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Bisogna mantenere il genitore disabile?

15 Aprile 2020
Bisogna mantenere il  genitore disabile?

Commette reato il figlio che non versa alcun aiuto economico al genitore portatore di handicap anche se ha già una indennità di accompagnamento?

Bisogna mantenere il  genitore disabile? In tempi in cui lo stipendio è appena sufficiente ad arrivare a fine mese, c’è chi preferisce utilizzare i pochi risparmi accumulati durante l’inverno per godersi la vacanza piuttosto che aiutare il padre e la madre. Così, alla fine, in una famiglia c’è sempre il figlio più premuroso che “vede e provvede”, anche economicamente, e quello invece che preferisce fare lo struzzo. Ma si può obbligare un fratello a contribuire economicamente per il bene dei genitori? Cosa dice la legge a riguardo? Un importante chiarimento è stato offerto dalla Cassazione proprio di recente [1]. 

Il tema trattato dalla Corte è proprio quello con cui abbiamo esordito in questo articolo: bisogna mantenere il  genitore disabile che, magari, ha già una propria pensione sociale e l’assegno di accompagnamento? Ecco cosa hanno detto i giudici supremi in merito. 

Obbligo dei figli di assistere e mantenere i genitori

Chi ha un genitore anziano e non autosufficiente perché malato farebbe bene a sapere cosa prevede, in questi casi, il Codice penale. In particolare, l’articolo 570 cod. pen., che regola il reato di «violazione degli obblighi di assistenza familiare», punisce con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro il figlio che fa mancare ai genitori (evidentemente in condizioni economiche disperate) i mezzi di sussistenza. 

A questa disposizione si aggiunge anche l’articolo 591 del Codice penale rivolto, invece, a punire l’abbandono di persone incapaci come possono essere dei genitori con gravi malattie (si pensi all’Alzheimer).

Sul versante civile, invece, ci sono gli articoli 443 e seguenti del Codice civile in base ai quali, se una persona – che non è capace di procurarsi un reddito da sé per questioni legate all’età e/o alla salute – è in una situazione di rischio per la propria stessa sopravvivenza, a versare gli alimenti deve essere il coniuge o, in sua assenza, i figli (leggi Come chiedere gli alimenti).

Ed allora, bisogna mantenere il genitore disabile? Assolutamente sì, se questi è privo di reddito e non ha di che vivere. 

In che termini? L’obbligo di mantenimento varia chiaramente in relazione alle possibilità economiche del figlio e della necessità del genitore. Tutti i fratelli devono provvedere al mantenimento del genitore ma non in misura uguale: ciascuno deve contribuire in proporzione alle proprie disponibilità.

Cosa rischia il figlio che non mantiene il genitore disabile?

Il quadro normativo ora è chiaro: chi non mantiene il genitore disabile rischia sia una incriminazione penale che una condanna civile a versare gli alimenti al bisognoso. Ma l’azione può essere intentata solo dall’avente diritto, ossia dal genitore, non anche dai suoi fratelli che già pagano il mantenimento. Se il padre o la madre intende “perdonare” il figlio che si disinteressa di lui, gli altri fratelli non possono farci nulla. 

Bisogna mantenere un genitore disabile che ha l’accompagnamento?

Secondo la Cassazione chi trascura i genitori anziani, anche se questi hanno già una indennità di accompagnamento, rischia la condanna penale. 

Non rileva neanche il fatto che il genitore viva con un’altra persona che si prende cura di lei, come ad esempio un convivente o una badante, circostanza che tutt’al più può escludere il reato di «abbandono di persona incapace» ma non anche quello di «violazione degli obblighi di assistenza familiare».

Secondo la Corte, l’eventuale convivente del genitore avrebbe diritto a ottenere il risarcimento per i danni morali subiti dalla mancata assistenza da parte dei figli ma non a essere rimborsato di quanto eventualmente da questi pagato per garantire al partner una vita più dignitosa.

Difatti – hanno precisato i giudici supremi – lo stato di bisogno del beneficiario, necessario per far scattare il reato previsto dall’art. 591 del cod. pen., non è escluso dall’intervento di terzi (neanche se coobbligati o obbligati in via subordinata); per cui l’illecito penale si configura anche se qualcuno si sostituisce all’inerzia del figlio, tenuto per legge a somministrare i mezzi di sussistenza.

Dicevamo che il convivente non ha diritto ad essere risarcito dai figli per le spese sostenute per il loro genitore. E ciò perché si tratta comunque di adempimenti spontanei fatti in forza di un dovere di solidarietà che caratterizza anche le coppie di fatto, dovere che pertanto non consente la restituzione di quanto versato spontaneamente negli anni. 


note

[1] Cass. sent. n. 12201 del 15.04.2020.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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