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Quali vantaggi derivano dalla condizione di handicap?

16 Aprile 2020 | Autore:
Quali vantaggi derivano dalla condizione di handicap?

Benefici legge 104 per il portatore di handicap: permessi retribuiti, congedo straordinario, pensione precoci, Ape social.

L’handicap è lo svantaggio sociale derivante da un’infermità o una menomazione; nello specifico, è considerato portatore di handicap chi presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa.

La condizione di portatore di handicap non deve essere confusa con l’invalidità o la non autosufficienza: l’invalidità infatti consiste nella riduzione della capacità lavorativa della persona, generica o specifica (o della capacità di svolgere compiti e funzioni propri dell’età), derivante da un’infermità o da una menomazione; la non autosufficienza, invece, consiste nell’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza permanente, o nell’impossibilità permanente di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore.

Ma quali vantaggi derivano dalla condizione di handicap?

Colui che è riconosciuto portatore di handicap ha diritto a diverse agevolazioni, molte delle quali spettanti in base alla legge 104, la legge quadro in materia di disabilità [1].

Bisogna però sottolineare che non esiste una sola condizione per il portatore di handicap, in quanto l’handicap può essere giudicato non grave, in situazione di gravità o superiore ai due terzi. L’handicap può essere inoltre di tipo intellettivo, motorio, psichico o sensoriale.

I benefici che derivano dalla condizione di handicap possono essere di tipo economico, lavorativo, previdenziale, fiscale, sanitario, in base alla categoria di appartenenza ed al perfezionamento dei requisiti volta per volta richiesti.

Osserviamo i principali vantaggi, rinviando alla Guida legge 104 ed alla Guida alle agevolazioni legge 104 per una trattazione più completa.

Permessi retribuiti

Il lavoratore dipendente riconosciuto portatore di handicap grave, nel mese, ha diritto alternativamente a permessi retribuiti di:

  • 2 ore giornaliere (nell’ipotesi in cui l’orario sia almeno pari a 6 ore giornaliere);
  • 3 giorni, continuativi o frazionati a ore.

Si tratta dei cosiddetti permessi Legge 104. I permessi retribuiti mensili spettano anche al lavoratore dipendente che assiste un familiare con handicap grave. I permessi possono essere accordati ad un unico lavoratore per assistere lo stesso disabile, il referente unico: il referente beneficia dei permessi mensili per tutti i mesi di assistenza alla persona con handicap grave.

La sola eccezione al referente unico è prevista nel caso dei genitori, che possono beneficiare in modo alternativo dei permessi per l’assistenza dello stesso figlio disabile grave.

Il lavoratore disabile, con handicap grave riconosciuto, può chiedere per sé stesso i permessi Legge 104 e contemporaneamente avere un referente unico, che può comunque domandare i tre giorni di permesso mensile per la sua assistenza. Può inoltre assistere a sua volta un familiare gravemente disabile, con diritto ai permessi.

Per beneficiare dei permessi si deve presentare un’apposita domanda di autorizzazione all’Inps. Per approfondire: Domanda permessi legge 104.

Permessi coronavirus

A favore dei lavoratori che assistono un familiare con handicap riconosciuto in situazione di gravità e dei lavoratori portatori di handicap grave, il decreto Cura Italia [2] riconosce poi la possibilità di incrementare il numero di giorni di permessi retribuiti, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid 19.

L’incremento è pari a 12 giornate complessive, usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020.

In pratica, i lavoratori aventi diritto ai permessi in questione possono godere, in aggiunta ai tre giorni mensili già previsti dalla Legge 104 (3 per il mese di marzo e 3 per il mese di aprile), di ulteriori 12 giornate lavorative da fruire complessivamente nell’arco dei predetti 2 mesi, quindi di 18 giornate complessive.

Congedo straordinario

Chi assiste un familiare convivente con handicap grave certificato ha diritto a un congedo straordinario retribuito, della durata massima di 2 anni nell’arco della vita lavorativa: è possibile assentarsi anche in maniera frazionata, ma la frazionabilità è soltanto giornaliera e non oraria.

Se il lavoratore assiste o ha assistito più disabili, non può comunque superare i 2 anni complessivi di congedo. Non si possono comunque superare i 2 anni di congedo con riferimento a ciascun disabile.

Gli importi massimi dell’indennità e della contribuzione per congedo straordinario (che per i dipendenti pubblici- o regime ex Inpdap- non è figurativa) sono rivalutati annualmente.

Diritto alla scelta della sede

Il dipendente portatore di handicap grave, beneficiario di Legge 104, o che assiste un parente nelle stesse condizioni, può scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, a meno che non sussistano ragioni contrarie motivate dall’azienda: non si tratta in questo caso di un diritto, ma di un interesse legittimo.

I dipendenti pubblici che sono in possesso di un’invalidità superiore a 2/3 hanno invece il diritto di scelta prioritaria tra le sedi disponibili: attenzione però, in quest’ipotesi il diritto deriva dall’invalidità e non dalla condizione di handicap.

Rifiuto al trasferimento

Il portatore di handicap grave, o il lavoratore che assiste un familiare nelle stesse condizioni, non può essere trasferito in altra sede dall’azienda contro la sua volontà, a prescindere dall’esistenza di ragioni valide e motivate dall’azienda: il dipendente ha infatti un vero e proprio diritto soggettivo.

Agevolazione fiscale per l’acquisto di veicoli

Per quanto riguarda l’acquisto dell’auto da parte di un soggetto disabile, la normativa prevede 4 tipologie di benefici fiscali, tra loro cumulabili:

  • detrazione del costo del veicolo dall’Irpef in misura pari al 19% (in pratica, se il costo del veicolo ammonta a 10mila euro, si sottraggono 1.900 euro dalle imposte); la detrazione, che va indicata nella dichiarazione dei redditi, può essere effettuata in un’unica soluzione o in 4 quote; la spesa massima consentita è di 18.075,99 euro;
  • pagamento dell’Iva ridotta al 4% sull’acquisto del veicolo;
  • esenzione dal bollo auto;
  • esonero dal pagamento dell’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Gli incentivi sono validi non solo per le autovetture, ma anche per alcuni autoveicoli specifici e per il trasporto promiscuo, autocaravan, motocarrozzette, motoveicoli per il trasporto promiscuo e specifici. Oltreché per l’acquisto, i benefici possono essere fruiti anche per la riparazione.

Collocamento mirato

I portatori di handicap intellettivo, che presentino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (dunque dal 46% in poi) ha la possibilità di usufruire del collocamento mirato [3]. Si tratta della possibilità di accedere ai servizi di sostegno e di collocamento dedicati alle categorie protette: per usufruirne, è necessario recarsi presso il proprio centro per l’impiego, presentando, oltre al verbale di invalidità, la relazione conclusiva rilasciata dalla preposta Commissione dell’Asl.

Per approfondire: Guida alle categorie protette.

Contributo Inps Home Care Premium

Una tra le agevolazioni più significative per i disabili ed i familiari che li assistono, in termini economici, è senza dubbio il programma Inps Home Care Premium, o HCP, al quale si può aderire sino al 31 gennaio 2022: questo progetto si rivolge però ai soli dipendenti e ai pensionati pubblici, ai i loro coniugi, parenti o affini di primo grado non autosufficienti.

Pertanto, potrebbe essere utile nel caso in cui chi presta assistenza sia o sia stato dipendente pubblico, o in cui l’assistito sia dipendente o pensionato pubblico.

Agevolazioni fiscali

A favore dei disabili, o del contribuente che li assiste, sono inoltre previste le seguenti agevolazioni a carattere fiscale:

  • detrazione Irpef per figlio disabile a carico;
  • deduzione dal reddito delle spese mediche generiche e di assistenza specifica;
  • detrazione dall’Irpef delle spese sanitarie per i disabili;
  • detrazione dall’Irpef dei costi per l’abbattimento delle barriere architettoniche;
  • detrazione Irpef dei costi di assistenza per i soggetti non autosufficienti;
  • agevolazione Legge 104 per l’acquisto di pc e sussidi informatici;
  • agevolazione forfettaria per l’acquisto ed il mantenimento di un cane guida;
  • esenzione dalla tassa sulle imbarcazioni;
  • trattamento di vantaggio sull’imposta sulle successioni e le donazioni (applicazione di una franchigia pari a un milione e mezzo di euro);
  • aliquota Iva al 4% per l’acquisto di prodotti editoriali specifici (con supporti audio o scrittura braille).

Agevolazioni per la pensione

Infine, per chi assiste un familiare entro il 1° grado (entro il 2° grado in ipotesi specifiche), convivente da almeno 6 mesi e portatore di handicap grave, è possibile conseguire, in presenza dei requisiti richiesti:

  • la pensione anticipata precoci, con 41 anni di contributi;
  • l’Ape sociale, con un minimo di 63 anni di età e 30 anni di contributi (28 per le donne con almeno 2 figli, 29 per le donne con un figlio).

note

[1] L. 104/1992.

[2] DL 18/2020.


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1 Commento

  1. Tengo a precisare che la legge 104 conta di 3 commi. Esempio pratico: l’esenzione bollo auto è consentita solo a chi nel certificato invalidità possiede la legge 104 – comma 3 (disabilità grave).
    Il comma 1 e comma 2 non danno il diritto all’esenzione bollo auto, così come non si ha diritto all’IVA 4% per acquisto auto, sussidi informatici e agevolazioni bollette telefoniche.
    È importante precisare la sostanziale differenza.
    Lo so per certo poiché la regione non ha accettato la mia richiesta esenzione bollo auto. Ho invalidità 75%, con riduzione capacità lavorativa 2/3, con impedite capacità motorie lievi, oltre a legge 104 ma COMMA 1 (disabilità lieve).

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