Ci si può rifiutare di firmare l’autocertificazione?

15 Aprile 2020 | Autore:
Ci si può rifiutare di firmare l’autocertificazione?

Se vieni beccato in giro senza un motivo valido ti potrebbe venire la tentazione di non firmare il modulo di autocertificazione, ma non è una buona idea.

Tra i dubbi sull’ormai famoso modulo di autocertificazione necessario per giustificare le uscite da casa e gli spostamenti durante l’attuale periodo di emergenza Coronavirus ce n’è uno molto diffuso e che ancora non è stato chiarito: ci si può rifiutare di firmare l’autocertificazione?

La tentazione ti potrebbe venire se vieni fermato fuori di casa senza un motivo valido per uscire: ti sarà chiesto dagli organi di controllo di fornire una ragione del tuo spostamento e dovrai farlo con una tua dichiarazione, da rendere nelle forme dell’autocertificazione.

Sappiamo bene che per uscire di casa bisogna munirsi del modello apposito (clicca qui per scaricare l’ultima versione aggiornata) proprio per dare conto dei motivi di necessità; se si è sprovvisti del modulo cartaceo perché, ad esempio, non abbiamo la stampante a casa ce lo forniranno gli operatori e lo potremo compilare sul momento (non vanno bene invece le app su smartphone); sappiamo anche che bisogna compilarlo ed esibirlo all’atto del controllo da parte delle forze di Polizia.

Conosciamo ormai abbastanza bene anche il contenuto che il modello prevede: dall’indicazione delle proprie generalità (compreso il domicilio, se diverso dalla residenza, e il numero di telefono), alle dichiarazioni da rendere – che sono impegnative, come ora vedremo – fino all’esposizione precisa dei motivi che rendono necessario lo spostamento.

Sono i motivi tassativi e prestabiliti che consentono di derogare alle misure di contenimento e all’obbligo generale del “restare a casa”: le comprovate esigenze lavorative, le situazioni di necessità, come andare a fare la spesa o in farmacia, i motivi di salute o i casi di “assoluta urgenza” che richiedono lo spostamento in un Comune diverso.

È tutto scritto nel modello precompilato e si tratta di scegliere la causa che fa al caso nostro, eventualmente integrandola con le descrizioni particolari da riportare nelle righe apposite, lasciate in bianco sul prestampato. Ma al termine di tutto questo c’è un altro requisito fondamentale: la sottoscrizione, cioè la firma di chi rilascia questa autodichiarazione. Ti chiederai: è possibile ometterla oppure no? E in caso affermativo, cosa succede a chi non vuole firmare il modulo di autocertificazione? Ci sono sanzioni per il rifiuto?

I decreti del presidente del Consiglio dei ministri che hanno introdotto (e poi integrato e modificato fino alla versione attuale) i vari moduli dell’autocertificazione non prevedono espressamente questa eventualità di firma assente o rifiutata e neppure le Faq del ministero dell’Interno forniscono una risposta a questa domanda dei cittadini. Ma la risposta, come vedrai proseguendo la lettura, è “nascosta” nelle norme a monte dell’autocertificazione stessa.

Infatti, è possibile individuare quali sono le conseguenze della mancata firma in base ai principi generali sulle autocertificazioni, sul rifiuto di sottoscrivere atti dovuti e sulle sanzioni penali in caso di mendacio.

Bisogna anche tenere presente che l’autocertificazione è un atto privato che viene rilasciato ad un pubblico ufficiale – l’operatore delle forze di Polizia, compresa la Municipale – che tratterrà il documento e sulla base di esso potrà effettuare controlli più approfonditi per verificare se quanto dichiarato è vero oppure no; ma se non c’è o non viene firmata nulla cambia perché le regole e le sanzioni per le trasgressioni ai divieti sul contenimento del Coronavirus sono le stesse e anzi rifiutarsi di sottoscrivere può integrare un’ulteriore condotta illecita.

Non è un caso che non ci sia nessuna sanzione specifica per essere sprovvisti del modulo o per il fatto di non averlo compilato; quello che conta, in realtà, è accertare i motivi dello spostamento e l’identità della persona. L’autocertificazione è un modo pratico e anche utile per farlo in tempi brevi e così accelerare i controlli, ma non è indispensabile. Così la domanda può essere meglio posta sotto un altro aspetto: conviene non firmare l’autocertificazione? La risposta, in estrema sintesi, è che non è una buona idea evitare di apporre la propria sottoscrizione sul modello. Vediamo subito perché.

Innanzitutto, la dichiarazione delle ragioni dello spostamento avviene “sotto la propria responsabilità“: c’è un basilare obbligo di verità che coinvolge in primo luogo l’attestazione delle proprie generalità e qui viene in subito gioco una norma fondamentale del codice penale [1] – che non a caso è richiamata proprio nell’intestazione del modello – che punisce chi dichiara falsamente a un pubblico ufficiale la propria identità o le proprie qualità personali con la reclusione da uno a sei anni.

Si tratta di un reato grave, che prescinde dall’autocertificazione: le forze di Polizia in occasione dei controlli su strada finalizzati al rispetto delle misure di contenimento Covid-19 sono sempre legittimate a chiedere le generalità e chi risponde falsamente sul suo nome, data di nascita, residenza o domicilio commetterà questo delitto anche se ha dichiarato questi elementi verbalmente anziché per iscritto. Il fatto di aver apposto o meno la firma sul modulo non conta nulla a questi fini, la prova sarà in quanto detto dal cittadino agli operanti e da loro percepito in quel momento.

Chi, invece, rifiuta di fornire le proprie generalità in occasione dei controlli – semplicemente non rispondendo, anziché indicando dati falsi – commetterà un reato, più lieve del precedente, di tipo contravvenzionale [2] punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a 206 euro; anche questa condotta non ha nulla a che fare con l’autocertificazione e si compie per il semplice fatto di non dichiarare i propri dati identificativi quando se ne viene richiesti durante i controlli svolti per garantire il rispetto delle prescrizioni sul Coronavirus.

Ma fin qui siamo rimasti ancora alla parte “compilativa” delle informazioni da fornire, cioè quelle che riguardano chi siamo e non ancora perché ci muoviamo e se siamo a conoscenza dei divieti vigenti sul territorio nazionale e di quelli ulteriori della Regione che attraversiamo. Qui viene quello che più conta ai fini della nostra domanda – se ci si può rifiutare di apporre la firma sul modulo e se conviene farlo oppure no.

Ebbene, devi sapere che la firma è ininfluente ai fini della responsabilità e la trasgressione può ben essere accertata a prescindere dalla tua sottoscrizione del modello e addirittura dalla sua stessa compilazione. In pratica, non firmare è un espediente che non serve ed anzi può rivelarsi dannoso.

L’autocertificazione infatti ci chiede di dichiarare se siamo a conoscenza delle misure di contenimento del contagio, cioè delle restrizioni imposte dai Decreti emanati dal Governo e dalle eventuali ordinanze più restrittive imposte dalle Regioni di appartenenza. Qui bisogna anche dichiarare di non essere sottoposti a quarantena e di non essere risultati positivi al Covid-19 (risultare positivi è cosa ben diversa dall’essere positivi: per essere risultati positivi bisogna aver effettuato un tampone o un test sierologico che abbia dato questo esito).

Anche questa è una domanda che ci può essere rivolta a voce dagli operanti, i quali, una volta identificato il dichiarante, potranno verbalizzare la risposta e trarne le conseguenze. Lo stesso accadrà per le motivazioni dello spostamento: in assenza di autocertificazione, i verbalizzanti le annoteranno e riporteranno nei propri atti e il loro verbale farà fede fino a querela di falso, cioè non potrà essere contestato e “smontato” con una semplice affermazione di segno contrario del privato cittadino.

Ora, il rifiutarsi di rispondere sul motivo dello spostamento equivale a non avere nessuna ragione valida per essere uscito da casa: così la trasgressione dei divieti sarà conclamata ed evidente. La norma infatti punisce semplicemente «il mancato rispetto delle misure di contenimento» [3]; in altre parole, il presupposto della violazione non passa necessariamente attraverso l’autocertificazione.

Potrà trasgredire le regole – ed essere sanzionato – chi riporta sul modulo un motivo invalido così come chi lo dichiara verbalmente agli incaricati del controllo e la sottoscrizione del dichiarante non è affatto un elemento costitutivo dell’infrazione delle regole, semmai è un mezzo per documentarla, ma non certo indispensabile.

Perciò nessuna firma assente sull’autocertificazione potrà “salvare” il malcapitato dalle conseguenze di legge e cioè dalla multa da 400 a 3.000 euro (aumentata fino a un terzo se la trasgressione è avvenuta a bordo di un veicolo); ma non ci sarà nessuna esimente neppure per le sanzioni penali, come il mancato rispetto della quarantena da parte di chi è risultato positivo al Covid-19, che rischierà l’arresto da 3 a 18 mesi e il pagamento di un’ammenda da 500 a 5.000 euro, senza possibilità di oblazione.

L’autocertificazione, così come non è necessaria per l’integrazione delle violazioni amministrative, così non influisce sulla sussistenza di queste ulteriori condotte costituenti reato; inoltre, come abbiamo osservato, anche il rendere verbalmente dichiarazioni false comporta comunque reato. Quindi anche chi è risultato positivo al Coronavirus e nonostante ciò esce di casa sarà responsabile del reato di epidemia [4], a prescindere da qualsiasi autocertificazione, dal suo contenuto e dal fatto che sia stata firmata o meno.


note

[1] Art. 495 Cod. pen.Falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri“.

[2] Art. 651 Cod. pen. “Rifiuto d’indicazioni sulla propria identità personale”.

[3] Art. 4 del Decreto Legge 25 marzo 2020, n. 19 “Sanzioni e controlli“.

[4] Art. 452 Cod. pen. “Delitti colposi contro la salute pubblica“.


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16 Commenti

  1. Buongiorno
    Se vogliamo essere precisi, firmare l’autocertificazione che ti propone lo stato, non è propio una buona cosa.
    Hai fini della dichiarazione, io non posso al 100% sapere se potrò rispettare quello che dichiaro, perché nel frangente potrebbe capitarmi un imprevisto di forza maggiore che mi fa cambiare dal percorso che ho dichiarato.
    Quindi ci sarebbe un po da questionari su questa cosa.

    1. se vogliamo essere precisi non si tratta di AUTO-CERTIFICAZIONE ma di AUTO-DICHIARAZIONE e nonostante i miei sforzi non sono riuscito a trovare nessuno che mi spieghi pragmaticamente perchè tutti parlano di autrocertificazione (normata in un modo) e non invece di autodichiarazione che invece è tutta un’altra cosa…. tu sai qualcosa?

      1. Nel frattempo con la seconda ondata le autorità hanno recepito l’improprietà del termine autocertificazione e son passati a quello di “autodichiarazione”, assai ridicolo e tautologico. Infatti si tratta comunque di una “dichiarazione”, chiunque poi la sottoscriva.
        E potrebbe anche non essere rilasciata da chi la esibisce, ma da altri, ad esempio dal datore di lavoro per attestare lo status di suo dipendente o collaboratore esterno del signor Tale incaricato di muoversi per questo o quel compito. Va da sè che, se gli organi di controllo lo ritengono il caso, possono chiedere a chi esibisce tale dichiarazione di integrala compilandone sul momento un’altra sul modulo standard, riguardoin particolare il non essere sottoposti a misure anticovid ecc ecc

    2. esatto sono pienamente d’accordo se io sto andando a fare spesa mi accorgo di essermi dimenticato i soldi e torno a casa mi riferma la pattuglia mi fa un verbale perchè ho dichiarato e firmato una cosa che poi non ho fatto quindi io non firmerei nulla

  2. Personalmente mi munisco di un modulo precompilato delle generalità docum. identita, partenza e poi solo la spunta “Situazione di necessita” che comunque avvengono esclusivamente nel comune di residenza.
    Poi piu’ nulla e completerò gli altri dati e la sottoscrizione davanti all Agente di polizia.
    può andare bene?

  3. Non sono d’accordo, soprattutto su …reato di pandemia? e dove è stata dichiarata la pandemia? neppure dall’OMS.!…modalità pandemiche non significa pandemia

  4. Non è una “Autocertificazione” ma bensì una “Autodichiarazione” e voi che reputate di dare una consulenza legale specificatene BENE la differenza….

    1. bravo me ne sono accorto anch’io tempo fa e nonostante abbia fatto giurisprudenza e abbia chiesto a tre avvocati amici non riesco ancora a trovare qualcuno che mi spieghi il perchè di questa sottigliezza con evidenti conseguenze….

  5. Ai sensi della legge 104/92 L’autocertificazione o dichiarazione sostitutiva, è un documento che permette al cittadino di dichiarare senza far ricorso al documento originale; nella fattispecie, ai fini penali e amministrativi, ciò che conta è la veridicità o meno di ciò che si afferma, non la forma della dichiarazione. “L’autocertificazione consiste nella facoltà (non obbligo) riconosciuta ai cittadini di rappresentare alla Pubblica Amministrazione – in sostituzione di taluni certificati indicati tassativamente dalla legge (art. 46 D.P.R. n. 445/2000) – propri stati, fatti e qualità personali, mediante specifiche dichiarazioni sottoscritte (firmate) dall’interessato.
    Lo stesso D.P.R. prevede, altresì, la possibilità di presentare dichiarazioni riportanti propri stati, fatti e qualità personali che non rientrano nei certificati indicati dall’art. 46, nei casi e con le modalità indicate dal successivo art. 47. Si tratta delle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà”.

    1. Non sono affatto d’accordo di firmare dichiarando il falso che non sono positivo, cosa che è nel caso che io sentendomi bene credo di star davvero bene… E invece poi infetto qualcuno! Quindi, perché mai dovrei apporre la mia firma? Dove va a finire il mio essere responsabile? Se sono costretto perché il pubblico ufficiale abusa della sua autorità obbligandomi e minacciandomi che vado incontro alla galera, chi appoggia il mio diritto di libertà? Vuoi una firma sbirro??? Allora ci aggiungi nome cognome e numero di matricola nel primo spazio bianco libero che trovi nell’autocertificazione annotando che ti prendi TU la responsabilità di ciò che firmo!! Queste autocertificazioni FIRMATE servono soltanto a quel… Conte e tutto il teatrino del governo, a pararsi il culo dalle responsabilità sui danni che ci hanno fatto, prima nascondendocelo e poi perdendone il controllo su questo “ipotetico” virus/genocidio che ci ha privati del nostro vivere..
      NON FIRMATE!!!!!! Grazie

      1. Ovunque trovo questa obiezione, dovuta ad una lettura frettolosa delle formule di rito riportate sui modelli di “autodichiarazione”.
        Perciò mi pare strano che, dal 27 di aprile ad oggi. il cortese redattore dottor Remer non abbia reputato opportuno ribadire che con la forma proposta dalle autorità NON si chiede affatto di certificare il proprio stato di salute ma solo di NON ESSERE RISULTATO POSITIVO al Covid ecc ecc. (ovviamente a seguito di tampone) Solo in quel caso il cittadino può essere ritenuto responsabile dell’eventuale falsità di quello che firma.

  6. Egregio dr. Remer

    con la nuova emergenza Covid tornano sul web appelli bufala, in apparenza molto raffinati nelle sfumature giuridiche, ma nella sostanza fuorvianti per chi si prende la briga di leggersi gli articoli della Costituzione che i bufalari citano ripetutamente. Torna perciò di grandissima attualità questo suo articolo

    Mi consenta di seganalare casi particolari che forse lei riterrà di trattare a parte o integrare nell’articolo stesso.
    Sino ad ora non ho trovato nessuno che li abbia già analizzati.

    1-Circa le dichiarazioni che diligentemente firmeremo, qualcuno può impedirci di dichiarare di “NON essere a conoscenza delle misure normative di contagio….? e idem per le “…altre misure e limitazioni” e “…le sanzioni previste dall’art.4”?

    In fin dei conti essere al corrente è aver letto davvero i decreti, le circolari e le FAQ, e non soltanto (come nel mio caso) aver colto al volo, dai titoli dei GR, che si è di nuovo in lockdown ecc ecc. .

    Immagino che dir la verità non sia sanzionabile e non contrasti in alcun modo con il dichiarare scrupolosamente nelle righe aspposite che ci si è comunque mossi per stretta necessità (spese ed altro), come peraltro sarebbe sempre consigliabile in questo periodo, con e senza blocchi regionali.
    Ma naturalmente quel che immagino io conta poco, agli altri lettori interesserà il suo parere

    2-Notavo che sui moduli della autodichiarazione c’è lo spazio per indicare l’utenza telefonica, che però non è riportata sui documenti di identificazione da esibire per legge in ogni circostanza, Covid o non Covid. Sbaglio o solo in casi di reato le forze dell’ordine possono chiederlo ai gestori tramite la magistratura? In caso lei me lo confermi non si capisce perchè fornirlo spontaneamente.
    Sbaglio o poichè è stato anche da lei magistralmente chiarito che, in fin dei conti, l’autocertificazione è una facoltà, ci giova il fruirne ma non è obbligatorio che essa ricalchi in tutto la forma PROPOSTA dal Viminale?

    Ovviamente la ratio per cui gli organi accertatori vorrebbero il numero è l’essere agevolati nei controlli,a campione o mirati, ad esempio tracciando attraverso le “celle telefoniche”, gli effettivi spostamenti del cittadino quando lo perdono di vista dopo il controllo.
    Ma va detto che, d’altra parte, questa comodità viene vanificata da coloro che avessero solo un fisso, oppure più di un numero di cellulare e legittimamente fornissero quello che non usano mai. Perciò si crea anche una discriminazione tra il livello di tracciamento dei vari cittadini

    Ma indipendentemente dai motivi che han spinto ad inserire la voce “utenza telkefonica”, lei che ne pensa quanto all’effettiva liceità di chiederlo e all’effettiva obbligatorietà di indicarlo?

    Grazie

  7. AD PADOVA CE IL 41 PER CENTO CHE NON SI VACCINA CONTRO COVIT E ACQUA DISTILLATTA SCANDALO LO ABBIAMMO FATTO ANALIZZARE E ACQUA SIA QUELLO CONTRO INFLUENZA E QUELLO COVITACQUA VOGLIONO FAR CASSA LE CASE FARMACEUTICHE MOLTINAZZIONALI MAFFIA ED POLICITI COME GIUSEPPE CONTE A CHIUSO AEROPORTO VENEZIA E TREVISO CE IL 40 PER CENTO AD PADOVA SENZA MEDICO DI BASE POI ZAIA DICE PASSAPORTO SANITARIO

  8. Non ho mai firmato un’autcertificazione per un semplice motivo: facendolo avrei accettato implicitamente la legittimità di queste ordinanze che non intendevo e non intendo accettare minimamente. Se mi avessero fermato avrei semplicemente dichiarato di spostarmi per motivi di necessità personale e di non dover dare altra giustificazione riservandomi poi di contestare un’eventuale sanzione nelle sedi opportune. Mortificare i propri diritti, la propria dignità personale e la propria libertà per lo spauracchio di una multa di 400 euro mi è sempre sembrato un comportamento eticamente discutibile.

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