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Assenza retribuita: ultime sentenze

29 Maggio 2020
Assenza retribuita: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: reato di truffa aggravata; assenza retribuita dal luogo di lavoro e falsa certificazione sanitaria utilizzata per giustificare l’assenza; assenza retribuita per cure termali e stato patologico del lavoratore.

Falsa certificazione sanitaria

È ravvisabile il reato di truffa aggravata a carico del pubblico dipendente nel caso di assenza retribuita dal luogo di lavoro documentata da una falsa certificazione sanitaria utilizzata per giustificare l’assenza stessa.

Cassazione penale sez. II, 17/07/2019, n.44578

L’esistenza di uno stato patologico

Ai sensi dell’art. 13 legge n. 638 del 1983, l’assenza retribuita per cure termali presuppone l’esistenza nel soggetto di uno stato patologico tale da attribuire alle cure stesse maggiore utilità ove effettuate anticipatamente rispetto ai congedi ordinari, nonché il riconoscimento della loro idoneità per la tutela della salute secondo motivata prescrizione medica.

(Nella specie è stata ritenuta inidonea una certificazione medica che recava una non insignificante contraddizione tra la motivazione, redatta a penna – “a scopo terapeutico e riabilitativo” – e quella successiva del timbro – “esigenze terapeutiche o riabilitative” – che inoltre, non chiariva le ragioni esclusive dell’eventuale natura preventiva delle cure e non argomentava, infine, sul requisito della loro maggiore utilità se fruite prima del periodo feriale autorizzato dal datore di lavoro).

Pretura Bologna, 23/07/1990

Assenza retribuita per motivi di salute

A fronte di un giudicato che accerta l’illegittimità, per irragionevolezza, di un provvedimento che aveva negato ad un finanziere una assenza retribuita per motivi di salute in considerazione della non riconducibilità a causa di servizio dell’infermità, l’amministrazione legittimamente può procedere a nuova valutazione medico-legale della patologia al fine di porre a fondamento del nuovo provvedimento, da assumere a seguito dell’annullamento del precedente, pareri sanitari immuni dai vizi riscontrati dal giudice.

Ne consegue che dopo il giudicato meramente demolitorio non può esperirsi un giudizio di ottemperanza volto ad ottenere la riconducibilità a causa di servizio dell’infermità, che va doverosamente rivalutata dalla p.a. e non dal giudice dell’esecuzione.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. I, 07/02/2006, n.321

Diritto all’assenza retribuita e cure termali

Non spetta al lavoratore il diritto all’assenza retribuita per fruire di un ciclo di cure termali ove dalla certificazione medica non risulti una esplicita motivazione circa l’incompatibilità delle stesse con le finalità tipiche delle ferie. Ne consegue che, laddove detta incompatibilità non risulti dalla richiesta di cure, questa equivarrà a richiesta di ferie.

Tribunale Milano, 30/04/1994

Attività sindacale esterna e assenza retribuita 

In tema di permessi ai lavoratori che svolgono attività sindacale esterna quali componenti di organi direttivi provinciali e nazionali di associazioni sindacali, l’utilizzazione dell’agevolazione dell’assenza retribuita costituisce oggetto di un diritto – che non tollera limitazioni da parte del datore di lavoro e che l’art. 30 della l. 20 maggio 1970 n. 300 attribuisce direttamente ai lavoratori aventi la suddetta qualità, non alle associazioni sindacali di appartenenza – le cui condizioni e modalità di esercizio sono rimesse alla contrattazione collettiva, la quale risulta sufficientemente specifica al riguardo – così da precludere un intervento sostitutivo del giudice, applicativo dei principi di correttezza ed equità di cui agli art. 1175 e 1374 c.c. – allorché preveda il cosiddetto “monte ore”, cioè quel minimo garantito che è, nel contempo, anche idoneo a prevenire abusi e a salvaguardare le esigenze del datore di lavoro rispetto all’inesistenza di limiti in ordine al numero dei dipendenti legittimati alla fruizione dei permessi in questione, cui non si applicano le disposizioni degli art. 23 e 24 della citata legge n. 300 del 1970, concernenti il diverso caso dell’attività sindacale e non aziendale, senza che possano rilevare le dimensioni dell’unità produttiva di appartenenza dei dirigenti sindacali.

Cassazione civile sez. lav., 05/01/1993, n.24

L’illegittimità del licenziamento intimato al lavoratore

Deve essere confermata la decisione dei giudici del merito che hanno dichiarato l’illegittimità del licenziamento intimato al lavoratore che, per ottenere una “aspettativa per motivi familiari”, aveva erroneamente avanzato istanza di “aspettativa retribuita“. Tale vizio di forma non rende grave l’assenza del lavoratore, nonostante l’azienda abbia ribadito, più volte, nei confronti del dipendente la necessità di “correggere” la richiesta di aspettativa, prima di poterla ritenere accettabile.

Cassazione civile sez. lav., 05/05/2015, n.8928

L’utilizzazione dell’agevolazione dell’assenza retribuita

In tema di permessi ai lavoratori che svolgono attività sindacale esterna quali componenti di organi direttivi provinciali e nazionali di associazioni sindacali, l’utilizzazione dell’agevolazione dell’assenza retribuita costituisce oggetto di un diritto – che non tollera limitazioni da parte del datore di lavoro e che l’art. 30 dello st. lav. attribuisce direttamente ai lavoratori aventi la suddetta qualifica, non alle associazioni sindacali di appartenenza – le cui condizioni e modalità di esercizio sono rimesse alla contrattazione collettiva, la quale – nella fattispecie in esame – risulta sufficientemente specifica al riguardo, così da precludere un intervento sostitutivo del giudice applicativo dei principi di correttezza ed equità di cui agli art. 1175 e 1374 c.c. È antisindacale il rifiuto di concedere i permessi retribuiti riconosciuti dall’art. 30 st. lav. ai componenti gli organi direttivi dei sindacati di cui all’art. 19 st. lav.

Tribunale Milano, 04/05/1999

Assenza retribuita per cure idrotermali: quando è giustificata?

L’assenza retribuita per il godimento delle cure idrotermali si giustifica qualora il lavoratore sia affetto da uno stato patologico che, pur non cagionando direttamente l’inettitudine allo svolgimento dell’attività lavorativa, renda però l’attività stessa temporaneamente inesigibile per l’accertata necessità, non dilazionabile sino alle ferie annuali o ai congedi ordinari, di specifici trattamenti idrotermali, i quali debbono essere riconosciuti, dalla motivata prescrizione medica, tali per la loro efficacia da doversi eseguire con conveniente tempestività nel periodo extraferiale. Pertanto, il dipendente che ha procrastinato la fruizione delle cure termali prescritte da alcuni mesi non ha diritto per i periodi di assenza alla relativa retribuzione.

Tribunale Roma, 14/02/1989

Diritto a fruire di un periodo di assenza retribuita e certificazione medica

Non spetta al dipendente il diritto a fruire di un periodo di assenza retribuita per cure idrotermali ove dalla certificazione medica prodotta non risulti l’urgenza delle cure che ne comporti l’inopportunità di differimento fino al periodo delle ferie annuali o dei congedi ordinari.

Tribunale Torino, 02/03/1993

Diritto a fruire di un periodo di assenza retribuita al di fuori del periodo feriale

Qualora le cure termali risultino in concreto compatibili con le funzioni proprie delle ferie, non spetta al lavoratore che ne abbia fatto richiesta il diritto a fruire di un periodo di assenza retribuita al di fuori dell’anzidetto periodo feriale, e ciò anche qualora le cure prescritte risultino indifferibili.

Tribunale Forli’, 26/02/1993


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