L’esperto | Articoli

Caduta da cavallo: ultime sentenze

4 Maggio 2021
Caduta da cavallo: ultime sentenze

Lezione di equitazione; lesioni occorse agli allievi principianti e agli allievi più esperti; adozione delle misure idonee ad evitare il danno; condanna al risarcimento da parte del gestore di un maneggio per i danni occorsi alla vittima caduta da cavallo.

Caduta da cavallo nel corso della lezione 

Non è discusso che l’appellata stesse partecipando a una lezione di equitazione tenuta da una istruttrice del Circolo. Al caso de quo il Tribunale ha applicato l’art. 2052 c.c., la cui natura della responsabilità è di tipo extracontrattuale. Qualora però l’animale costituisca un mezzo per adempiere a una obbligazione, come nella fattispecie, in cui il Circolo teneva lezioni di equitazione, in caso di lesioni all’allievo la responsabilità è contrattuale.

Nel caso di specie, quindi, sarebbe stato onere del Circolo provare che le lesioni occorse all’allieva non dipendevano da cause ad esso imputabili. Invece, applicare alla fattispecie de qua l’art. 2052 c.c. significa comprimere la tutela dei creditori di obbligazioni contrattuali che invece si ritrovano a dover dimostrare, ex art. 2052, il nesso di causalità tra la condotta attiva dell’animale e le lesioni. In questo quadro, l’appello deve essere rigettato perché l’appellante non ha fornito alcuna prova che la caduta non fosse dipesa da causa ad esso non imputabile limitandosi a sostenere che la condotta del cavallo era estranea alle lesioni.

Corte appello Roma sez. III, 29/05/2018, n.3617

Caduta da cavallo: il centro ippico risponde dei danni?

La responsabilità per il danno causato dall’animale, prevista dall’art. 2052 c.c., incombe a titolo oggettivo ed in via alternativa o sul proprietario, o su chi si serve dell’animale, per tale dovendosi intendere colui che, col consenso del proprietario, ed anche in virtù di un rapporto di mero fatto, usa l’animale per soddisfare un interesse autonomo, anche non coincidente con quello del proprietario.

(In applicazione di tale principio la Cassazione ha confermato la sentenza di rigetto del giudice di merito, perché non vi era alcuna prova che l’animale fosse in uso a terzi al momento della caduta della proprietaria, utilizzandolo ella stessa mentre praticava il salto ippico ad ostacoli).

Cassazione civile sez. III, 05/02/2018, n.2674

La responsabilità del proprietario del cavallo e la corresponsabilità del danneggiato

La responsabilità del proprietario o detentore dell’animale è presunta, ed è fondata sul rapporto di fatto con l’animale stesso, superabile solo con la prova del caso fortuito, ossia di un fattore esterno con i caratteri della imprevedibilità, della inevitabilità e della assoluta eccezionalità, che nulla ha in comune con l’imprevedibilità dei comportamenti dell’animale, costituendo una caratteristica ontologica di ogni essere privo di raziocinio, e non può costituire un caso fortuito che esonera dalla responsabilità il custode.

Nella fattispecie, per la caduta da una staccionata provocata da uno dei cavalli lasciato incautamente senza adeguato controllo da parte dei responsabili, era onere del Circolo ippico di offrire la prova positiva di aver impiegato ogni cura o misura atta ad impedire l’evento dannoso. Tuttavia, il comportamento colposo del danneggiato, che non sia idoneo da solo ad interrompere il nesso eziologico, può integrare un concorso colposo ai sensi dell’art. 1227, 1° comma, c.c.

Nel caso concreto si deve affermare la sussistenza di tale concorso perché anche l’appellante, minorenne, doveva prestare la dovuta attenzione, atteso che questi era solo e non accompagnato dal padre e più volte era stato invitato a non entrare nel maneggio ed a non irretire il cavallo.

Corte appello Bari sez. III, 31/01/2018, n.178

Lezione di equitazione e protocolli per i principianti

Il titolare di un circolo ippico è responsabile dei danni riportati da un’allieva a seguito della caduta da cavallo (nella specie: l’allieva aveva seguito una lezione la mattina e nel pomeriggio ha partecipato ad una passeggiata a cavallo) quando lo stesso non ha rispettato i protocolli previsti per i principianti (quando un cavallo viene dato ad un principiante vi è un operatore che lo conduce; i cavalli devono stare in fila indiana, mentre l’allieva era fuori dal percorso standard) e quindi non ha adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Tribunale Oristano sez. I, 14/12/2017, n.843

L’imprevedibilità del comportamento del cavallo

L’imprevedibilità del comportamento da parte di un animale non può costituire caso fortuito che esonera dalla responsabilità il proprietario/custode, atteso che l’imprevedibilità costituisce una caratteristica ontologica di ogni essere privo di raziocinio (confermata, nella specie, la condanna al risarcimento da parte del gestore di un maneggio per i danni occorsi alla vittima caduta da cavallo).

Cassazione civile sez. III, 09/04/2015, n.7093

Caduta dovuta all’impennata del cavallo

La norma dell’art. 2052 c.c. – in base alla quale chi si serve di un animale è responsabile dei danni dallo stesso cagionati per il tempo in cui lo ha in uso – trova il proprio fondamento nel principio per cui chi fa uso dell’animale nell’interesse proprio e per il perseguimento di proprie finalità, anche se non economiche, è tenuto risarcire i danni arrecati ai terzi che siano causalmente collegati al suddetto uso; in tale situazione, peraltro, non rientra colui il quale utilizzi l’animale per svolgere mansioni inerenti alla propria attività di lavoro, che gli siano state affidate dal proprietario dell’animale alle cui dipendenze egli presti tale attività.

(Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di merito che aveva respinto la domanda, avanzata da un componente del corpo di polizia municipale, di risarcimento dei danni conseguenti alla caduta dovuta all’impennata del cavallo da lui montato, sul rilievo che in quel momento l’animale era affidato alla custodia dello stesso danneggiato).

Cassazione civile sez. III, 28/04/2010, n.10189

Passeggiata a cavallo e caduta

Il titolare di un’associazione che organizza passeggiate a cavallo è responsabile dei danni subiti da un escursionista in seguito ad una caduta dall’animale.

Cassazione civile sez. III, 21/01/2010, n.979

Danni subiti dagli allievi principianti e dai più esperti

Il gestore del maneggio risponde quale esercente di attività pericolosa, ai sensi dell’art. 2050 c.c., dei danni riportati dai soggetti partecipanti alle lezioni di equitazione, qualora gli allievi siano principianti, del tutto ignari di ogni regola di equitazione, ovvero giovanissimi; nel caso di allievi più esperti, l’attività equestre è soggetta, invece, alla presunzione di responsabilità di cui all’art. 2052 c.c., con la conseguenza che spetta al proprietario od all’utilizzatore dell’animale che ha causato il danno di fornire non soltanto la prova della propria assenza di colpa, ma anche quella che il danno è stato causato da un evento fortuito.

(Nella specie la S.C. ha confermato la decisione dei giudici di merito che avevano ritenuto il gestore responsabile, ex art. 2050 c.c., dei danni subiti da un’allieva principiante, che era stata colpita alla caviglia dallo zoccolo di un cavallo che, nella fila, seguiva immediatamente quello da lei cavalcato, ed avevano dichiarato la nullità, ai sensi dell’art. 1229, comma 1, c.c., della clausola di esonero da responsabilità sottoscritta dall’allieva, dovendosi escludere la colpa lieve in quanto le conseguenze lesive erano facilmente prevedibili, considerato che, pur avendo l’animale già dato segni di evidente nervosismo nel corso dell’esercitazione, con grave imprudenza e negligenza, gli istruttori non avevano provveduto alla immediata sostituzione dell’animale).

Cassazione civile sez. III, 19/06/2008, n.16637

L’attività di equitazione svolta in un maneggio

L’attività di equitazione, qualora sia svolta all’interno di un maneggio da un cavaliere principiante ed inesperto privo di capacità di controllo dell’animale, seppure sotto la sorveglianza e la direzione di un collaboratore del gestore, costituisce attività pericolosa.

Ne consegue che, in dette circostanze, per i danni subiti dall’allievo a seguito di una caduta da cavallo avvenuta durante una lezione di equitazione, la responsabilità del gestore del maneggio deve essere inquadrata, non nella fattispecie di cui all’art. 2052 c.c., ma in quella di cui all’art. 2050 c.c., ed il convenuto, per superare la presunzione di responsabilità a suo carico, deve fornire la prova di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.

Tribunale Nuoro, 22/02/2006, n.92

Lezioni di equitazione e danni riportati dai partecipanti

Il gestore del maneggio, proprietario o utilizzatore dei cavalli ivi esistenti, adibiti allo svolgimento di lezioni di equitazione da parte di allievi, risponde quale esercente di attività pericolosa, ai sensi dell’art. 2050 c.c., dei danni riportati dai soggetti partecipanti, qualora gli allievi siano cavallerizzi principianti o inesperti.

(Nella specie, la Corte cass. ha confermato la sentenza di merito, che aveva ritenuto il gestore responsabile, per attività pericolosa, dei danni subiti da una giovane, titolare di una attestazione di idoneità psicofisica alla cavalcatura, che era caduta da cavallo nel corso della sua sesta lezione).

Cassazione civile sez. III, 01/04/2005, n.6888

Caduta da cavallo: responsabilità del gestore del maneggio

In caso di danni alla persona causati da una caduta da cavallo occorsa durante una lezione di equitazione, al fine di individuare il criterio di imputazione della responsabilità del gestore del maneggio, occorre operare un distinguo: se la caduta è avvenuta nel corso di una lezione per principianti, in cui i cavalli seguivano un percorso prestabilito e sotto la guida di un istruttore, deve escludersi che tale attività possa essere considerata pericolosa, con la conseguenza che il gestore del maneggio può essere chiamato a rispondere del danno solo ai sensi dell’art. 2052 c.c., ove ne ricorrano i presupposti; se, invece, la caduta da cavallo è avvenuta nel corso di una cavalcata, effettuata da un cavaliere inesperto con cavallo concessogli in uso dal maneggio, il gestore di quest’ultimo può essere chiamato a rispondere dei danni ai sensi dell’art. 2050 c.c.

Cassazione civile sez. III, 04/12/1998, n.12307



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

6 Commenti

  1. Ho sempre amato andare a cavallo. Purtroppo, non ho potuto seguire corsi di equitazione a causa della distanza dal luogo in cui li tenevano. Ma avrei tanto voluto prendere il patentino. Ogni volta che c’è la possibilità, tuttavia, in quei maneggi in cui fanno fare dei piccoli giri accompagnati dall’istruttore ne approfitto. I cavalli sono animali fantastici. Mi trasmettono un senso di libertà…

  2. Io ho seguito qualche lezione di equitazione… Ero un adolescente scellerato e un po’ spericolato. Un giorno , mentre ero a cavallo, l’animale si è infastidito di colpo, non so se qualche mio gesto l’avesse disturbato. Insomma, ha iniziato a correre ed ho temuto il peggio. Ma sono riuscito a controllarlo e per fortuna non è successo nulla di grave. Soltanto un piccolo infortunio. Da lì. ho evitato di andare a seguire le lezioni… Mi sono spaventato parecchio

    1. Il gestore del maneggio in cui vengono impartite lezioni di equitazione risponde dei danni riportati dagli allievi qualora questi siano principianti o inesperti. Egli infatti ha tutte le responsabilità previste dal codice civile per chi esercita attività pericolose. La giurisprudenza non è univoca sulla responsabilità del gestore del maneggio in caso di infortuni durante le lezioni di equitazione. Un precedente orientamento le escludeva dal novero delle attività pericolose. La giurisprudenza successiva distingue invece tra allievi principianti e allievi esperti, facendo risiedere su tale distinzione una diversa responsabilità con diverse implicazioni di prove. In caso di allievi più esperti l’attività equestre è soggetta alla presunzione di responsabilità del proprietario dell’animale salvo dimostri (cosiddetta “prova contraria”) la propria assenza di colpa e che il danno si è verificato per caso fortuito. In caso di allievi meno esperti e principianti, del tutto ignari di ogni regola di equitazione, oppure giovanissimi, il gestore del maneggio risponde quale esercente di attività pericolose [5] dei danni riportati da questi ultimi, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Tale dimostrazione è certamente più difficile di quella del “caso fortuito” di cui al precedente punto; infatti la giurisprudenza è particolarmente rigorosa nella prova liberatoria richiesta, per cui si arriva a sostenere che si tratta di un’ipotesi di responsabilità oggettiva o, quantomeno, aggravata.

      1. Esiste un testo sull’argomento scritto molto bene si chiama “manuale di diritto equestre” Equitare Editore redatto dal l’avv. Pierfrancesco Viti uno dei maggiori esperti in materia.

  3. Un tempo, me la cavavo ad andare in groppa al mio bel cavallo. Abbiamo fatto qualche gara amatoriale insieme. E’ stato un bel periodo della mia vita. Poi, si è ammalato. E come potete immaginare è morto. Da lì, ho provato a gareggiare con altri cavalli, ma non era più la stessa cosa, così ho chiuso questo capitolo della mia vita…

  4. Una volta ho portato mio figlio piccolo nel parco. Sapete com’è, ci sono tutti gli animali dello zoo. Poi, c’era questo cavallo che per qualche gesto degli altri bambini forse è impazzito ed ha iniziato a correre imbestialito. Mio figlio si è spaventato e da lì non si è più avvicanare ad un cavallo. Poverino, per lui è stato un vero trauma

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube