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Coronavirus: come lavorare da remoto in 5 mosse

16 Aprile 2020
Coronavirus: come lavorare da remoto in 5 mosse

Una connessione sicura, uno strumento di collegamento remoto, un firewall e il gioco è fatto. Lavorare in smart working è possibile con pochi passaggi.

La pandemia ha costretto numerose attività ad abbassare le serrande, così molti lavoratori si sono ritrovati a dover lavorare da casa. Ad oggi, circa 8 milioni di lavoratori svolgono la loro attività lavorativa a distanza.

Ma in quali casi è possibile lavorare in smart working? Com’è possibile trasformare qualsiasi ambiente di lavoro da tradizionale a “remoto”? A rivelarlo è Atlante Informatica, società attiva nella progettazione di soluzioni integrate per i processi informatici delle aziende, in una nota che la nostra redazione ha appena ricevuto dall’agenzia Adnkronos.

Il Ceo di Atlante Informatica, Alessandro Musso ha spiegato che “Già dai primi giorni di lockdown ci siamo resi conto che molte aziende hanno avuto grossi problemi a convertire la loro operatività da classica a smart working. Ci siamo così posti l’obiettivo di aiutare tutte le attività lavorative fornendo loro le informazioni per trasformare velocemente un’azienda ‘vecchio stile’ in Smart Working con strumenti gratuiti”.

Una trasformazione – tiene a precisare Musso – “che si può realizzare in modo semplice perché gli utenti percepiranno meno cambiamenti operativi possibili; la soluzione sarà assolutamente sicura dal punto di vista informatico; nonostante lo Smart Working, i dati rimarranno sui sistemi aziendali, impattando il meno possibile sulla normativa Gdpr; verranno utilizzati praticamente tutti strumenti gratuiti e facilmente reperibili su internet”.

“L’idea di base – sottolinea il Ceo di Atlante Informatica – è che, attraverso l’utilizzo di una connessione sicura e crittografata tra il PC remoto e l’azienda (ovvero una Vpn), l’attivazione di uno strumento di collegamento remoto già presente su gran parte dei sistemi operativi di uso comune (protocollo Rdp) ed un firewall (un sistema che unisce la rete aziendale alla rete internet), si permette a utenti dislocati in qualunque parte del globo, di connettersi al sistema informatico aziendale e lavorare esattamente come se fossero seduti di fronte al proprio Pc.

Smart working in 5 passaggi

“La prima cosa da fare – sottolinea Musso – è individuare la persona con le competenze sufficienti che possa occuparsi di eseguire tutti i passi dell’installazione degli strumenti (dovrebbe essere una persona interna o esterna all’azienda che conosce la rete aziendale e che ha competenze IT di base); installare fisicamente il firewall (è possibile reperire online tantissimo materiale sull’installazione di un firewall hardware pfSense e non è neppure d’obbligo acquistare un hardware nuovo in quanto questo sistema firewall è studiato per funzionare anche con hardware datati e di recupero); configurare Pc/Mac/Tablet remoti, cioè tutti quei dispositivi che dovranno connettersi alla rete aziendale; formare le persone all’uso della soluzione; verificare la sicurezza con l’aiuto di un Vulnerability Assessment System”.

Se esiste un problema di scarsa connettività – precisa Musso – “la soluzione chiave è ottimizzare al massimo la connessione internet che abbiamo a disposizione. Un risultato che si può ottenere utilizzando strumenti progettati espressamente per questo tipo di utilizzo”.

Mentre per essere certi che la soluzione sia sicura – conclude – “si può utilizzare un Vulnerability Assessment System, ovvero uno strumento in grado di trovare le vulnerabilità di sicurezza che affliggono il sistema”. La guida completa e dettagliata di Atlante Informatica è disponibile all’indirizzo: https://www.firewallhardware.it/smart-working


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