162, non può richiedersi l’esibizione del diploma di maturità conseguito a compimento del corso di scuola secondaria superiore, in quanto trattasi di requisito estraneo alla disciplina derivante da fonte primaria, non previsto inoltre per l’assunzione a pubblici impieghi degli assistenti sociali già diplomati anteriormente all’introduzione del citato regolamento.

Consiglio di Stato sez. VI, 01/03/1996, n.288

Procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore

Nel procedimento per la dichiarazione dello stato di adottabilità di un minore le relazioni degli assistenti sociali e degli psicologhi, ancorché non asseverate da giuramento, costituiscono, nel quadro dei rapporti informativi, degli accertamenti e delle indagini da compiere in via sommaria e secondo il rito camerale, indizi sui quali il giudice può fondare il suo convincimento e la cui valutazione non comporta violazione dei diritti di difesa dei genitori, atteso che questi ultimi, nel successivo giudizio di opposizione alla dichiarazione di adottabilità, hanno il diritto di prendere cognizione di dette relazioni, nonché di controdedurre e di offrire prova contraria.

Cassazione civile sez. I, 26/06/1990, n.6494

Lo stato di adottabilità del minore

Nella disciplina dell’adozione di cui alla l. 4 maggio 1983 n. 184 lo stato di adottabilità può essere pronunciato anche sulla sola base delle informazioni rese dai servizi sociali, stante il carattere sommario e la natura camerale del procedimento; tuttavia nel successivo giudizio di opposizione i genitori hanno diritto di offrire prove contrarie, che non possono essere rifiutate solo perché non idonee a smentire specifici episodi riferiti dagli assistenti sociali, senza che peraltro possa attribuirsi valore decisivo alla eventuale scelta effettuata dal minore.

Cassazione civile sez. I, 23/04/1990, n.3369



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