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Si possono divulgare i nomi delle persone in causa col condominio?

16 Aprile 2020
Si possono divulgare i nomi delle persone in causa col condominio?

L’amministratore può fare i nomi delle persone in causa col condominio? È diffamazione rivelare i dati dei processi in corso?

Alcune settimane fa, hai iniziato una causa contro un condominio, chiedendo un lauto risarcimento dei danni per la caduta su un gradino. Alla scorsa riunione, l’amministratore ha informato di ciò l’assemblea leggendo alcuni estratti dell’atto di citazione che il tuo avvocato ha depositato in tribunale. Facendo ciò, non solo ha rivelato il tuo nome e cognome, ma anche il tuo stato di salute. Non solo: da quello che hai appreso tramite amici che vivono nello stesso palazzo, l’amministratore avrebbe giudicato la tua pretesa come infondata e frutto di una strumentalizzazione. Questo comportamento, a tuo dire, è stato volutamente dettato dall’intenzione di metterti in cattiva luce davanti a tutti. Ti chiedi dunque se sia legittimo agire in questo modo. 

Si possono divulgare i nomi delle persone in causa col condominio? La questione è stata di recente risolta dalla Cassazione [1]. La Corte è stata chiamata a decidere una controversia molto simile a quella che abbiamo rappresentato nell’esempio qui sopra. Nel caso di specie, l’amministratore di un condominio era stato querelato per diffamazione, avendo comunicato a tutti i condomini, nel corso di una riunione condominiale, i nomi dei soggetti che avevano fatto causa al condominio medesimo. 

I dati di una causa sono segreti?

Ecco allora qual è stata la risposta della Cassazione a tale problema. 

Partiamo da un dato di fatto: le cause sono giudizi che si svolgono in pubblico. Chiunque ha quindi diritto di entrare in un’aula di tribunale e partecipare a un processo, conoscendo nomi e cognomi dei soggetti coinvolti, le relative istanze, i loro difensori. Se ti interessa come fare leggi Come vedere un processo in tribunale.

Anche con la pubblicazione della sentenza, il giudice è tenuto ad oscurare i nomi delle parti solo se queste ne fanno richiesta prima dell’emissione del provvedimento; diversamente, il provvedimento conterrà gli estremi dei soggetti coinvolti nel giudizio, con tanto di nome e cognome. Si tratta peraltro di un atto pubblico e, quindi, di pubblico dominio. 

L’amministratore può rivelare i nomi dei soggetti in causa con il condominio?

Tra gli obblighi dell’amministratore di condominio vi è quello di agire contro i terzi o contro i condomini che pongono in essere azioni a danno del condominio, convocando l’assemblea nei casi in cui ravvisi la necessità di ricorrere ad azioni giudiziarie. Allo stesso modo, egli deve resistere in giudizio su mandato dell’assemblea nelle cause che coinvolgono il condominio. 

È chiaro quindi che, se per ottenere il mandato ad agire o resistere in tribunale, l’amministratore ha l’obbligo di informare l’assemblea delle cause in corso, egli deve anche riferire ai condomini tutti i dettagli del giudizio. 

Quindi, non commette alcuna violazione della privacy altrui l’amministratore che rivela in assemblea i nomi e cognomi dei soggetti in causa contro il condominio. Né si può parlare di diffamazione solo se il capo condomino esprime un giudizio personale sulla temerarietà dell’azione, trattandosi comunque di un normale esercizio del diritto di critica e di una “consulenza” che svolge, nell’esercizio del proprio incarico, ai condomini.

Il reato di diffamazione si potrà tutt’al più ravvisare nell’ipotesi in cui l’amministratore si abbandoni a giudizi personali denigratori nei confronti degli avversari esorbitando dalla questione strettamente legale. Una cosa è parlare male dell’iniziativa giudiziale intrapresa dalla controparte, un’altra è infangarne la reputazione.

Ad esempio, dire che la causa intrapresa dalla signora Rossi è infondata e pretestuosa, volta solo a spillare soldi al condominio è un conto; dire che la signora Rossi è invece un’imbrogliona, che dice il falso e che intende frodare il condominio un’altra. 

Una notizia si può identificare come diffamatoria solo quando non integri i requisiti di verità, interesse alla notizia e continenza [2].

Il ruolo dell’amministratore, secondo la Corte di Cassazione, prevede non solo la facoltà, ma il dovere di informare i propri condomini dei processi intentati e coltivati in nome e per conto degli stessi. Se un amministratore omettesse queste informative, infatti, si renderebbe colpevole di una grave mancanza rispetto ai propri doveri di trasparenza e correttezza verso i condomini amministrati; potrebbe, pertanto, essere revocato dal proprio incarico per giusta causa.

Si può, quindi, concludere che non commette alcuna diffamazione l’amministratore che comunichi, senza giudizi di valore, ma con solo riferimento alle circostanze di fatto, di un giudizio pendente contro professionisti che avevano reso la propria opera proprio per il condominio in oggetto.


note

[1] Cass. sent. n. 11916/2020 del 10.04.2020.

[2] Cass. sent. n. 45014/2012.

Autore immagine: it.depositphotos.com


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