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Foto incidente: posso pubblicarle sui social?

16 Aprile 2020
Foto incidente: posso pubblicarle sui social?

È reato scattare una foto a uno scontro tra due automobili senza oscurare le targhe e i volti?

Un lettore ci ha chiesto: posso pubblicare le foto di un incidente sui social? L’argomento sembra di interesse generale da quando l’utilizzo degli smartphone ha reso molto più semplice la realizzazione e diffusione delle fotografie. 

I cellulari ci hanno trasformato in una sorta di report d’assalto, sempre pronti a rubare, dalla vita quotidiana, lo scatto sensazionale o scandaloso per darlo in pasto a internet. Ma tutto ciò è legittimo quando si ha a che fare con la privacy delle altre persone? 

È noto, ad esempio, che non si possano scattare fotografie in mezzo alla strada o sui mezzi pubblici quando appaiano, in modo evidente, i volti di soggetti terzi che non hanno prestato una apposita autorizzazione. Una deroga è ammessa in occasione di eventi e manifestazioni, per via del loro risvolto pubblico. 

Si potrebbe allora pensare che uno scontro tra automobili possa rivestire il medesimo interesse pubblico tale da rendere lecita l’assunzione delle immagini e la loro diffusione senza consenso, non fosse altro per denunciare la pericolosità di un incrocio o il rischio che si corre ad guidare velocemente. Insomma, un servizio pubblico, quello offerto dal cittadino che pubblica sui social le foto di un incidente stradale.

In verità, le cose non stanno in questo modo. Ecco allora cosa prevede la legge a riguardo.

Si possono pubblicare le foto fatte per strada?

Pubblicare le foto con i volti di altre persone è reato. 

La legge sulla privacy punisce con la reclusione fino a due anni chi esegue un «illecito trattamento di dati personali» tramite internet. Tra i dati non vi è solo il numero di telefono, il reddito o l’orientamento sessuale di una persona, ma anche il suo volto. Dunque, fotografare qualcuno per strada comporta una condanna penale a meno che non si abbia l’accortezza di rendere irriconoscibile il soggetto con strumenti di postproduzione (ad esempio, pixellandone la faccia) o con inquadrature da lontano.

Lo scopo che deve muovere l’autore del reato – dispone la legge – è quello di trarre profitto o danneggiare la vittima; senonché tale espressione è stata interpretata in senso ampio dalla giurisprudenza. Secondo i giudici, infatti, per far scattare il reato è sufficiente arrecare un semplice fastidio o un turbamento. Insomma, per il reato non c’è bisogno che vi sia un danno di natura patrimoniale.

Foto incidente: posso pubblicarle sui social?

Una cosa è il diritto di cronaca riservato ai giornalisti, un’altra la curiosità triviale che spesso si nasconde, sotto le migliori intenzioni, dietro le disgrazie altrui. Chi pubblica una foto su Facebook, Instagram o altro social non sta facendo giornalismo e, pertanto, non è coperto dall’esimente del diritto di informazione. Peraltro, anche i reporter dei quotidiani nazionali non vanno esenti alle regole in materia di privacy. 

Dunque, è bene sapere che, per pubblicare la foto di un incidente sui social è necessario rispettare alcuni fondamentali limiti, la cui violazione potrebbe comportare una incriminazione penale.

Innanzitutto, bisogna rendere irriconoscibili i volti dei soggetti presenti. Conducenti, passeggeri ed eventuali spettatori non devono apparire nello scatto o comunque non essere riconoscibili. Non vale lo stesso per le forze dell’ordine: la polizia, nell’esercizio delle proprie funzioni, può essere fotografata. Leggi sul punto È lecito fotografare o filmare la polizia e gli altri pubblici ufficiali?

Al pari delle persone, bisogna anche oscurare gli elementi delle auto che possano essere riconoscibili e, quindi, far risalire all’identità dei conducenti o dei proprietari. Ciò implica l’obbligo di oscurare le targhe o altri elementi accessori che possano rendere riconoscibile il veicolo.

La privacy copre, ancor di più, eventuali feriti. Non si dimentichi, infatti, che uno dei dati più sensibili tutelati dalla legge è proprio la salute. Diffondere lo stato di salute di una persona è illegale al pari dell’acquisire il dato illegittimamente attraverso uno scatto. Solo il consenso dell’interessato potrebbe giustificare un’azione di questo tipo.

Eventuali commenti denigratori, a corredo delle foto, nei confronti di uno degli automobilisti coinvolti potrebbe per di più configurare il reato di diffamazione aggravata (per l’uso di internet).

L’esposizione della notizia, ossia il fatto storico in sé, non è però coperto da riservatezza. Scrivere che, in un determinato luogo, si è verificato un incidente tra due auto (ad esempio: una Fiat 500 e una Ford Mondeo) non viola la riservatezza. I nomi dei soggetti coinvolti dovranno essere comunque oscurati.

L’insegnamento più importante è, quindi, il seguente: i social non possono diventare una gogna mediatica, non sono dei quotidiani, non possono essere usati per diffondere volti, dati e condizioni personali di altri soggetti. 



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