Revenge porn: cresce l’allarme per i minorenni

16 Aprile 2020
Revenge porn: cresce l’allarme per i minorenni

La diffusione illecita di video e immagini sessualmente espliciti costituisce reato: la Polizia Postale spiega cosa accade e come denunciare.

La quarantena e le restrizioni agli spostamenti non impediscono, purtroppo, la circolazione di immagini illecite su internet e sui social. In questi giorni cresce l’allarme per i minorenni le cui immagini o video con contenuti sessualmente espliciti vengono diffuse illecitamente in rete, senza il loro consenso.

Si tratta di un nuovo e grave reato [1] chiamato revenge porn che in Italia è stato introdotto solo di recente e punisce con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 5mila a 15mila euro «chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate».

Oggi è la Polizia di Stato a segnalare quanto sta accadendo, in un comunicato diffuso dall’Adnkronos nel quale “soprattutto nella situazione attuale in cui si trascorre molto tempo on-line, invita alla massima prudenza, cercando di evitare l’invio di immagini o video di contenuti intimi e ricordando che, qualora i soggetti coinvolti siano minori, sussistono fattispecie di pornografia minorile [2]” (leggi anche video a minorenne: cosa rischio).

La Polizia sottolinea poi che “oltre all’eventuale pericolo di un successivo uso illecito, spesso con il fine di ritorsione o di vendetta, da parte di chi riceve le immagini vi è, altresì, un problema legato alla sicurezza dei dispositivi. Infatti, soggetti terzi malintenzionati possono accedere abusivamente ad uno dei dispositivi acquisendone il contenuto per divulgarlo o per ricattare la vittima.

Per questo è “di estrema importanza denunciare immediatamente alla Polizia quanto subito poiché solo un intervento tempestivo può evitare l’ulteriore divulgazione delle foto o del video”. Infatti “più volte, le indagini hanno condotto alla identificazione ed alla denuncia di chi si era reso autore di questo crimine, ma spesso rimane la difficoltà o, purtroppo, l’impossibilità che le immagini siano rimosse definitivamente dai circuiti della Rete con gravi conseguenze per la vittima”.

Proprio per garantire un efficace intervento, all’interno della Polizia Postale operano squadre di poliziotti specializzati nel contrasto di questi fenomeni, esperti soprattutto nell’ambito delle piattaforme di social network e messaggistica. La Polizia consiglia a chi è in difficoltà di scrivere su: https://www.commissariatodips.it/segnalazioni/segnala-online/index.html


note

[1] Art. 612 ter Cod. pen.

[2] Art. 600 ter Cod. pen.


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