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Acquisto ramo d’azienda: l’acquirente risponde dei debiti

30 Giugno 2014
Acquisto ramo d’azienda: l’acquirente risponde dei debiti

Responsabilità solidale per le pendenze con il Fisco di chi cede il ramo d’azienda; nessuna esclusione per le sanzioni ma il limite massimo è rappresentato dal valore dell’attività oggetto del trasferimento.

 

L’acquirente di un ramo d’azienda è responsabile in solido per i debiti tributari imputabili al cedente. La responsabilità riguarda anche le sanzioni e si estende complessivamente fino al valore dell’impresa oggetto di trasferimento.

È quanto precisa una recente sentenza della Commissione tributaria di secondo grado di Trento [1].

La vicenda

Una società, dopo avere acquisito un ramo d’azienda nel febbraio 2006, ha ricevuto diverse cartelle di pagamento in qualità di responsabile in solido [2] dei debiti tributari sorti in capo alla cedente. La Ctp ha accolto parzialmente il ricorso e ha riconosciuto l’illegittimità delle sole imposte accertate relative al 2006 (anno della cessione del ramo azienda) in quanto, alla data del trasferimento, non era stata fornita alcuna prova del fatto che questi debiti tributari fossero già stati constatati da parte dell’amministrazione finanziaria. Per tutti i restanti debiti, la responsabilità del cessionario è stata confermata [3].

Anche in secondo grado è stata accolta tale tesi.

In particolare i giudici regionali hanno ribadito la responsabilità solidale del cessionario d’azienda per tutti i debiti che risultano nei libri contabili obbligatori, e quindi anche per quelli tributari. Secondo il collegio, poi, le cartelle di pagamento notificate erano chiaramente legittime, avendo assunto a riferimento le imposte relative alle violazioni che erano state commesse dalla cedente nell’anno in cui era stata effettuata la cessione del ramo d’azienda e nei due precedenti, ed essendo state notificate con la preventiva escussione della cedente stessa.

Peraltro, il cessionario non si era neanche attivato per farsi rilasciare dall’ufficio il certificato negativo previsto dalla legge [4]. Si tratta del certificato sull’esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti. L’attestazione ha pieno effetto liberatorio del cessionario sia se non riporta contestazioni o pendenze aperte sia se non viene rilasciata entro quaranta giorni dalla richiesta.

Di conseguenza la responsabilità solidale dell’acquirente riguardava non solo le imposte ma anche le corrispondenti sanzioni.

Infine, dato che l’operazione aveva riguardato un ramo d’azienda (e non l’intera azienda), la sentenza ha confermato che la responsabilità solidale del cessionario era individuabile nei limiti del valore del ramo d’azienda acquistato.


note

[1] CTR Trento, sent. n. 37/02/2014.

[2] Art. 14, comma 1, del Dlgs 472/1997.

[3] Art. 14 del Dlgs 472/1997 e dell’articolo 2560, comma 2, cod. civ.

[4] Art. 14, comma 3, del Dlgs 472/1997.


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